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Sotto il Sole di Riccione | L’amore e l’estate secondo i sogni dei Millenials

Enrico Vanzina e gli YouNuts! rivedono l’idea di Sapore di Mare in un film Netflix fresco e leggero

sotto il sole di riccione
I protagonisti di Sotto il Sole di Riccione

ROMA – Probabilmente, le cose più belle sono quelle con la data di scadenza ben impressa. Un tempo limitato in cui vivere davvero l’attimo, senza pensare a cosa ci sarà la mattina dopo, quando è ormai troppo tardi e, di quel falò sulla spiaggia, non restano che le ceneri. Un po’ come l’amore ad agosto: solo quello sa essere così spassionato ed effimero, ma anche potente e indimenticabile. Amori impossibili, tenuti vivi da una gioventù che fatica, però, a trovare un posto nel mondo. Ieri, come oggi. E allora, dagli Anni Ottanta di Sapore di Mare, al 2020 di Sotto il Sole di Riccione, è cambiato tutto ma non è cambiato niente. Forse per questo la magia è ancora intatta. Forse per questo l’estate continua ad essere uno stato mentale; un racconto di formazione in cui si fa i conti con l’amore, con il tempo e con la vita.

Sotto il Sole di Riccione
Lorenzo Zurzolo e Ludovica Martino

Ma attenzione, Sotto il Sole di Riccione non è un’operazione nostalgia: infatti, il film Netflix, diretto con freschezza dagli YouNuts! e scritto da Enrico Vanzina, Caterina Salvadori e Ciro Zecca, ci porta nel cuore delle nuove generazioni, quelle schiacciate dal peso dell’indecisione e del precariato; quelle che, senza mai sentirsi in colpa (ci mancherebbe!), affrontano la vita come possono e come voglio, superando piccoli, grandi ostacoli che, poi, li faranno essere donne e uomini, chissà, migliori. Allora, il film, ci porta nella colorata e scalmanata riviera romagnola, brand internazionale che fa del divertimento un modo di essere e di pensare. E qui conosciamo quella banda di amici che, puntualmente ogni anno, si ritrovano sotto l’ombrellone a giocare al gioco della bottiglia, che magari è più facile confessare quell’amore segreto che non ti fa dormire la notte.

Sotto il Sole di Riccione
Claudia Tranchese e Cristiano Caccamo

Ed eccoli, i protagonisti di Sotto il Sole di Riccione, ragazze e ragazzi alle prese con i tradimenti, gli affetti, le amicizie, le famiglie. Mentre sotto scorre la colonna sonora dell’estate, quella che, riascoltata anni dopo, ti fa salire il magone. Troppa malinconia, troppi ricordi per quella stagione di novità e di scoperte, persa nel fondo del cassetto dei rimpianti e delle fotografie sbiadite.“La notte è giovane, sognami adesso, parlami d’amore che domani non sarò lo stesso”, canta all’inizio Tommaso Paradiso, che da il titolo al film e compone le musiche originali (e non) insieme a Matteo Cantaluppi. Spiagge, sole, selfie, camere d’albergo e gli YouNuts! che ci presentano i protagonisti, interpretati da un gruppo di attori e attrici che sono già il futuro del cinema italiano. In rigoroso ordine casuale: Ludovica Martino, Lorenzo Zurzolo, Fotinì Peluso, Davide Calgaro, Cristiano Caccamo, Claudia Tranchese, Saul Nanni, Maria Luisa De Crescenzo, Matteo Oscar Giuggioli.

Sotto il Sole di Riccione
Fotinì Peluso e Matteo Oscar Giuggioli

Al fianco dei ragazzi, Vanzina e la coppia di registi romani (al loro primo lungometraggio dopo tanti videoclip), scelgono anche tre figure adulte: Andrea Roncato, Luca Ward e, soprattutto, Isabella Ferrari, la Selvaggia di Sapore di Mare, diventata adesso mamma disillusa e protettiva, nonché testimone di un’altra generazione ancora, probabilmente l’ultima ad essere completamente spensierata. E, se in Sotto il Sole di Riccione non c’è una vera e propria evoluzione della storia, tutto scorre con sincerità, leggerezza e semplicità. Ovvero: i picchi narrativi sono pochi ma, nonostante questo, la sensazione è che il film rispecchi totalmente l’idea della bella stagione in tutte le sue forme, amalgamata ai suoi protagonisti, liberi e romantici, a promettersi sogni impossibili da realizzarsi. Persi in un’estate (della vita) che non tornerà più.

Qui la nostra intervista a Ludovica Martino, Lorenzo Zurzolo e Saul Nanni:

Qui la nostra intervista a Fotinì Peluso, Cristiano Caccamo e Claudia Tranchese:

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