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Operazione Sottoveste | Cary Grant, Tony Curtis e quel mare di risate di Blake Edwards

La storia, la guerra, Destinazione Tokyo e quelle criticità tematiche. Riscoprire un cult assoluto

Cary Grant, Tony Curtis e il cuore comico di Operazione Sottoveste, un film di Blake Edwards del 1959
Cary Grant, Tony Curtis e il cuore comico di Operazione Sottoveste, un film di Blake Edwards del 1959

ROMA – Rivisto oggi può davvero spiazzare un film come Operazione Sottoveste. Un film dall’evidente criticità sessista che già all’epoca, nel 1959, fece storcere il naso a qualcuno. In particolare all’attrice Tina Louise che rifiutò seccamente il ruolo di una delle infermiere per via di alcune battute a sfondo sessuale. Una su tutte quella pronunciata con ironia dal Comandante Matt T. Sherman di Cary Grant alle pendici del terzo atto: «Quando una ragazza ha meno di ventuno anni è protetta dalla legge, quando ha superato i sessantacinque è protetta dalla natura, a qualsiasi età intermedia è caccia libera». Poi però c’è ben altro nel film di Blake Edwards. Momenti come il leggendario (ed esilarante nda) climax che per certi versi appare il contraltare tematico e spirituale della scena precedente, con il ritorno a casa dell’USS Sea Tiger, un sottomarino di classe Balao, tutto riverniciato di rosa.

Operazione Sottoveste di Blake Edwards fu presentato in terra statunitense il 3 dicembre 1959
Operazione Sottoveste di Blake Edwards fu presentato in terra statunitense il 3 dicembre 1959

L’ingresso in porto è accolto, manco a dirlo, nell’ilarità generale dagli altri membri della Marina degli Stati Uniti. Perché quel colore spalmato addosso a un mezzo militare è visto dalla moltitudine come simbolo di debolezza, tanto che alcuni membri dell’equipaggio del Sea Tiger ne parlano come di una macchia, una vergogna difficilmente cancellabile dalla storia della Marina. Eppure è proprio Sherman ad esclamare fieramente: «Possiamo esser rosa ed essere vivi grazie a un reggiseno, però siamo vivi!» e quindi l’inno nazionale, il saluto militare e le risa di scherno che lasciano bruscamente il posto al silenzio per fare onore ai vincitori, senza far caso al colore. Un evento, il climax di Operazione Sottoveste, basato tra l’altro su due eventi distinti e realmente accaduti. Uno riguardava la decorata USS Harder guidata dal Comandante Samuel David Dealey che per un certo periodo calcò i mari con una tinta rosata.

Il 1959 fu l'anno della consacrazione comica di Tony Curtis tra questo film e A Qualcuno Piace Caldo di Billy Wilder
Il 1959 fu l’anno della consacrazione comica di Tony Curtis tra questo film e A Qualcuno Piace Caldo

Il motivo? Secondo il Comandante Dealey questo avrebbe aiutato il mimetismo, specie vicino l’alba e il tramonto. Aggiunse, così, una passata di rosa al grigio chiaro corrispondente allo standard per lo schema di verniciatura Misura 32 della Marina. L’altro riguardava la necessità di dipingere di rosa l’USS Seadragon a causa della mancanza di sufficiente vernice di fondo di biacca, ovvero di bianco di piombo. La sua vernice originale fu danneggiata durante un raid aereo finendo con lo scrostarsi del tutto mentre era di pattuglia. Riuscì comunque ad affondare tre navi giapponesi. Il resto lo fece il talento e la tecnica registica di un Edwards capace di unire momenti bellici caratterizzati di fervente realismo a momenti comici esaltanti e scambi dialogici di ritmo della coppia di assi Cary Grant-Tony Curtis che hanno finito con il rendere Operazione Sottoveste una delle commedie più divertenti, genuine e spontanee di tutti i tempi.

«Ma i marinai non portano il reggipetto?!? Cessate il fuoco!»
«Ma i marinai non portano il reggipetto?!? Cessate il fuoco!»

E quello fu un anno memorabile per Grant e Curtis. L’uno con Intrigo Internazionale, l’altro con A Qualcuno Piace Caldo. Nel mezzo proprio Operazione Sottoveste che si rivelò, oltre che un successo commerciale sensazionale per la Universal Pictures con i suoi 9 milioni e mezzo di dollari nel mercato domestico (la pellicola fu presentata negli Stati Uniti il 3 dicembre 1959), il tanto atteso incrocio di carriere di Grant e Curtis dopo che il destino ne incrociò le vite, seppur indirettamente. Curtis si arruolò, infatti, in Marina, con la precisa intenzione di entrare nel servizio sottomarino (la Pacific Submarine Force), in parte perché il suo eroe e la sua guida artistico-attoriale, Cary Grant, lo aveva ispirato in Destinazione Tokyo, un film del 1943 di Delmer Daves (lo trovate su Apple Tv+). E lo fece, prestando servizio sulla USS Proteus, unità di riparazione sottomarini durante la Seconda Guerra Mondiale.

Cary Grant di nuovo a bordo di un sommergibile dopo Destinazione Tokyo, un film di Delmer Daves del 1943
Cary Grant di nuovo a bordo di un sommergibile dopo Destinazione Tokyo, un film di Delmer Daves del 1943

Era talmente vicino al centro del conflitto, Curtis, da essere stato testimone della resa dei giapponesi nella baia di Tokyo (2 settembre 1945). Vi assistette dal ponte di segnalazione della Proteus a circa un miglio di distanza. Quattordici anni dopo, con una carriera promettente arrivata all’apice, Curtis volle restituire il favore a Grant chiedendolo a gran voce alla Universal come unico e solo volto-e-corpo possibile del Comandante Sherman. Solo che da principio i produttori si misero di traverso, proponendogli uno tra Jeff Chandler e quel Robert Taylor che pur di prendere parte a Operazione Sottoveste accettò di offrire a Curtis il 5% della sua quota lorda. Non ci fu modo di fargli cambiare idea, e la pellicola ne ha giovato come non mai. Lo stesso fece Grant che vide in Curtis un giovane sé stesso con cui dialogare alla pari.

Nei cinema italiani il film fu distribuito il 22 dicembre 1959
Nei cinema italiani il film fu distribuito il 22 dicembre 1959

Una lavorazione, quella di Operazione Sottoveste, arrivata in uno degli snodi cruciali nella vita dell’interprete inglese. Quello in cui Grant decise di affidarsi all’LSD in forma terapeutica per cucire le ferite del passato e provare a curare quell’angosciante depressione frutto di un passato difficile (la madre lo abbandonò ad appena undici anni nda) che finì con il riacutizzarsi negli anni Cinquanta dopo il fallimento dei matrimoni con Virginia Cherrill e Barbara Hutton e quello in piena crisi con Betsy Drake. Si dice, infatti, che sul set fosse sereno e felice come non mai, al punto da chiedere a Edwards una riscrittura del suo personaggio in modo da poter fare colpo sulla sua amata. Il resto è storia del cinema.

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Qui sotto potete vedere il trailer del film 

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