in

Un’educazione parigina e quella certa idea di cinema. Tra Bertolucci, Godard e Pasolini

State cercando qualcosa di completamente diverso? Provate a vedere il film di Jean-Paul Civeyrac

Andranic Manet in una scena di Un'educazione parigina.

MILANO – Guardando Un’educazione parigina, l’ultimo film di Jean-Paul Civeyrac presentato alla Berlinale qualche anno fa e ora su CHILI (qui) sembra di stare davanti a un dejà-vu. Un giovane studente arriva a Parigi per studiare cinema e, tra le nuove conoscenze che fa, incontra due giovani aspiranti registi come lui, che diventeranno i suoi amici e con cui il confronto intellettuale porterà a nuove realizzazioni sulla vita. Vi ricorda qualcosa? Non a caso, perché se dimentichiamo le proteste per le strade e le scorribande per le sale del Louvre, le premesse non sono poi tanto diverse dal trio protagonista di The Dreamers di Bernardo Bertolucci.

un'educazione parigina
Andranic Manet è Etienne in Un’educazione parigina

Forse per quanto riguarda quel mondo accademico un po’ bohémien e un po’ sognatore, Parigi è il luogo adatto per reinventare la propria vita, con nuove idee e nuove bussole. Il protagonista di Un’educazione parigina – lo trovate in streaming su CHILI – è Etienne (Andranic Manet, che vedremo in Eiffel), che raggiunge la città da Lione per fare film. Saranno Mathias (Corentin Fila) e Jean Noël (Gonzague Van Bervesseles) le due strane figure che lo porteranno a una nuova visione del cinema e della vita. Mathias ha idee che vengono definite vecchie, è fedele alla poetica dei grandi registi del passato e rigetta senza appello tutto il cinema moderno che lui chiama “militante”, piegato al commercio e alla moda, quindi già morto.

un'educazione parigina
Il trio di amici di Un’educazione parigina

Al contrario cerca quel cinema onesto, che racconta la realtà, anche nelle cose più semplici. Ed è questo che in fondo il regista, con un premio Vigo alle spalle, mette di fronte alla macchina da presa. Civeyrac firma un film manifesto di una certa idea di cinema, ovviamente molto più vicina al cinéma vérité che ai blockbuster hollywoodiani, e che in realtà si colloca sul lato diametralmente opposto rispetto al cult di Bertolucci. Ne può sembrare una versione moderna, ma se quello era una celebrazione della rivoluzione culturale del Sessantotto – con la celebre battuta “Libri, non pistole. Cultura, non violenza” –, la modernità ha altri problemi, diversi e non meno impellenti.

un'educazione parigina
Cinema nel cinema: una scena di Un’educazione parigina

E allora gli attivisti, i gruppi femministi e ambientalisti chiedono di fare un passo avanti, perché è finito il tempo della teoria ed è necessario invece agire. Perso nel caos della città, Etienne deve rimettere in discussione tutto quello che credeva: partito dalla provincia con un’idea molto idealizzata e romantica del vivere a Parigi per diventare un artista, si scontra con la realtà che i piani possono invece cambiare, così come può cambiare il rapporto con quell’arte a cui aveva sacrificato tutto. L’insegnamento arriva dalle Lettere luterane di Pasolini. Pubblicato nel 1976, il suo insegnamento sull’essere fedeli a sé stessi risuona ancora forte dopo più di quarant’anni.

un'educazione parigina
Una scena di Un’educazione parigina

Un’educazione parigina è un film d’arte in tutto e per tutto. Dai dialoghi alle inquadrature fino alle ambientazioni e l’amabile uso del bianco e nero, si riallaccia a una lunga tradizione che vorrebbe riportare il cinema al centro di tutto. Il cinema per il cinema, senza secondi fini, senza un messaggio politico, senza uno scopo. Jean-Paul Civeyrac, mentre espone al mondo la sua idea sul fare i film, riscopre il piacere intrinseco dell’arte: lento e solo apparentemente senza grandi pretese, il risultato è invece un grande film di cui da tempo c’era bisogno. Soprattutto in questo momento.

  • Volete vedere Un’educazione parigina? Lo trovate su CHILI
  • I FILM | Scoprite qui la nostra sezione French Touch

Lascia un Commento

VIDEO | Alberto Barbera: «I film, le presenze, il futuro: il bilancio della mia Venezia»

VIDEO | Sabina Guzzanti racconta Spin Time al nostro Hot Corner di Venezia