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Da Berlino a Hollywood, tra Wenders e Scorsese | Il lungo viaggio degli U2 al cinema

Blockbuster, autori, TV e cinema: tutte le volte che la musica di Bono e soci è finita sullo schermo

Bono versione Zoo Tv Tour. Era il 1993, l'anno di Così lontano, così vicino di Wim Wenders.

MILANO – Basterebbe un frammento, una semplice visione fissata in testa dagli anni Novanta: Bono seduto in cima all’angelo della Siegessäule, la Colonna della Vittoria di Berlino, nel video di Stay (Faraway, So Close!) diretto da Wim Wenders. Oppure un’altra ancora: William Hurt che fugge nascosto dentro una macchina con Until the end of the world a tutto volume in una scena di Fino alla fine del mondo. U2 e cinema, un rapporto costante negli anni e sempre nutrito, cominciato grazie a una profonda amicizia – quella con Wenders, appunto – e poi continuato con autori in qualche modo vicini alla poetica del gruppo, da Scorsese (The Hands That Built America di Gangs of New York) a Antonioni (tutto il lavoro dei Passengers su Al di là delle nuvole, ricordate?).

Bono e Wim Wenders a Berlino sul set del video di Stay. Era il 1993.

Canzoni, frasi, citazioni, addirittura sceneggiature che diventano ritornelli oppure dischi interi che diventano colonne sonore. Un esempio? The Million Dollar Hotel, un album enorme scritto ancora per Wenders e da sempre sottovalutato (andate a risentirvi Falling at your feet). Ma le canzoni degli U2 sono un po’ ovunque negli ultimi trentacinque anni di cinema e TV, dalla sigla de I ragazzi del muretto nel 1991 (Night and Day) all’utilizzo meraviglioso di All I Want Is You che Ben Stiller fece nel 1994 lasciandola andare quasi per intero alla fine di Giovani, carini e disoccupati (vedere per credere qui sotto) per raccontare la passione di Ethan Hawke e Winona Ryder.

E ancora: come dimenticare la collaborazione tra Bono e Jim Sheridan per due capolavori come Nel nome del padre e The Boxer? Storie di IRA, padri e figli e di una giustizia che non arriva mai. Oppure un folle Tommy Lee Jones che canta With or Without You in Blown Away e Jeff Bridges che in quella meraviglia (sottovalutata) che era Fearless di Peter Weir si schianta ascoltando Where the Streets Have No Name? Ma negli anni Novanta gli U2 hanno anche flirtato con Hollywood: nel 1995 fu la Warner a affidare alla band il singolo che avrebbe dovuto spingere Batman Forever con Val Kilmer nei panni di Batman. Così nacque Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me, con Bono versione fumetto. Una canzone che, in realtà, suona molto meglio di quanto ricordiate.

Il gioco sarebbe lungo, i titoli molti, c’è perfino Miami Vice con quattro diverse canzoni (perfino Wire) inserite in altrettanti episodi e ci sono addirittura interi film che prendono il titolo da canzoni degli U2. Qualche esempio? Van Diemen’s Land, anomalo western australiano sulla vera storia di Alexander Pearce e mai uscito in Italia nonché il buon With or Without You, con la coppia in crisi Christopher Eccleston e Derwla Kirwan. Citato Scorsese, va menzionata almeno la sottovalutata Winter scritta per il bellissimo Brothers con Jake Gyllenhaal e Tobey Maguire e – sorvolando su Elevation per Lara Croft – chiudiamo con una chicca: Meryl Streep che in Dove eravamo rimasti reinterpreta assieme alla sua band I Still Haven’t Found What I’m Looking For.

Questo articolo potrebbe continuare a lungo (vedi Love Is Blindness versione Jack White per Il grande Gatsby di DiCaprio o la canzone che Bono scrisse per Crimini invisibili) e magari faremo una seconda puntata partendo dalla nuova collaborazione tra Bono e Wenders per produrre Waiting for the Miracle to Come in cui appare anche Willie Nelson. Vi lasciamo però con un video – lo trovate qui sotto – che è un piccolo film, un corto notevole: Woody Harrelson diretto da Vincent Haycock per Song for Someone. Nove minuti che dimostrano tutto l’amore degli U2 per il cinema.

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  • Qui Woody Harrelson nel video di Song For Someone:

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