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Vacanze Romane | Audrey Hepburn, Gregory Peck e i settant’anni di un mito eterno

William Wyler, Jean Simmons, il rifiuto di Cary Grant, e quel provino… Cronaca di un capolavoro

Audrey Hepburn, Gregory Peck e un cono gelato per Vacanze Romane di William Wyler
Audrey Hepburn, Gregory Peck e un cono gelato per Vacanze Romane di William Wyler

ROMA – «Dei film che ho fatto non c’è molto che mi piaccia davvero, ma Romantico avventuriero, Vacanze romane e Cielo di fuoco credo siano stati i miei migliori» disse al riguardo Gregory Peck in un’intervista del 1956, sei anni prima de Il buio oltre la siepe – forse la sua migliore interpretazione oltre che, molto probabilmente, il miglior film a cui abbia mai preso parte – il ché ne spiega l’assenza. Ma non sbagliò affatto nel citare quei tre film: un grande Western similare per toni e sapori a Il cavaliere della valle solitaria, uno dei più grandi film bellici di tutti i tempi e poi c’è Vacanze romane di William Wyler che vide Peck dividere la scena con una Audrey Hepburn al suo primo turning point in carriera su cui si espresse così: «È stato come guardare un fiore sbocciare all’improvviso, era nata per interpretare questa Principessa».

Vacanze Romane di William Wyler fu presentato in concorso a Venezia 14 il 20 agosto 1953
Vacanze Romane di William Wyler fu presentato in concorso a Venezia 14 il 20 agosto 1953

E in effetti oggi come ieri, settant’anni dopo (fu presentato a Venezia 14 il 20 agosto 1953), ciò che resta dell’infrangibile retaggio di Vacanze romane è proprio l’elegante e aggraziata intensità recitativa di una Hepburn autentica e leggera, semplice e adorabile come Principessa Anna. Qualcosa di cui si rese conto immediatamente il casting director Thorold Dickinson al momento di quello screen-test passato alla storia. Era il 18 settembre 1951. Wyler, dalla sua, immaginava la Principessa Anna con il volto e corpo di Jean Simmons di cui rimase favorevolmente impressionato dopo aver assistito alla prima mondiale di Incantesimo dei mari del Sud. Ma al punto che non esser riuscito ad ottenerne l’ingaggio causa mancato accordo con la J. Arthur Rank Organization – che preferì invece cederla alla RKO Pictures in mano, al tempo, ad Howard Hughes – per poco non fece saltare la produzione.

Audrey Hepburn è la Principessa Anna in Vacanze Romane, il ruolo che le cambiò la carriera
Audrey Hepburn è la Principessa Anna in Vacanze Romane, il ruolo che le cambiò la carriera

Poi arrivò la Hepburn che in quel giorno d’autunno del 1951 si presentò davanti la telecamera e l’occhio di Dickinson cambiando per sempre le sorti di Vacanze romane e in modo naturale e spontaneo: dopo che Dickinson disse «Taglia!» al cameraman, la cinepresa continuò comunque a filmare e lì la Hepburn si dischiuse in tutta la sua sorridente genuinità. Poco dopo, contattato Wyler, disse al riguardo: «Dopo lo screen-test c’è un certo numero di executive della Paramount, qui, che hanno espresso interesse a sceglierla». Inviatogli il materiale, ci vollero pochi minuti prima che Wyler se ne innamorasse convincendosi di aver trovato la sua Principessa Anna. Anche perché la Hepburn corrispondeva perfettamente all’identikit-morfologico che cercava nella sua protagonista, qui espresso con parole decisamente poco lusinghiere: «Era perfetta. Non aveva cu*o, né tet*e, né vestiti attillati, né tacchi alti, insomma una marziana, farà scalpore».

