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HOT VIDEO: Apeshit e la passeggiata al Louvre di Beyoncé e Jay-Z

La Gioconda, i simbolismi e il terzo atto del racconto intimo e artistico dei Carter

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Il mondo della musica è sempre stato ricco di coppie celebri che hanno condiviso palco e privato rendendo i confini di quei due mondi spesso indefiniti. Qualche esempio? Sonny e Cher, Johnny Cash e June Carter, Kurt Cobain e Courtney Love fino alla più influente, importante e indimenticata di tutte: John Lennon & Yoko Ono. Oggi quell’eredità è tutta sulle spalle di un’altra coppia che ha trasformato la loro relazione in un pozzo infinito dal quale attingere per creare arte. Stiamo parlando di Beyoncé e Jay-Z, o meglio i The Carters, stando alla firma che compare alla conclusione del video loro nuovo brano, Apeshit.

Il singolo, scelto per anticipare Everything is Love – disco lanciato a sorpresa durante la prima tappa dell’On The Run World Tour di Londra -, rappresenta un’ideale terzo atto di un’altrettanto ideale trilogia iniziata nel 2016 con Lemonade. Il sorprendente visual album con il quale Queen Bey ha svelato al mondo l’infedeltà del compagno in un cammino musicale sfaccettato, fatto di rabbia, incredulità, amarezza e perdono. Un disco meraviglioso, colmo di citazioni e collaborazioni (Jack White, Kendrick Lamar, James Blake…) che non si limita a svelare un’esperienza privata ma abbraccia la comunità afroamericana con riferimenti al movimento del #BlackLivesMatter, alla violenza ingiustificata della polizia e al ruolo della donna nella società contemporanea e all’interno di una relazione.

Un primo capitolo al quale è seguito nel 2017, sempre a sorpresa, 4:44. Il tredicesimo album in studio di Jay-Z, un mea culpa maturo e schietto che gli è valso otto nomination ai Grammy. A legare i tre progetti, oltre naturalmente il contenuto intimo delle tracce, Tidal, la piattaforma di streaming di proprietà del rapper di New York. Perché se è vero che stiamo parlando di due artisti è anche vero che si tratta di due artisti-imprenditori (di loro stessi) che hanno creato un impero economico capace di catapultarli in cima alla classifica dei nomi più influenti del mondo (non solo in campo musicale).

Da Crazy in Love a Everything is Love, da Bonnie & Clyde a Apeshit molto è cambiato non solo a livello contenutistico ma anche in termini d’immagine. Dopo il selfie con la Gioconda pubblicato sul profilo Instagram di Beyoncé nel 2014, i Carter sono tornati al Museo del Louvre per girare il videoclip del nuovo brano. Diretto da Ricky Saiz, co-head designer di Supreme – una scelta esplicativa della commistione e fusione di mondi artistici diversi -, il video è un’insieme di simbolismi, performance, moda, riferimenti sociali, culturali e politici nel quale emerge, palesemente, l’evoluzione della coppia .

Le stanze di uno dei musei più importanti del mondo ospitano una moderna, doppia, opera d’arte in movimento fasciata in abiti color pastello e creazioni di haute couture firmate Gucci e Burberry. Un messaggio chiaro, sfacciato e consapevole. Le coreografie di Sidi Larbi Cherkaous, già mente dietro la performance di Beyoncé incinta ai Grammy del 2016 – attualmente impegnato nella realizzazione di Jagged Little Pill, il musical di Alanis Morissette-, rappresentano il punto di incontro tra i due mondi oltre a incarnare i riferimenti più espliciti alla parità e scambio di gerarchie sessuali, con tanto di citazione alla Kitchen Table Series della fotografa Carrie Mae Weems.

Oltre alla Monna Lisa di Leonardo da Vinci, osservatrice silenziosa e complice della coppia, anche la scelta di sculture e dipinti mostrati nel video non è affatto casuale. Da L’incoronazione di Napoleone e Le Sabine di Jacques-Louis David al Ritratto di Madame Récamier (con due ballerine ai suoi piedi che rimandano alla vergogna della schiavitù), da La zattera della medusa di Théodore Géricault al Ritratto di donna di colore di Marie-Guillemine Benoist passando per la Venere di Milo e la cripta della grande Sfinge – novelli faraone e regina egizia circondati dalle piramidi di vetro del Museo – i messaggi sono diretti e tutt’altro che enigmatici.

Una scelta, sebbene, più evocativa ed edulcorata dalla violenza mostrata in This Is America di Childish Gambino (ve lo abbiamo raccontato qui), che parla non solo della relazione tra i due ma racconta la condizione della comunità afroamericana, tra oppressione e potenza, passato e presente. Ma forse, tra le meraviglie artistiche mostrate in Apeshit, la più simbolica di tutte è la Nike di Samotracia, maestosa statua alata posta in cima alla scala Daru del Louvre che rappresenta la dea greca della vittoria. «I can’t belive we made it».

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