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Roberto Saviano: «La Paranza dei Bambini? La perdita dell’innocenza di chi non ha futuro»

Lo scrittore ha presentato il film alla Berlinale, vincitore dell’Orso d’argento per la sceneggiatura

Roberto Saviano alla conferenza stampa de la Paranza dei Bambini.

BERLINO – Roberto Saviano è arrivato a Berlino accompagnato dagli otto giovani protagonisti de La Paranza dei Bambini di Claudio Giovannesi, regista dell’unico film italiano in concorso al festival, vincitore dell’Orso d’argento per la miglior scenenggiatura. Trasposizione cinematografica del suo omonimo romanzo del 2016, il film prosegue il racconto iniziato con Gomorra e seguito da Zero Zero Zero, in cui il giornalista racconta il mondo della camorra e del traffico di droga. Scritto dallo stesso Saviano con Giovannesi e Maurizio Braucci, La Paranza dei Bambini parla della perdita d’innocenza di un gruppo di ragazzini del Rione Sanità, convinti, dall’assenza di alternative, che la criminalità sia la loro unica possibilità di vita. Ma la conferenza stampa berlinese è stata anche l’occasione per lo scrittore di rispondere a chi gli domandava della movimentata situazione politica italiana e della sua vita sotto scorta messa in discussione. «La situazione politica è seria», ha esordito Saviano, «Al di là della questione sulla mia sicurezza la scorta non è un privilegio, ma un dramma. Ci sono decine di giornalisti sotto protezione e ne sono stati uccisi due in Europa. Io resto sereno e continuerò a raccontare senza farmi intimidire dalle sistematiche minacce del Ministro dell’Interno».

Roberto Saviano, Claudio Giovannesi e il cast del film alla conferenza stampa di Berlino.

LE EMOZIONI «Il film è ispirato alla realtà. I paranzini sono sempre esistiti nel Sistema, ma non erano mai arrivati così in alto. Ora sono ai vertici, hanno riempito un vuoto di potere, e questo mi ha spinto a scriverne per raccontare un fenomeno mai accaduto prima. Ma fin dalla fase di scrittura, con Claudio (Giovannesi, ndr), volevamo concentrarci sulle loro emozioni, alla loro perdita d’innocenza. Come ci si deve sentire ad avere quindici anni, migliaia di euro e la consapevolezza che morirai? Quello che accade a Napoli è simile a quello che accade in Bulgaria, Sud America, Albania o Sud Africa. L’aspettativa di vita di questi ragazzi è come quella di un uomo del Medioevo. A venticinque anni sono già morti».

Una scena de La Paranza dei Bambini.

ASSENZA DI VALORI «Sono ragazzi che non vanno a scuola, non hanno nessuna educazione. Per loro contano solo social, denaro, aspetto fisico. E le pistole sono la scorciatoia per arrivarci. Chi entra nella paranza non può pensare di essere felice. La loro vita criminale durerà al massimo cinque anni. Oggi se investi 1.000 euro in cocaina entro un anno hai guadagnato 180 mila euro, se ne investi 5.000, invece, avrai un milione. Altrimenti l’alternativa è vivere nel mondo e se non hai soldi, per loro, non vali nulla».

Roberto Saviano e Claudio Giovannesi alla Berlinale 2019.

I SOGNI «Questo film non è solo il racconto di una generazione criminale, ma di una generazione. Ormai i ragazzi si affidano all’individualità. Vent’anni fa avrebbe avuto senso dire che bisognava affidarsi alle autorità, ma oggi la politica non trova nessuna soluzione e per loro l’unica alternativa è andarsene. E i dati sono impressionanti. Questo perché gli abbiamo tolto anche la speranza. L’unica possibilità per loro è il sogno. Tanti piccoli sogni che parlano di futuro. Quello che non esiste per i paranzini».

Una scena del film.

LA FAMIGLIA «I soldi delle paranze finiscono nel giro ufficiale del Sistema. Nel film mostriamo, ad esempio, che la stanza matrimoniale, quella dove dormono i genitori, viene data ai figli. Ed è una cosa che sta realmente accadendo, perché sono questi ragazzini a tenere sulle spalle la famiglia che ha perso tutta la sua autorità. Ormai i padri vivono di lavoretti rimediati e famiglie che magari non avevano mai avuto nessun legame con la criminalità ci finiscono dentro. I soldi diventano tutto e la pistola è la loro lampada di Aladino. Il mezzo per arrivarci che poi pagano con la vita».

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Qui potete vedere una clip de La Paranza dei Bambini:

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