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Golden Globe 2019: Le previsioni di Hot Corn dei vincitori nelle categorie cinema

Film pop o opere d’autore? Critica o box office? Ecco cosa potrebbe accadere la notte del 6 gennaio…

Una scena di Green Book.

Ci siamo, la stagione dei premi sta per iniziare: il 6 gennaio all’Hilton Hotel di Beverly Hills si svolgerà la 76ª edizione dei Golden Globes, presentata da due hosting d’eccezione: Andy Samberg e Sandra Oh, reduce dal successo della serie Killing Eve. Così, tra candidature a sorpresa e titoli in odore di Oscar, i Globes di quest’anno, in lista, vanno da sicurezze e azzardi, dalla presenza di blockbuster come Black Panther o Il Ritorno di Mary Poppins ai film d’autore come La Favorita di Yorgos Lanthimos. Ma c’è anche tanto pop, con pellicole come Crazy Rich Asian (una delle sorprese dell’anno ai botteghini USA) e A Star Is Born. Dunque, alla vigilia dei premi, è giunto il momento per noi di Hot Corn di fare le consuete previsione sulle vittorie e sulle immancabili delusioni, andando a curiosare nelle maggiori categorie dedicate ai lungometraggi. E, magari, indovinando con largo anticipo anche i vincitori agli Oscar. Siete pronti?

Bradley cooper e Lady Gaga in A Star is Born.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO – La presenza di un film come Black Panther, di fatto il primo cinecomic dichiaratamente politico targato Marvel, ha sussicato un acceso dibattito. Il successo riscosso non può lasciare indifferenti i votanti ed è per questo che il film di Ryan Coogler potrebbe (a sorpresa?) vincere il premio più importante, per quanto difficile possa rivelarsi vista la presenza di uno dei titoli favoriti agli Oscar: A Star Is Born. Il debutto alla regia di Bradley Cooper, infatti, richiama a quell’immaginario luccicante della vecchia Holywood che mancava da un po’ in sala e, per questo, non è escluso che possa strappare il premio anche a più impegnati BlacKkKlansman e Se la Strada Potesse Parlare. O, improbabilmente, agli incassi vertiginosi di Bohemian Rhapsody.

Sul set di Black Panther.

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE – La categoria speculare a quella del miglior film drammatico è altrettanto ricca. La certezza, su tutte, è Green Book di Peter Farrelly, storia vera di un’amicizia tra un musicista afroamericano e un autista italoamericano negli Anni Sessanta. Che possa battere il successo al box office di Crazy Rich Asian o quello di critica de La Favorita? Probabile. Anche se, forse, è da Vice da cui si deve realmente difendere, il film di Adam McKay che, pur avendo diviso la critica, è riuscito ad aggiudicarsi ben sei nomination.

Viggo Mortensen e Mahershala Ali sono i protagonisti di Green Book.

MIGLIOR REGIA – Qui, pochi dubbi: forte del Leone d’Oro alla Mostra di Venezia, Alfonso Cuarón si appresta a ricevere altri riconoscimenti per il suo magnifico Roma. Così, vale anche per la Miglior Regia ai Golden Globe, i cui nominati al fianco del regista messicano, pur enormi come Spike Lee o Adam McKay, sembrano avere poche speranze. A meno che, per scombinare le certezze di industria e pubblico, non decidessero di seguire il vento hollywoodiano e lasciare il premio a Bradley Cooper, alla sua prima prova dietro la macchina da presa con il già citato A Star is Born.

Alfonso Cuarón e Yalitza Aparicio sul set di Roma.

MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO – Lady Gaga ha sorpreso tutti. La sua Ally in A Star Is Born è la rivelazione del talento attoriale oltre che vocale della pop star. Un’interpretazione acclamata dall’anteprima mondiale del film a Venezia 75 fino all’uscita nelle sale americane. È lei la favorita della categoria, anche se a rubarle il globo da sotto il naso potrebbe pensarci Glenn Close con la sua performance in The Wife. Il giusto riconoscimento per una carriera e un talento troppo spesso snobbati.

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Glenn Close potrebbe a sorpresa vincere il Golden Globe per la sua interpretazione in The Wife.

MIGLIORE ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO – Sfida importante. Da una parte il Van Gogh di Willem Dafoe, dall’altra il Freddie Mercury di Rami Malek in Bohemian Rhapsody. Da una parte un attore che ha vinto la Coppa Volpi a Venezia, dall’altra un interprete che ha sfondato il botteghino e sta raccogliendo consensi in tutto il mondo. Cosa vincerà: l’intensità drammatica o la vena pop? La pittura o la musica? Per quanto Willem Dafoe sia un attore enorme, sentiamo di puntare l’asticella verso il giovane Malek. Anche se il nostro sogno sarebbe veder trionfare John David Washington per BlacKkKlansman, a ventinove anni dal primo Globe vinto da papà Denzel per Glory.

van Gogh sulla soglia dell'eternità
Willem Dafoe è il pittore Vincent Van Gogh

MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE – C’è poco da discutere, qui. La regina di Olivia Colman ne La Favorita di Yorgos Lanthimos è la miglior interpretazione femminile dell’anno. Un lavoro enorme sul corpo, le espressioni del volto e l’emotività per un grottesco che l’attrice interpreta magistralmente e che, dopo la Coppa Volpi a Venezia, potrebbe valerle sia il Golden Globe che l’Oscar.

