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ORTIGIA FILM FESTIVAL: La nostra intervista a Mirko Leuzzi

ra arte visiva, natura e desideri per il futuro: la visione pittorica di Mirko Leuzzi

ORTIGIA – Per la XVIII edizione dell’*Ortigia Film Festival* il cinema incontra la pittura e il manifesto diventa, prima ancora di essere un’immagine, un luogo dell’immaginazione. A firmarlo è Mirko Leuzzi, artista romano che con la sua opera ha dato una precisa identità visiva a questa edizione del festival. Una scelta che racconta già molto dello spirito di OFF: mettere in dialogo cinema, memoria, arte e visioni contemporanee. Nella pittura di Leuzzi la natura non è semplicemente uno sfondo. È uno spazio mentale, quasi un rifugio, nel quale le figure possono perdersi, ritrovarsi e sottrarsi al rumore del mondo. Il suo percorso artistico nasce da una ricerca intima e personale, fatta di immagini sospese, corpi, paesaggi e una dimensione temporale che sembra continuamente sfuggire alle regole della realtà. Il suo manifesto per Ortigia Film Festival nasce proprio da questo universo. Un’immagine che non si limita a rappresentare un evento cinematografico, ma sembra suggerire una storia ancora da raccontare, lasciando allo spettatore la libertà di entrarci dentro. È il punto d’incontro tra due forme d’arte che lavorano entrambe con le immagini: il cinema attraverso il movimento, la pittura attraverso la sua capacità di fermare un istante. A Ortigia abbiamo incontrato Mirko Leuzzi per farci raccontare come è nata l’opera scelta per il manifesto, quali sono le suggestioni che attraversano la sua pittura e quale sia il suo rapporto con la natura. Un rapporto particolarmente forte, che emerge nei suoi lavori e che appartiene anche alla sua idea di futuro. Tanto da trasformarsi in un desiderio concreto: acquistare una casa in Abruzzo, lontano dalla frenesia della città, per ritrovare un rapporto più autentico con il paesaggio e con il tempo. Ed è forse proprio questo il filo che lega Leuzzi all’Ortigia Film Festival: la possibilità di fermarsi a guardare. Un dipinto, come un film, può diventare una finestra su un mondo diverso. E quello di Mirko Leuzzi è un mondo nel quale la natura, la memoria e il silenzio sembrano avere ancora qualcosa da raccontare, come lui stesso dice in questa intervista. Intervista di Angela Failla

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