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HOT VIDEO: Learn to Fly e l’aereo più pazzo del mondo pilotato dai Foo Fighters

La citazione cinematografica, i Tenacious D e i molti travestimenti di Dave Grohl e soci

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Estate. Tempo di vacanze e concerti sotto il cielo. Come quello di tre anni fa a Cesana quando il collettivo Rockin’ 1000 si è esibito per registrare un video-messaggio per i Foo Fighters nella cittadina dell’Emilia-Romagna. Ben 250 batteristi, 350 chitarristi, 150 bassisti e 250 cantanti arrivati da tutta Italia per suonare in contemporanea Learn to Fly al Parco Ippodromo con l’obiettivo di convincere Dave Grohl e soci a fissare la data di un loro live in quella stessa città che li aveva visti salire sul palco molti anni prima. Impresa compiuta il 3 novembre del 2015 quando l’ex batterista dei Nirvana, con tanto di gamba fratturata, ha intrattenuto il pubblico per tre ore di concerto.

Primo pezzo della scaletta? Learn to fly, ovviamente. Singolo estratto dal terzo album della band, There Is Nothing Left To Lose, pubblicato per la RCA Records nel 1999. Ad accompagnare la canzone uno dei videoclip più divertenti della fine degli anni ’90. Alla regia l’ex bassista dei The Lemonheads, Jesse Peretz, recentemente tornato dietro la macchina da presa per dirigere Juliet, Naked, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Nick Hornby presentato al Sundance 2018 con protagonisti Ethan Hawke e Rose Byrne.

Il video di Learn to Fly altro non è che l’omaggio a L’aereo più pazzo del mondo, commedia del 1980 diretta dal terzetto composto da David Zucker, Jim Abrahams e Jerry Zucker in cui l’ex pilota Ted Striker terrorizzato dall’idea di volare riesce a portare in salvo l’intero equipaggio alle prese con un’intossicazione alimentare. Qui però a mettere in pericolo passeggeri, hostess e piloti ci pensano
Jack Black e Kyle Gass dei Tenacious D nei panni di due meccanici di una compagnia aerea che nascondono nel filtro del caffè una bustina di WORLD DOMINATION “EROTIC” Sleeping Powder.

Il risultato è il caos più puro, tra reazioni isteriche, allucinazioni e scene di panico. La band, che oltre a interpretare se stessa riveste svariati altri ruoli – dai membri dell’equipaggio ai viaggiatori fino ai tre piloti –, riesce a prendere in mano la situazione facendo atterrare l’aereo, scongiurando così conseguenze disastrose. Una sorta di metafora – in chiave comica – di come si possa momentaneamente perdere l’equilibrio nella propria vita e si cerchi un segno per ritrovare la giusta direzione da percorrere. «I’m looking to the sky to save me. Looking for a sign of life. Looking for something help me burn out bright».

 

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