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Blow | Johnny Depp, George Jung e la storia vera che ha ispirato il film

Il biopic di Ted Demme racconta la vita di George Jung, il narcotrafficante in affari con Pablo Escobar

Blow
Johnny Depp e Penélope Cruz sono i protagonisti di Blow

MILANO – «Che tu possa avere, sempre, il vento in poppa, che il sole ti risplenda in viso e che il vento del destino ti porti in alto a danzare con le stelle». Se avete visto Blow è praticamente impossibile che non abbiate sentito una fitta allo stomaco, quando Johnny Depp e Ray Liotta pronunciano questa frase. Quello che però molti non sanno è che il biopic di Ted Demme dedicato all’avventurosa vita del narcotraffricante George Jung ha aggiunto solo un po’ di poesia alla folle, eccessiva, pericolosa ed assolutamente vera storia di “El Americano”.

Blow
Jonny Depp nei panni di George Jung in Blow

Sì, perché a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta, ovvero quando Pablo Escobar era il Signore indiscusso dei traffici di droga di mezzo mondo, ci fu qualcuno che non si tirò indietro pur di entrare in affari con il cartello di Medellìn. Lui era George Jung: americano, classe 1942, figlio di una normale famiglia borghese, con una scarsa passione per lo studio e doti da leader che lo facevano eccellere nelle partite di football scolastico. I suoi problemi con la legge però cominciarono molto presto: fu arrestato per adescamento alla prostituzione ancora prima di diplomarsi.

Blow
Una scena di Blow

Arrivato all’università scoprì la marijuana e, quando nel 1967 incontrò l’amico d’infanzia Tuna, iniziò a smerciarla dal New England alla California per poi ampliare sempre di più la sua rete e raggiungere così le Fiji e il Messico. Il guadagno mensile? 250 mila dollari. Le cose sembrarono andare per il meglio, secondo gli standard di un criminale, fino a quando un pusher fece arrestare Jung con la speranza di vedere ridotta la propria pena. Beccato in possesso di 330 kg di marijuana, la star del fumo – così come George si definiva – finì in prigione. La sentenza? 26 mesi di carcere.

Johnny Depp
Depp in scena con Penélope Cruz che interpreta la moglie di George, Mirtha

E qui arrivò il plot twist che neanche gli sceneggiatori di Blow, David McKenna e Nick Cassavetes, avrebbero potuto inventarsi: il compagno di cella di George fu Carlos Lehder, niente meno che uno dei cofondatori del potentissimo cartello di Medellìn, guidato dal patron Pablo Escobar. Pagato il conto con la giustizia, George e Carlos decisero di mettersi in affari. Per mesi i due fecero volare chili di cocaina dalla Colombia alla California. Ma siccome non c’è onore fra i ladri, a un certo punto Carlos decise di liberarsi di George, prima per continuare a fare i affari in proprio e poi per evitare l’estradizione. Bastò una soffiata giusta per fare arrivare gli uomini della DEA direttamente nella casa di Jung a Nauset Beach.

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Il vero George Jung con Depp

Dopo quella volta George tentò di condurre una vita normale per amore della figlia e della moglie Mirtha (Penélope Cruz, prima di essere l’amante di Pablo in Escobar – Il fascino del male). Quando ci furono di mezzo 796kg di cocaina, Jung però non si tirò indietro e allora furono i federali a fermarlo. Condannato nel 1994 a 60 anni di carcere, oggi George è un uomo libero e ammette che la prigione gli ha salvato la vita. Riallacciati i rapporti con la figlia Kristina, “El Americano” è diventato un anti-eroe pop grazie all’interpretazione di Depp e al libro di Bruce Porter, che ha raccontato la vita di Jung riassunta così nel titolo:«Blow: Come un ragazzo di una piccola città ha guadagnato 100 milioni di dollari con il cartello della coca di Medellín e ha perso tutto». Roba da film. No?

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