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Tra Nick Hornby e Ethan Hawke, il rock e i Kinks | Perché riscoprire Juliet, Naked

Un musicista, una coppia in crisi e un vecchio disco. Passato male, ecco perché è da recuperare

Juliet, Naked
Ethan Hawke e Chris O'Dowd: il cantante e il suo fan in Juliet, Naked.

MILANO – La relazione tra Nick Hornby e il cinema continua a procedere a gonfie vele. Il tocco dello scrittore londinese è diventato una vera e propria istituzione: ironia malinconica, feticci e passioni (dal calcio di Febbre a 90 ai vinili di Alta fedeltà, ora versione TV con Zoe Kravitz, ve ne abbiamo parlato qui), amori che vanno e vengono e la vita intesa come un continuo racconto di formazione tardo-adolescenziale (About a Boy, Non buttiamoci giù). La carriera intrapresa da sceneggiatore finora è stata altrettanto soddisfacente: Hornby ha contribuito agli script del coming-of-age An Education con Carey Mulligan, del survival movie Wild con Reese Witherspoon e del pluripremiato Brooklyn, melodramma con Saoirse Ronan per il quale ha persino sfiorato la vittoria dell’Oscar per la miglior sceneggiatura non originale.

Juliet Naked
Rose Byrne sorride al fianco di Ethan Hawke in Juliet, Naked – Tutta un’altra musica

Tutta un’altra musica è uno dei suoi ultimi romanzi, adattato per il grande schermo dall’americano Jesse Peretz – regista di Quell’idiota di nostro fratello nonché bassista dei Lemonheads di Evan Dando – dietro a cui si nasconde l’impronta di Judd Apatow, meno orientato a pellicole comico-demenziali e sempre più affezionato a rom com dal sapore agrodolce. Juliet, Naked – lo trovate in streaming dopo un purtroppo breve passaggio in sala, peccato – rappresenta quindi il luogo perfetto in cui s’incontrano lo spirito di Hornby e quello di Apatow. In fondo, due facce della stessa medaglia: da una parte il miglior modo possibile di rappresentare l’immaturità maschile in versione british, contrapposta alla difficoltà di crescere secondo i modelli culturali a stelle e strisce.

Juliet Naked
Hawke, la Byrne e O’Dowd nel momento dell’incontro.

Per quanto il libro di partenza non sia tra i più memorabili dell’autore, la traduzione risulta una commedia godibile, interpretata in maniera magistrale da un terzetto di attori che assorbono con forza tragicomica i vezzi e le nevrosi dei protagonisti descritti nelle pagine. Chris O’Dowd è il quarantenne Duncan, ossessionato dal suo idolo musicale Tucker Crowe (Ethan Hawke), misconosciuta rockstar degli anni Novanta di cui si sono perse le tracce e per la cui maniacale attività fanzinara ha sacrificato tempo e attenzioni nei confronti della fin troppo paziente moglie Annie (una splendida Rose Byrne).

La scoperta di un demo musicale (Juliet, Naked, da cui il titolo) è la scintilla da cui si scatena un triangolo destinato a essere l’incubo di qualsiasi nerd e musicofilo: il vero Tucker non è esattamente come Chris se lo immaginava. Annie dal canto suo rimane sempre più attratta da lui, scapestrato, trasandato ma fascinoso papà che ha smarrito da tempo i connotati del musicista sofferente e maledetto. Com’era lecito aspettarsi, l’incontro tra la penna di Hornby e la confezione di Apatow riesce a dare vita a un film tanto leggero quanto intelligente, garbato e molto divertente, che puntella le stravaganze e i dettagli che si trascinano ogni giorno i complicati rapporti tra le persone.

  • Qui sotto il trailer di Juliet, Naked:

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