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L’Ombra delle Spie | Benedict Cumberbatch tra Greville Wynne e la Guerra Fredda

Dominic Cooke porta sul grande schermo la vita di Greville Wynne. Su Sky Cinema

l'ombra delle spie
L'ombra delle spie: Greville Wynne e la Guerra Fredda

MILANO – Può un solo uomo, un semplice consulente di vendita industriale, diventare improvvisamente – e senza alcuna esperienza – una delle spie più importanti dell’Inghilterra di inizio anni Sessanta? Sì, se il suo nome è Greville Wynne. La sua storia viene raccontata in L’ombra delle spie (disponibile su Sky Cinema, dopo il passaggio alla Festa del Cinema di Roma 2020), per la regia di Dominic Cooke e con Benedict Cumberbatch, Rachel Brosnahan e Jessie Buckley. E il film, decisamente interessante, anche se è pur sempre di finzione, è molto attinente alla vera storia di Wynne e alle sue memorie.

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Benedict Cumberbatch è Greville Wynne ne L’ombra delle spie

Per lo più la vita di Greville Wynne trascorreva come quella di un qualsiasi uomo della classe borghese inglese dell’epoca. Forse qualche viaggio in più rispetto alla norma, visto che si recava di frequente nell’Europa dell’Est e nell’Unione Sovietica come rappresentante di alcune importanti aziende elettriche e siderurgiche britanniche. E come in una qualsiasi normale vita, Greville Wynne andava a pranzo con i suoi amici. Fu così anche in una giornata del novembre 1960, quando si ritrovò seduto a un tavolo con l’amico Dickie Franks. Quello che Wynne non sapeva è che quel pranzo avrebbe cambiato la sua vita per sempre.

Una scena de L’ombra delle spie

Quel giorno, infatti, venne a sapere che l’amico era in realtà un ufficiale dei servizi segreti britannici, e si trovava lì per chiedere il suo aiuto. Il compito era piuttosto semplice: doveva recarsi a Mosca, organizzare un incontro con il comitato statale per le nuove infrastrutture e riferire le conversazioni al governo britannico. Non era poi tanto diverso da quello che faceva di solito, spionaggio a parte. Così accettò. Una volta giunto a Mosca, entrò in contatto con il tenente colonnello dell’intelligenze sovietica – il GRU – Oleg Penkovsky. Le cose non andarono esattamente secondo i piani.

l'ombra delle spie
Una foto d’epoca del vero Greville Wynne, raccontato ne L’ombra delle spie

Penkowsky sognava una vita migliore per lui e la sua famiglia in Occidente, e sperava che collaborare con le forze occidentali avrebbe costituito un lasciapassare sufficiente. Greville Wynne divenne così l’intermediario tra l’Inghilterra e quell’ufficiale che possedeva importanti informazioni sull’URRS. Conscio dei pericoli e sempre in guardia su possibili secondi fini, Wynne diede il via a una delle operazioni clandestine più fruttuose dell’intera Guerra Fredda. Successivamente, i suoi servizi si divisero anche fra MI6 e CIA. A fine anni Sessanta la sua “carriera” subì una brusca frenata: venne imprigionato per le sue attività di spionaggio.

Wynne era però un bugiardo e, una volta rilasciato, si reinventò come scrittore. Firmò diversi libri autobiografici, raccontando il suo lavoro a Mosca e le sue missioni, riempiendole però di falsità. Tra questi e diversi documenti ufficiali si sono destreggiati Dominic Cooke e lo sceneggiatore Tom O’Connor per raccontare la sua storia ne L’ombra delle spie. La storia di un uomo che dal nulla è diventato un personaggio chiave delle ombre che si muovevano di nascosto durante i difficili e delicati anni della Guerra Fredda. Una storia che oggi – finalmente – possiamo conoscere più a fondo.

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Qui potete vedere il trailer de L’ombra delle spie:

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