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Una polaroid dagli anni ’90: Giovani, carini e disoccupati

Winona Ryder, Ethan Hawke e una tazza di caffè per il film manifesto della Generazione X

«Vedi Lelaina, non ci serve altro: un paio di sigarette, una tazza di caffè e un po’ di conversazione…io, te e cinque dollari». Era il 18 febbraio 1994 quando Giovani, carini e disoccupati – in originale Reality Bites – uscì nelle sale americane. O.J. Simpson non si era ancora messo alla guida della sua Ford Bronco per tentare di seminare la polizia di L.A, i Green Day avevano appena pubblicato Dookie e Kurt Cobain non aveva esploso quel maledetto colpo di fucile. Qualche settimana prima la pellicola era stata presentata al Sundance dal suo regista, un semi-esordiente Ben Stiller, per poi diventare un piccolo caso cinematografico grazie all’ottima accoglienza al botteghino, incassando – solo in America – 20 milioni di dollari, il doppio rispetto al budget del film.

Una scena del film

Come era stato possibile? Principalmente grazie alla sua protagonista, una radiosa Winona Ryder, reduce dai set diretti da Tim Burton, Francis F. Coppola, Jim Jarmusch e Martin Scorsese, che volle fortemente Ethan Hawke al suo fianco tanto da mettere una clausola vincolante nel suo contratto. O con lui oppure niente film. A posteriori, una scelta più che azzeccata. Due delle icone del cinema degli anni ’90 protagoniste di un piccolo film manifesto proprio di quella generazione, disorientata e confusa, “adottata” dall’amministrazione Clinton. Al centro della storia quattro amici che hanno appena concluso o abbandonato i rispettivi studi universitari.

Ethan Hawke e Winona Ryder

Leleina (Ryder), aspirante regista con una tazza di caffè fumante a farle compagnia tra un montaggio e l’altro, Troy (Hawke), mente brillante e rocker tormentato, Vickie (Jeneane Garolalo), una Betty Page grunge, e Sammy (Steve Zahn), giovane gay con il terrore del coming out. Il film ne immortala l’imprescindibile crisi post-laurea, il passaggio incerto nel mondo del lavoro fatto di «troppe qualifiche» o «poca esperienza» e la confusione identitaria tipica di quella stagione della vita. Una trama che, senza troppi aggiustamenti, potrebbe sovrapporsi a qualsiasi generazione successiva. Forse anche per questo il film è diventato un cult che, a distanza di oltre vent’anni dal debutto, continua ad accrescere il suo pubblico.

Una delle sequenze più famose del film

Ben Stiller, che si ritaglia il ruolo dello yuppie Michael, opta per un taglio da commedia romantica – con tanto di triangolo amoroso in cui l’alchimia tra Ryder e Hawke fa scintille – inserendo però anche tematiche sociali come l’ombra dell’AIDS o l’accettazione della propria sessualità. Prodotto da Danny De Vito e primo film americano per il direttore della fotografia Premio Oscar, Emmanuel Lubezki, Giovani, carini e disoccupati è un ritratto irresistibile dei vent’anni, tra aspirazioni, sbiadita realtà e quelle conversazioni consumate in un diner in piena notte, magari davanti una coppa di gelato accompagnata dall’immancabile caffè in cui rifugiarsi. La colonna sonora, sintesi musicale degli anni ’90, fa il resto. Dal debutto di Lisa Loeb con Stay (I missed you) ai Dinosaur J. con Turnip Farm e Lenny Kravitz con Spinning aroud over you per arrivare alla sequenza conclusiva del film impreziosita dalla chitarra e i violini di All I want is you degli U2.

Winona Ryder e Ethan Hawke

La Leleina di Winona Ryder è la perfetta rappresentante, divisa tra personali obiettivi e fallimenti, dello smarrimento generazionale. Ambiziosa e idealista prima della classe che dal palco della cerimonia universitaria finisce per ritrovarsi a passare le giornate sul divano, sotto la campana di vetro descritta da Sylvia Plath, dopo l’ennesimo colloquio andato a vuoto. Delusioni sfumate magari alzando il volume di una radio di un Food Mart, in una stazione di benzina qualunque, ballando My Sharona dei The Knack con i tuoi migliori amici. E il cuore del film è tutto qui. Rispondere agli intoppi non preventivati con un pizzico di leggera noncuranza. 

Volete rivedere il film? Lo trovate su CHILI: Giovani, carini e disoccupati 

 

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