Vacanze Romane: Il giro in Vespa più famoso della storia del cinema
Vacanze Romane: Il giro in Vespa più famoso della storia del cinema

Maschilismo pecoreccio a parte, in realtà – erano altri tempi – più che scalpore la Hepburn fece la storia. Ciliegina sulla torta di una narrazione vivace, accattivante, che rielabora in chiave moderna il topos fiabesco del mito di Cenerentola, mescolandolo a una storia d’amore senza tempo sullo sfondo di un’inerzia da coming-of-age che è (ri)scoperta del mondo esterno lontana dagli obblighi familiari-reali. Eppure, nonostante uno script di ferro, senza sbavature, praticamente imbattibile, Vacanze romane ebbe tutt’altro che una vita produttiva semplice. In origine infatti sarebbe dovuto essere un film di Frank Capra e della sua Liberty Films che ne opzionò lo script all’indomani del successo de La vita è meravigliosa nel 1947 immaginandolo come un gemello spirituale di Accadde una notte. Questo finché la Liberty Films, che già navigava in cattive acque finanziarie, non fu ceduta alla Paramount e con essa i titoli di cui era a capo.

Per il ruolo della Principessa Anna in origine si era pensato a una fra Jean Simmons ed Elizabeth Taylor
Per il ruolo della Principessa Anna in origine si era pensato a una fra Jean Simmons ed Elizabeth Taylor

Sarebbe stato così un film della Paramount con alla regia Capra che però, dopo aver svelato la coltre di nebbia attorno alla paternità dello script, scelse di non prendervi più parte. Il motivo? Nonostante fosse firmato unicamente da Ian McLellan Hunter, tutti a Hollywood sapevano che Vacanze romane era stato co-scritto assieme a John Dighton e al leggendario Dalton Trumbo. Quest’ultimo, membro degli Hollywood Ten finiti sulla lista nera voluta da Joseph McCarthy e la sua caccia alle streghe comuniste, che si vedrà accreditato per i propri meriti artistici soltanto in forma postuma, nel 1993. Per Capra, fiero sostenitore degli ideali americani e da sempre filo-governativo, lavorare con Trumbo anche solo in via indiretta avrebbe rappresentato un grosso rischio. Scelse così di tirarsene fuori. Al suo posto la Paramount assunse quel George Stevens fresco del successo de Un posto al sole che immaginò Elizabeth Taylor come perfetta Principessa Anna.

La Bocca della Verità
La Bocca della Verità

E sarebbe stata una sua regia se Paramount e MGM – Metro Goldwyn Mayer fossero riuscite a trovare un’intesa per la Taylor. Non se ne fece nulla e senza di lei Stevens preferì fare un passo indietro. Parallelamente sia Ben Hecht che Preston Sturges e Valentine Davies operarono delle riscritture non-accreditate volute dalla stessa Paramount al fine di smussare un po’ gli angoli dello script confezionato dal trio Trumbo-Hunter-Dighton. Infine proprio Wyler che – oltre a non curarsi affatto della firma di Trumbo – dopo due film marcatamente drammatici come L’ereditiera e Pietà per i giusti fu felice all’idea di misurarsi con una rom-com come Vacanze romane. Dello stesso avviso anche Peck che, pur dopo una certa esitazione iniziale all’idea di essere il deuteragonista e non il protagonista assoluto, capì che poteva essere un buona opportunità per la sua carriera fino a quel punto caratterizzata da ruoli prettamente drammatici.

Gregory Peck ottenne il ruolo di Joe Bradley in Vacanze Romane solo dopo un (clamoroso) rifiuto di Cary Grant
Gregory Peck ottenne il ruolo di Joe Bradley in Vacanze Romane solo dopo un (clamoroso) rifiuto di Cary Grant

Era talmente atipico lo script di Vacanze romane e il ruolo di Joe Bradley rispetto ai suoi progetti abituali – basti pensare che i film precedenti corrispondevano agli avventurosi-drammatici Le navi del Kilimangiaro e Il mondo nelle mie braccia – che sembrerebbe abbia pronunciato la frase: «Ci sono le impronte di Cary Grant su questo script!», per quanto sembrasse più calzante e adatto al suo collega inglese autentico mattatore della commedia sofisticata hollywoodiana che non a lui. E in effetti era vero. Per anni Grant fu associato al progetto, sia quando l’avrebbe dovuto dirigere Capra come produzione Liberty Film (con Shirley Temple come Principessa Anna), sia agli albori della visione di Wyler. In entrambi i casi però si mostrò titubante all’idea di interpretare l’interesse amoroso di un’attrice con venticinque anni di differenza, specie considerando poi che il focus del racconto sarebbe stato tutto sulla protagonista femminile.

