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Katharine Hepburn e l’incredibile modernità di Susanna! Anche ottant’anni dopo…

Uscito nel 1938, il film di Howard Hawks stupisce ancora per attualità e gag. Ecco perché riscoprirlo

Katharine Hepburn è stata una delle prime vere figure moderne della storia del cinema. Non solo perché era una sportiva, preferiva portare pantaloni larghi piuttosto che gonne, né perché abbia mai tentato volontariamente di mascherare la propria femminilità. Katharine Hepburn è stata tra le prime donne moderne della Hollywood classica a emergere soprattutto per la verve elettrica e per la volontà di non lasciarsi sopraffare nei ruoli e sul set dai suoi co-protagonisti maschili. Approccio che poco sembrava aver a che fare però con l’esaltazione divistica, era piuttosto la classe di un’attrice che sapeva mostrarsi alla portata di tutti e che fece del talento un veicolo per dare vita a personaggi indimenticabili.

Katharine Hepburn e Cary Grant in Susanna! Il film uscì negli Stati Uniti il 16 febbraio del 1938.

Tra i molti ruoli interpretati – quattro Oscar, record ancora insuperato – la sua Susanna nell’omonimo film di Howard Hawks fu tra le prime a presentare un’indipendenza tutta nuova che la Hepburn seppe cavalcare come un’onda travolgente nella cultura della filmografia americana del Novecento. E proprio così si sentì il dottor David Huxley, il personaggio interpretato da Cary Grant, all’arrivo nella sua vita della logorroica e inarrestabile Susanna. Una cascata di parole e situazioni spinte al limite della comicità, sul doppio binario della commedia sofisticata e delle gag dal retrogusto slapstick.

La Hepburn e Grant con il celebre leopardo.

Siamo nel 1938 e Susanna! divenne uno dei primi film a mostrare il palese ribaltamento di ruolo nelle relazioni tra uomo e donna, occasioni in cui la virilità maschile rimane sopraffatta dalla procacità intellettiva e caratteriale della protagonista, che non può far altro che stordire il suo contraltare fisico ed emotivo. Una minimizzazione della predominante mascolina di David alias Cary Grant, che si ritrova totalmente subordinato alla vivacità della giovane Hepburn, determinata nel conquistarlo al punto da spingere entrambi verso le conseguenze più esilaranti.

Il ribaltamento dei ruoli: uomo in gabbia, donna al potere.

Howard Hawks, uno dei pochi registi che seppe davvero tramutare in oro qualsiasi genere toccato, firma una pellicola irresistibile in cui la coppia Hepburn & Grant si spalleggia per dare vita con grande naturalezza a una commedia incredibilmente moderna, capace di mostrare la nuova intraprendenza della donna (nel 1938!) e l’inibizione sessuale dell’uomo, di cui poi risentiremo parlare. Una rom-com in salsa vintage che vive di contrasti, risate e leopardi, emblema di una donna libera che non aspetta l’amore, ma se ne impadronisce con qualsiasi mezzo. Ottant’anni e non sentirli. Imperdibile.

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