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I Cavalieri del Nord Ovest | John Wayne, John Ford e il cuore romantico della Cavalleria

Il Fiume Rosso, la trilogia, gli Oscar, la leggenda, la memoria. In streaming su Rarovideo Channel

John Wayne è Nathan Brittles in I Cavalieri del Nord Ovest, western di John Ford del 1949
John Wayne è Nathan Brittles in I Cavalieri del Nord Ovest, western di John Ford del 1949

ROMA – «Non avrei mai creduto che un figlio di put**na come lui potesse recitare» disse John Ford a proposito di John Wayne e la sua performance straordinaria nei panni di Tom Dunson in Il Fiume Rosso. Howard Hawks gli cucì addosso un ruolo da leggenda. Il perfetto simulacro dell’uomo del West che segue il proprio Sogno Americano nella frontiera reso arido e disperato da cupidigia, brama di potere e amori date alla fiamme. Un ruolo romantico, tragico, poliedrico, un anti-eroe dall’anima spezzata, eppure integro e tutto d’un pezzo. Tanto bastò a Ford per fugare qualsiasi dubbio e sceglierlo come volto e corpo del Capitano Nathan Brittles ne I Cavalieri del Nord Ovest (disponibile su Rarovideo Channel che trovate sia su Prime Video che su The Film Club), il tassello centrale della Trilogia della Cavalleria. Era considerevolmente cresciuto Wayne, come uomo e interprete, pronto per un’altra grande sfida recitativa.

John Wayne è Nathan Brittles ne I Cavalieri del Nord Ovest
John Wayne è Nathan Brittles ne I Cavalieri del Nord Ovest

E in fondo, a guardare il finale della pellicola precedente, quel Il Massacro di Fort Apache rievocativo della disfatta del Generale Custer a Little Bighorn, qualcosa era cambiata nella percezione che Ford aveva dello stesso Wayne. Nel climax assistiamo infatti a un simbolico passaggio di consegna dentro-e-fuori lo schermo tra feticci attoriali fordiani. Da una parte Henry Fonda che di Ford fu la punta di diamante tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta tra gli straordinari Alba di gloria, La più grande avventura, Furore, Sfida infernale e La croce di fuoco, nei panni dell’orgoglioso Colonnello Oswald Turner, dall’altra Wayne, fino a quel punto perlopiù feticcio giovanile non accreditato con le eccezioni del folgorante Ombre rosse, Lungo viaggio di ritorno e I sacrificati, nei panni del Capitano Kirby York.

La scena madre del film
La scena madre del film

In quel finale, profondamente terreno e spirituale, che vede il Colonnello Turner soccombere dinanzi agli Apache di Cochise in un colloquio di pace rapidamente divenuto uno sterminio con il Capitano York costretto poi a metterci una pezza, Wayne diventa un veicolo valoriale di speranza e sani valori americani del Secondo Dopoguerra e, di riflesso, nuovo volto di riferimento del cinema di John Ford. Un cinema che in quella trilogia dorata si colorò di storie individuali complementari dell’intera comunità dove il comportamento dei protagonisti è animato da una radicata coscienza sociale e dal senso di appartenenza ad un gruppo – la Cavalleria per l’appunto – sulle note di un Sogno Americano romantico, dolce e consolatorio come solo in poche altre occasioni, e in questo I Cavalieri del Nord Ovest è forse l’esempio più lampante.

I Cavalieri del Nord Ovest di John Ford fu presentato a Kansas City il 26 luglio 1949
I Cavalieri del Nord Ovest di John Ford fu presentato a Kansas City il 26 luglio 1949

C’è il crepuscolo dell’eroe valoroso, il topos dell’ultima missione prima del meritato congedo – un ritiro raccontato da Ford in un viaggio a Occidente, in Florida, a riposare in una terra assegnata – la scelta del titolo sulla base di una canzone popolare della Cavalleria (She Wore a Yellow Ribbon il titolo in v.o.) ma soprattutto la morte come conclusione della vita della persona amata ma non della relazione con essa, mantenuta in un continuo dialogo intimistico. Non a caso è proprio quella la scena madre de I Cavalieri del Nord Ovest, quel momento intimo e struggente avvolto dal rosso astratto e poetico dell’immagine costruita dal DoP Winton Hoch (premiata agli Oscar 1950 nda) che vede Brittles innaffiare i fiori piantati nelle tombe della moglie Elizabeth e delle figlie Mary e Jane raccontando loro i suoi piani per l’immediato futuro.

I Cavalieri del Nord Ovest: La definitiva maturazione del John Wayne-interprete
I Cavalieri del Nord Ovest: La definitiva maturazione del John Wayne-interprete

E poi c’è la ritualità e la sacralità della storia che all’ombra delle Monument Valley viene resa immortale da Ford fungendo da scenario eccellente per le figure eroiche dell’epica narrativa de I Cavalieri del Nord Ovest e del suo Nathan Brittles crepuscolare, paterno, affettuoso ma temerario, eroe tutto d’un pezzo – l’altra faccia di Tom Dunson per intenderci – reso leggenda da Wayne. E infatti se ne accorse Ford, già durante la lavorazione, tanto che alla fine delle riprese volle regalargli una torta di congratulazioni con su scritta la frase: «Sei un attore adesso». Chi non ne tenne conto fu invece l’Academy che agli Oscar 1950 candiderà, si, John Wayne nella categoria Miglior attore protagonista, ma per il suo Sergente John M. Stryker in Iwo Jima, deserto di fuoco di Allan Dwan, ma quella è tutta un’altra storia…

  • WESTCORN | Il Fiume Rosso, Wayne, Hawks, Clift e un western leggendario
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  • VIDEO | Qui per il trailer del film

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