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E dopo Freddie Mercury anche David Bowie avrà il suo biopic. Il titolo? Stardust

Johnny Flynn interpreterà la rockstar in un film che è una missione (quasi) impossibile. Uscita? 2020

Industry

MILANO – Come già vi avevamo raccontato qui, dopo il successo inarrestabile di Bohemian Rhapsody – al momento a quota 800 milioni di dollari nel mondo – la tendenza dei biopic è ormai inarrestabile con i grandi Studios alla ricerca di storie di rockstar da portare sul grande schermo. In attesa di Elton John che arriverà con Rocketman a fine maggio e di Judy Garland in Judy, ecco un nuovo progetto che, al momento, appare quasi come una missione impossibile: un film su David Bowie. Si chiamerà Stardust e a interpretarlo ci sarà Johnny Flynn, cantante e attore al momento a Londra in teatro con True West di Sam Shepard a fianco di Kit Harington.

Johnny Flynn ha già pubblicato sei dischi. L’ultimo è Sillion, del 2017.

La sceneggiatura, firmata da Christopher Bell, sarà centrata sul primo tour americano di Bowie nel 1971 e sulla nascita del suo alter ego Ziggy Stardust che avrebbe poi portato alla pubblicazione, un anno dopo, di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, uno dei (molti) capolavori di Bowie. Le riprese cominceranno solo a giugno, ma il progetto verrà ufficialmente presentato alla Berlinale al market. Alla regia ci sarà Gabriel Range, regista inglese in realtà non molto conosciuto mentre Jena Malone interpreterà Angie, prima moglie di Bowie nonché madre di Duncan Jones, il regista di Moon e Warcraft.

Bowie periodo Ziggy Stardust, il momento su cui Stardust sarà centrato.

Il biopic su Bowie arriverà quindi dopo quelli su Elton John e Judy Garland, senza dimenticare che la Universal sta lavorando a un musical ispirato alle canzoni di Prince. In realtà, oltre le decine di ruoli interpretati (vi avevamo parlato qui de L’uomo che cadde sulla Terra), Bowie al cinema è sempre stato ripreso e rivisto molte volte. Il caso più emblematico è sicuramente quello di Brian Slade, il personaggio interpretato da Johnatan Rhys-Meyers in Velvet Goldmine di Todd Haynes e palesemente ispirato a Bowie e a Ziggy Stardust.

Jonathan Rhys Meyers aka Ziggy Stardust in Velvet Goldmine.

Ma non solo, se intere serie TV hanno preso il nome da canzoni sue (Life On Mars, da recuperare, e poi Ashes To Ashes), molti personaggi si sono ispirati a look e stile di Bowie, da sempre. Qualche esempio? In realtà sono moltissimi, ma ne citiamo uno piuttosto eclatante: ricordate l’apparizione di Michael Sheen in Tron: Legacy? Ecco, il suo Castor, ambiguo personaggio al lavoro al locale End of Line Club era un evidente – e per stessa ammissione di Sheen – omaggio al Duca Bianco, a partire dalla capigliatura e dallo sguardo.

Bowie Legacy: Michael Sheen nel sequel di Tron.

Insomma, da cinquant’anni Bowie al cinema è sempre stato ovunque (rivedetevi Miriam si sveglia a mezzanotteLabyrinth oppure The Prestige, sempre e comunque), e anche quando non c’era fisicamente, ha creato cinema solo ispirando o regalando intuizioni, vedi quello che nel Wes Anderson fece nel 2004 con Le avventure acquatiche di Steve Zissou quando affidò a Seu Jorge, cantante brasiliano, una serie di canzoni di Bowie e gliele fece reinterpretare in portoghese. L’effetto? Ascoltare per credere.

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