Nei cinema statunitensi Vacanze Romane fu distribuito il 2 settembre 1953
Nei cinema statunitensi Vacanze Romane fu distribuito il 2 settembre 1953

Per lo stesso motivo rifiutò il ruolo da protagonista maschile in Arianna di Billy Wilder del 1957 – poi andato a Gary Cooper (più anziano di lui di soli tre anni) – dove avrebbe dovuto dividere la scena ancora una volta con la Hepburn. Ironia della sorte – e il cinema in questo (come la vita) sa spesso essere davvero spietato – Grant e Hepburn finirono con il lavorare assieme esattamente dieci anni e un Vacanze romane dopo in quel Sciarada – il più hitchcockiano dei film di Stanley Donen – in cui, oltre a dividere la scena, Grant sarà proprio l’interesse amoroso di quella sempre giovane co-protagonista a lungo rifuggita e infine abbracciata, ma quella è tutta un’altra storia del nostro amato cinema. A Peck invece fece molto bene l’esperienza di Vacanze romane visto l’imminente divorzio dalla prima moglie Greta Kunnonen.

Quell'ultima (bellissima) inquadratura
Quell’ultima (bellissima) inquadratura

Le cronache dell’epoca lo raffigurarono come triste e depresso. Si risollevò solo grazie al conforto della filantropa e giornalista francese Veronique Passani conosciuta durante la lavorazione che, all’indomani del divorzio dalla Kunnonen, divenne la sua seconda moglie. Quello, l’insolitamente calda estate romana e l’amicizia con la Hepburn con cui rimasero vicini per tutta la vita e che sostenne strenuamente durante le riprese di Vacanze romane. Ma al punto che, quando tutti si resero conto che il film sarebbe stato un successo strepitoso solo grazie a lei e alla sua spontaneità elegante, fece pressioni agli executive della Paramount affinché equiparassero i compensi economici. Lo stesso non può dirsi del rapporto con Wyler che, dopo l’esperienza de Il grande paese di pochi anni più tardi dove la coppia si riunì – e in cui Peck era anche co-produttore – arrivò ai ferri cortissimi.

Nelle sale italiane invece il film ci arriverà non prima del 23 dicembre 1953
Nelle sale italiane invece il film ci arriverà non prima del 23 dicembre 1953

Con i suoi 5 milioni di dollari nel solo mercato statunitense (a fronte di un budget di poco meno di 1 milione e mezzo) e le sue dieci nomination e tre vittorie (Miglior attrice protagonista, Miglior sceneggiatura originale, Migliori costumi) agli Oscar 1954 si può parlare di Vacanze romane come uno dei più grandi e iconici successi del cinema moderno americano e, di riflesso, della Paramount. Di sicuro lo fu per la Hepburn che al primo ruolo da protagonista si assicurò un sacrosanto Oscar alla Miglior attrice protagonista per una notte, quella del 25 marzo di quell’anno, che la sopraffò oltre ogni immaginazione.

Vacanze Romane: Audrey Hepburn, Gregory Peck e un cono gelato sullo sfondo di una Roma mai così bella
Vacanze Romane: Audrey Hepburn, Gregory Peck e un cono gelato sullo sfondo di una Roma mai così bella

Dopo aver ricevuto il premio dal venerato presidente dell’Academy Jean Hersholt, irradiò talmente tanta felicità da arrivare a baciarlo in bocca anziché sulla guancia. Come se non bastasse, dopo aver tenuto il discorso di ringraziamento, corse in bagno per poi uscire da lì senza l’ambita statuetta. Resasene conto, tornò sui suoi passi e – proprio come nelle favole – si ricongiunsero…e vissero per sempre felici, dorati e contenti.

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Qui sotto potete vedere il trailer del film: 

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