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Da Lady Gaga a Radio Ga Ga: l’inarrestabile ritorno della musica al cinema

Bohemian Rhapsody e A Star Is Born? Sì, ma non solo: stanno per arrivare Elton John e Judy Garland

Rami Malek con Gwilym Lee, Joseph Mazzello e Ben Hardy in Bohemian Rhapsody.

MILANO – «Box Office Poison». In questo modo, per un lungo periodo nei primi anni Novanta, erano definiti i film musicali negli uffici dei grandi Studios di Hollywood. Veleno per il botteghino, titoli destinati a fiasco sicuro, flop annunciati. I titoli? La lista era lunga: Great Balls of Fire con Dennis Quaid nei panni di Jerry Lee Lewis, La Bamba con  Lou Diamond Philips in quelli di Ritchie Valens, per non parlare di The Doors con Oliver Stone alle prese con il fantasma di Jim Morrison e miseri 30 milioni di dollari di incasso. E non andò meglio nel 1993 ad Angela Bassett con il suo ritratto di Tina Turner in Tina – What’s Love Got to Do with it, altri 34 milioni di dollari di incasso ed ennesima riprova che la musica al cinema non funzionava. Abbassate il volume.

Val Kilmer sul set di The Doors con Oliver Stone. Era il 1991.

Poi le cose cambiarono, senza una ragione apparente se non i tempi: in meno di un anno, tra il 2004 e il 2005, due biopic musicali, Ray con Jamie Foxx vestito da Ray Charles e Quando l’amore brucia l’anima con Joaquin Phoenix e la chitarra di Johnny Cash, si portarono a casa undici nomination, tre Oscar e oltre 350 milioni di dollari di incasso. Da quel momento è ufficialmente cominciata l’era del biopic musicale, un trend che ciclicamente, tra film e documentari, ha visto cimentarsi tutti i più grandi registi, da Gus Van Sant con Kurt Cobain in Last Days a Todd Haynes con l’enigma Bob Dylan nel capolavoro (mai troppo citato) Io non sono qui, per cui tutti ricordano Cate Blanchett ma per cui noi ricordiamo Heath Ledger.

Heath Ledger e Charlotte Gainsbourg ovvero Bob Dylan e Sara in Io non sono qui.

E poi ecco anche David Lynch (i Duran Duran in Unstaged), Martin Scorsese con i Rolling Stones e Kevin Macdonald con Bob Marley, prima di virare di nuovo nella fiction con Jimi Hendrix nel sottovalutato e originale All Is by My Side di John Ridley in cui il chitarrista americano era rivisto da André 3000 degli OutKast. E non dimenticate Michael Douglas e il divo Liberace per Soderbergh in Behind The Candelabra seguito da tre inediti assolutamente cult: Miles Ahead con Don Cheadle e la tromba di Miles Davis (lo trovate su CHILI qui), Ethan Hawke magnifico Chet Baker in Born to be blue e Tom Hiddleston sulle orme di Hank Williams nel solido I Saw the Light (anche questo lo potete recuperare su CHILI).

Loki? No, Hank Williams. Tom Hiddleston in I Saw The Light.

E – saltando molti film poi svaniti nel nulla, vedi Zoe Saldana e Nina Simone in Nina oppure Kristen Stewart nei panni di Joan Jett in The Runaways – arriviamo ad oggi, storia recente, con il nuovo Freddie Mercury di Rami Malek e Bohemian Rhapsody a quota 817 milioni di dollari nel mondo, 30 milioni di euro in Italia e quattro Oscar e la sorellina di Judy Garland, leggi Gaga, con A Star is Born e 450 milioni di dollari al botteghino. Altro che «box office poison»: il volume non è mai stato così alto e che questa volta gli Studios stanno facendo a gara per capire quale sarà la prossima rockstar a diventare una miniera d’oro, spulciando classifiche e vecchie copie di Rolling Stone.

«Will you do the fandango?». Rami Malek e i Queen in Bohemian Rhapsody.

Se pare archiviato il progetto che voleva Amy Adams come Janis Joplin in Get It While You Can, dopo il caso Queen, la Fox ha già pronto il prossimo colpo in canna per la fine di maggio: Rocketman con Taron Egerton nei panni di Elton John (eravamo stati sul set e già ve ne avevamo parlato con un video qui) e l’aggiunta di Richard Madden nonché Jamie Bell come novello Bernie Taupin. Ripeterà i fasti di Bohemian Rhapsody? Staremo a vedere, difficile, ma qui in contemporanea il vero sir Elton girerà il mondo con il tour d’addio e potrebbe essere un peso non da poco: in Italia avremo il 30 maggio il film in sala e il vero Elton all’Arena di Verona.

Taron Egerton e gli occhiali di Elton John in Rocketman.

Ma oltre a Elton John, a settembre al cinema approderà anche Judy Garland, icona del Novecento rievocata da A Star in Born e interpretata nel biopic Judy da Renée Zellweger che racconterà il periodo londinese della diva, quello che condurrà poi alla fine nel 1969. Il film, diretto da Rupert Goold, potrebbe finire a Cannes in qualche sezione collaterale dove però sicuramente non finirà l’irriverente The Dirt di Jeff Tremaine, biopic sulla parabola dei Mötley Crüe con Machine Gun Kelly nel ruolo di Tommy Lee e Douglas Booth in quello di Nikki Six (ma ci sarà anche Ozzy Osbourne rivisto da Tony Cavalero). E intanto, alla Universal stanno anche scrivendo un musical costruito sulle canzoni di Prince, senza dimenticare che Johnny Flynn è stato appena scelto per interpretare David Bowie in un altro biopic, Stardust.

Renée Zellweger nel ruolo di Judy Garland in Judy.

Insomma, alzate il volume perché la musica al cinema non è mai stata tanto forte e – in attesa di progetti futuri – noi di Hot Corn vogliamo consigliarvi una chicca, un piccolo film assolutamente da recuperare su CHILI: si chiama CBGB, è un inedito diretto da Randall Miller nel 2013 e racconta la storia dell’omonimo locale di New York con Alan Rickman nel ruolo di Hilly Kristal, ovvero il fondatore del CBGB nel 1973. La cosa più divertente però è vedere la sfilata di rockstar reinterpretate in vario modo, e davvero ce n’è per tutti i gusti.

Mickey Sumner, la figlia di Sting, nei panni di Patti Smith in CBGB.

Si va da Kyle Gallner nei panni di Lou Reed alla figlia di Sting (Mickey Sumner) in quelli di Patti Smith, ma attenzione anche a Julian Acosta che è praticamente uguale a Johnny Ramone, alla modella svedese Malin Akerman che fa Debbie Harry e addirittura a Rupert Grint – sì, il vecchio Ron di Harry Potter – nel ruolo di Cheetah Chrome dei Dead Boys senza contare Taylor Hawkins dei Foo Fighters a petto nudo a rifare Iggy Pop. Recuperatelo, non ve ne pentirete. E non dite che non vi avevamo avvertito.

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