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New York vista da Unbreakable Kimmy Schmidt: la rivoluzione di Lillian Kaushtupper

La gentrificazione di Manhattan, il finale e quel film in lavorazione: Carole Kane racconta Kimmy

Jane Krakowski, Ellie Kemper, Titus Andromedon e Carol Kane in una pausa di Unbreakable Kimmy Schimdt. Foto di Eric Liebowitz.
NEW YORK – In quattro stagioni, Tina Fey e Robert Carlock hanno trasformato il loro Unbreakable Kimmy Schmidt in un fenomeno a commedia candidata agli Emmy, che mescola elementi surreali ma al contempo fornisce acuti punti di vista sulla vita qui a Manhattan. Basando la serie sulle reali preoccupazioni che hanno i cittadini di New York – che ovviamente non sono rimasti intrappolati in un bunker per quindici anni – ritroviamo quindi Lillian Kaushtupper, interpretata da Carol Kane, che era presente alla presentazione degli ultimi sei episodi della stagione finale. «Lillian? Un personaggio estremamente reale con cui è semplice immedesimarsi», spiega l’attrice durante l’incontro.
Carol Kane con Jane Krakowski e Ellie Kemper.
Nata a Cleveland, ma residente a New York dai primi anni Settanta, la Kane spiega che è stata una gioia usare la voce del suo personaggio per raccontare i cambiamenti che vede nella sua città. «Perché è doloroso vedere che ogni quartiere si sta omologando a qualsiasi altro, tutto sta diventando generico, piatto», riflette, e le parole le escono come se fosse una battuta scritta per la sua Lillian. Come la proprietaria dell’appartamento in cui vivono Titus (Tituss Burgess) e Kimmy (Ellie Kemper), Lillian affronta in prima persona l’impatto dell’aumento degli affitti e delle grandi aziende che hanno messo piede a New York trasformandone letteralmente i quartieri.
Non fermatela: Lillian Kaushtupper in azione.
Un problema che la Kane ha voluto inserire nella serie, in cui vediamo Lillian candidata per il Consiglio Comunale nel tentativo di fermare un piano di miglioramento nel suo quartiere immaginario, East Dogmouth, opponendosi all’arrivo di una catena di generi alimentari, Big Naturals, e legandosi davanti a un cantiere per protesta. «Avevamo dei quartieri così caratteristici e interessanti, ma stanno scomparendo e diventando aree abitative medio borghesi», aggiunge Kane della sua esperienza a New York. «Suppongo si chiami gentrificazione». E negli ultimi episodi della quarta e ultima stagione, ora su Netflix, Lillian discute delle sue preoccupazioni sulla gentrificazione con un finale piuttosto esplosivo.
La linea di magliette e agende dedicate al personaggio di Carol Kane.
Lottando fino alla fine per l’amato East Dogmouth – nella finzione da qualche parte vicino ad Harlem, ma a Greenpoint nella realtà – Lillian scaccia gli hipsters e mette a repentaglio la propria vita. Di fronte alla possibilità di perdere il suo appartamento finirà per creare il finale estremo per la serie che qui non sveliamo: «Ci sono cambiamenti estremi, drastici, imprevedibili, e non avrei potuto essere più soddisfatta di questo finale. Penso che la visione che hanno avuto per il mio personaggio sia folle, unica e perfetta».
I quattro di Manhattan in una foto fuori scena.
Dal finale della serie potrebbe però arrivare uno spin-off: un intero film su Kimmy Schmidt. Kane non conferma, ma sa che la sceneggiatura è in fase di scrittura: «Sì, so che lo stanno scrivendo. Dovrei dire che è sicuro, ma visto sono un membro del sindacato degli attori da cinquant’anni, ci credo solo quando succede…».
  • Qui il trailer di Unbreakable Kimmy Schmidt:

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