ROMA – Si conclude con numeri ben al di sotto delle aspettative il percorso nelle sale di Supergirl, il film diretto da Craig Gillespie e secondo capitolo del nuovo DC Universe. Il box office mondiale si è fermato a 125,8 milioni di dollari, un risultato che lo rende il titolo DC meno redditizio degli ultimi due decenni.
L’incasso finale colloca il film tra i maggiori insuccessi commerciali della storia recente della casa di produzione, con risultati inferiori anche ad altri cinecomic che avevano già deluso al botteghino, come Blue Beetle, Shazam! Fury of the Gods e Joker: Folie à Deux. Rapportando il dato ai costi sostenuti, il bilancio appare ancora più negativo.
Secondo le stime circolate negli Stati Uniti, Supergirl avrebbe richiesto un investimento di circa 170 milioni di dollariper la produzione, ai quali si aggiungerebbe una consistente campagna promozionale. Numeri che rendono difficile il recupero dell’investimento attraverso gli incassi cinematografici.
Il debutto del film aveva già lasciato intuire un andamento complicato, con risultati modesti sia nel mercato nordamericano sia a livello internazionale. Con il passare delle settimane, la pellicola non è riuscita a invertire la tendenza, chiudendo la distribuzione con un risultato considerato insufficiente dagli analisti.
Nonostante il flop, i vertici dei DC Studios hanno invitato a non trarre conclusioni affrettate sul progetto complessivo. Il co-presidente Peter Safran ha ribadito che il piano di rilancio del franchise sarà valutato nel lungo periodo e non sulla base del rendimento di un singolo film.
L’attenzione della casa di produzione è ora rivolta ai prossimi capitoli del nuovo universo condiviso. Tra i progetti più attesi figura Man of Tomorrow, previsto per il prossimo anno, nel quale Milly Alcock tornerà a interpretare Kara Zor-El, nella speranza di rilanciare il percorso cinematografico della DC dopo un avvio decisamente più difficile del previsto.








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