La regina Olivia Colman de La Favorita.

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM COMMEDIA O MUSICALE – Difficilissimo poter prevedere chi, tra Christian Bale, Viggo Mortensen, Robert Redford e John C. Really – scusaci Lin-Manuel Miranda, ma questa volta non c’è gara – possa riuscire ad aggiudicarsi il premio. Quattro interpretazioni da ammirare. Ma, forse, sono Bale e Mortensen i più quotati della categoria, entrambi con una metamorfosi importante sulle spalle. Ma che Viggo si sia giocato il premio con quel misunderstanding su una presunta allusione razzista durante una conferenza stampa? Di certo Christina Bale e (soprattutto) il suo Dick Cheney non si limiteranno a guardare…

Una scena di Vice di Adam McKay.

MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA È l’anno di Amy Adams. Nove nomination complessive ai Golden Globe e cinque candidature agli Oscar con possibile nuova nomination grazie a Vice per l’attrice che con la sua Lynne Cheney potrebbe sbaragliare le altre interpreti, nonostante le ben due favorite Emma Stone e Rachel Weisz di Lanthimos. Anche Claire Foy e Regina King hanno ricevuto molti consensi, ma la moderna Lady Macbeth non permetterà a nessuno di sottrarle il trono…

Amy Adams e Christian Bale in Vice.

MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA Abbiamo già parlato di Viggo Mortensen in Green Book, ma non abbiamo detto che, in caso di vittoria, potrebbe ritrovarsi in gara accanto al suo collega Mahershala Ali. Vincitore dell’Oscar nel 2017 come Miglior Attore non protagonista per Moonlight, nello stesso anno venne candidato nella medesima categoria dei Golden Globe, ma non ottenne la vittoria che andò invece Aaron Taylor-Johnson per Animali Notturni. Che quest’anno l’interprete riesca a fare doppietta? Anche se Sam Rockwell versione Bush Jr. in Vice vale da solo il prezzo del biglietto…

Mahershala Ali in una scena di Green Book.

MIGLIOR FILM STRANIERO Con la delusione per la mancata presenza dell’Italia e lo stupore di non trovare Cold War, per quanto riguarda il miglior film straniero valgono lo stesse considerazioni fatte per il Golden Golde alla Miglior Regia. Con Roma di Alfonso Cuarón nella rosa dei candidati, tutto il resto non può che passare in secondo piano. Ma le sorti del film e dei Golden Globes sarebbero state differenti se non vigesse la regola che, nella categoria Miglior Film, può partecipare esclusivamente una pellicola in lingua inglese. Condizione non obbligatoria per gli Oscar, dove, senza troppi dubbi, ci troveremo il capolavoro del regista messicano nella categoria principale. Per ora, però, anche un Golden Globe come Miglior Film Straniero non guasterebbe.

Il bianco e nero di Roma di Alfonso Cuarón.

MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE Quest’anno, nella categoria animazione, sono molti i titoli forti. I classici Disney, i sequel Pixar, l’autorialità di Wes Anderson, l’anime giapponese e la novità Marvel. Ed è su quest’ultima che noi di Hot Corn puntiamo, sperando lo facciano anche i votanti dei Golden Globe. Spider-Man – Un nuovo universo è il prodotto visivamente più affascinante del 2018. Un’uscita sorprendente che sta ricevendo il plauso di critica e pubblico e che, nonostante la bellezza della stop motion de L’isola dei cani o la sempre viva intelligenza dei prodotti Disney/Pixar, potrebbe facilmente (e meritatamente) conquistare il premio.

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Spider-Man – Un nuovo universo è l’esperienza più ipnotica del 2018

MIGLIOR SCENEGGIATURA Nella categoria dedicata alle migliori sceneggiature del 2018 troviamo la follia de La Favorita, il dramma di Se la Strada Potesse Parlare, l’arguzia di Vice. Ma sembrerebbe ancora una volta Green Book a poter trionfare, con la sceneggiatura di Peter Farrelly, Brian Hayes e Nick Vallelonga, figlio del Tony Lip interpretato nel film da Viggo Mortensen, a farla da padrone…

Barry Jenkins, Stephan James e Kiki Layne sul set di Se la strada potesse parlare.

MIGLIOR COLONNA SONORA ORIGINALE Con l’inspiegabile assenza della score di Suspiria realizzata da Thom Yorke, Alexander Desplat potrebbe essere, ancora una volta, il principale candidato alla vittoria per le musiche de L’isola dei cani. Sarebbe però la scelta più scontata, non contando il Golden Globe e l’Oscar vinti lo scorso anno per La Forma dell’Acqua. C’è, dunque, speranza anche per Marco Beltrami e la colonna sonora di A Quiet Place, o per le sonorità hip hop di Black Panther. Il ritorno di Mary Poppins? Canzoni buone, ma nulla di supercaligrafilistichespiralidoso. La nostra preferita? First Man di Justin Hurwitz, incredibilmente snobbato nelle altre categorie.

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE Inutile girarci tanto intorno. Shallow di A Star Is Born è la hit dell’anno. Il talento di Lady Gaga si fonde a meraviglia con la voce di Bradley Cooper per uno dei duetti cinematografici più riusciti degli ultimi anni.

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