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I momenti di trascurabile felicità e l’importanza de Il favoloso mondo di Amélie Poulain

Nel ventennale dell’uscita, torna in sala il film. Una visione indispensabile dopo la pandemia…

Il ritorno al cinema: Audrey Tautou in una scena de Il favoloso mondo di Amelie.

MILANO – Qui ad Hot Corn l’entusiasmo per la riapertura delle sale è palpabile, anche perché ricorre un anniversario che tutti i cinefili dovrebbero celebrare! Due ricorrenze speciali hanno infatti caratterizzato il mese appena trascorso: si tratta dei vent’anni dalla prima apparizione cinematografica di due eroine europee. Se nell’aprile del 2001 infatti le sale inglesi venivano assalite dalle turbolenze amorose di Bridget Jones, quelle francesi conoscevano la candida dolcezza di Amélie Poulain (in Italia sarebbe uscito però il 25 gennaio 2002). E la storia della cameriera del Café des 2 Moulins di Montmartre non è meno affascinante di quanto non fosse vent’anni fa, anzi, oggi è addirittura necessaria. Per questo ve la raccontiamo nel nuovo episodio di French Touch (qui le altre puntate).

Sei momenti de Il favoloso mondo di Amelie

I nostalgici dei piaceri proibiti della sala come Amélie potranno fiondarsi al cinema – nei giorni dell’11 e 12 maggio – per rivedere il film sul grande schermo, ma tutti gli altri potranno recuperarlo su CHILI (qui). Dovete sapere che correva addirittura l’anno 1974 quando Jean-Pierre Jeunet, regista del film, iniziò a collezionare quei momenti di trascurabile felicità dell’esistenza umana che rendono Il favoloso mondo di Amélie un cult assoluto. Ma cosa rimane del film vent’anni dopo? Molto: Amélie oggi conserva il suo fascino perché non ha perso l’occhio sul mondo da profonda conoscitrice dell’animo umano. Indagatrice discreta di ciò che piace o meno alla bizzarra umanità che incontra, ha deciso di rispondere alle poche attenzioni che il mondo le ha da sempre rivolto con la curiosità di un’anima buona. Di cui abbiamo tanto bisogno.

Zorro e le ossa fragili: il mondo di Amelie.

Lei che prova piacere nel far saltare i sassi sul Canal Saint Martin e nel guardare le facce degli spettatori nel buio di un cinema, deciderà di rivolgere la sua spinta vitale verso l’esterno, diventando per gli altri un anonimo angelo custode. Così, saranno pure tempi duri per i sognatori, come afferma un disilluso personaggio del film (e sapesse i nostri tempi in pandemia, quanto sono duri!) ma non per questo Amélie smette di sognare o di far sognare. Oggi come allora. Dopotutto, come si cantava in La La Land, anche Il favoloso mondo di Amélie rimane un film per tutti quelli che sognano, per quanto sciocchi possano apparire, e oggi serve soprattutto – aggiungiamo noi – a chi continua a sognare, nonostante tempi confusi e difficili come questi.

Ma chi sono quei misteriosi individui?

Una piccola curiosità: vi stupirà sapere che Audrey Tautou durante le riprese non fosse affatto stata capace di far saltare i sassi sul canale e che si siano dovuti dunque adoperare effetti speciali (!) per ovviare al problema. Alla riuscita del capolavoro contribuirono inoltre in massima parte la fotografia di Bruno Delbonnel (ispirata ai quadri del pittore brasiliano Juarez Machado) e l’insostituibile colonna sonora di Yann Tiersen, tra i migliori regali in musica del nuovo secolo. E allora, dimenticate affanni e preoccupazioni da lockdown e coprifuoco, e cogliete quest’occasione per immergervi nuovamente nel favoloso mondo di Amélie: non solo i vostri occhi e il vostro cuore ve ne saranno grati, ma tornerete (finalmente) anche a sognare.

  • FRENCH TOUCH | Qui le altre puntate di French Touch
  • IL TRAILER | Il favoloso mondo di Amelie

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