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Anna and the King | Anna Leonowens, Jodie Foster e l’altra faccia della storia

Un libro, un musical e poi il film con Jodie Foster: ma è tutto vero quello che si vede? Più o meno

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Jodie Foster e Chow Yun-Fat sul set di Anna and the King. Era il 1999.

MILANO – Come spesso accade, importanti figure della Storia vengono mistificate dalla ricostruzione della loro vita tra film e libri, a volte succede per caso, altre volte volontariamente, altre volte per scarsa attenzione. In uno di questi strani casi va senza dubbio inserito il nome di Anna Leonowens, educatrice e attivista inglese. La sua vita è stata raccontata molte volte: prima nel libro di Margaret Landon, Anna e il re, pubblicato nel 1944; poi nel celebre musical The King and I, che debuttò a Broadway nel 1951, e infine, nel 1999, nel film Anna and the King, diretto da Andy Tennant e interpretato da Jodie Foster. Ma quanto c’è di vero dietro alla storia sullo schermo?

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Jodie Foster in un’altra scena di Anna and the King

Figlia di una famiglia benestante, Anna nacque in India nel 1831. Dopo la morte precoce dei genitori, lei e la sorella furono fatte tornare in Inghilterra dove ricevettero un’istruzione, ma la vita con il patrigno era alquanto dura. La sorella venne fatta sposare all’età di quindici anni e, per sfuggire allo stesso destino, Anna si aggregò in viaggio con il reverendo Badger verso il Medio Oriente. Una volta tornata a Londra, si sposò con un impiegato di nome Thomas Leon Owens, che solo successivamente cambiò il cognome in Leonowens. I due, dopo aver vissuto per qualche anno a Londra, si spostarono a Singapore con i due figli, dove Thomas era stato chiamato a servizio. Ma l’improvvisa morte del marito portò gravi problemi alla donna, che senza denaro e senza protezione dovette rimboccarsi le maniche per poter fare ritorno in Inghilterra.

Una fotografia della vera Anna Leonowens

Decise quindi di aprire una piccola scuola, che la fece subito amare dalla gente del posto, per raccogliere soldi. Proprio quando stava per ripartire, arrivò l’invito per una nuova avventura. Il re Mongkut la esortava a recarsi nel suo regno, il Siam (l’odierna Thailandia), per diventare insegnante di inglese. Siamo nel 1862. Due mondi inconciliabili e due culture diverse tra loro si incontrano. Anna giunge al palazzo reale convinta di aver trovato la propria vocazione. Nei suoi scritti, lei si descrive come “una raffinata gentildonna, segnata dalla perdita personale ma coraggiosa e determinata a portare luce alle vite meno fortunate”.

Anna and the King
Ancora Jodie Foster in un altro momento di Anna and the King

A palazzo, Anna non viene assunta come governante, ufficialmente è un’insegnante di inglese, ma le vengono affidati anche altri compiti. Durante i sei anni trascorsi lì, diventa anche segretaria traduttrice del re cominciando a capire come le abitudini di quella popolazione fossero diverse da ciò a cui lei era abituata, a partire dall’immane rituale che chiedeva ogni volta il poter fare visita al re. Nel film l’aspetto politico è poco curato, ma in realtà Anna si impegnò molto affinché anche nel Siam potesse esserci un inizio di modernizzazione. Nel 1867 Anna fece ritorno in Occidente, spostandosi questa volta negli Stati Uniti, dove continuò il suo lavoro di educatrice, ma anche di storica e attivista. Nei suoi scritti, tenta di raccogliere le sue impressioni e le sue considerazioni sui viaggi in Medio Oriente e alla corte del Siam, oltre a porre un accento sulla condizione femminile in quei luoghi. Una figura a tratti demolita dagli storici, ma che vale la pena ricordare.

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