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SalinaDocFest | L’età giovane e il futuro: se il documentario arriva a Roma

Il programma? Due anteprime mondiali, l’omaggio a Mattia Torre e sei documentari in concorso

Un frame da uno dei documentari in concorso al Salina.

ROMA – Anteprime, incontri e documentari. Per la XIV edizione, il SalinaDocFest, festival del documentario narrativo fondato e diretto da Giovanna Taviani fa tappa a Roma dal 18 al 20 settembre. Dove? Nella splendida cornice dell’Orto Botanico. Il programma? Nelle tre mattinate del Festival saranno proiettati i sei documentari in concorso, alla presenza dei registi. Un filo rosso unisce tutti i film in selezione per riflettere su quell’età giovane che è al centro del tema dei lavori in concorso. Dalla Francia, alla Palestina passando per l’Italia. Due anteprime mondiali, Movida di Alessandro Padovani e Blocconove di Michele Silva, Federico Frefel e Léa Delbés. Gli altri film in concorso? One More Jump di Emanuele Gerosa, Il Caso Braibanti di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese, Fuori Tutto di Gianluca Matarrese e La Nostra Strada di Francesco Li Donni.

Blocconove di Michele Silva, Federico Frefel e Léa Delbés.
Blocconove di Michele Silva, Federico Frefel e Léa Delbés

Ai film in concorso si aggiunge, fuori concorso, come film d’apertura, Faith di Valentina Pedicini che sarà introdotto al pubblico alla presenza della regista e della produttrice, Donatella Palermo. Inoltre per ricordare Ettore Scola, in uno degli approfondimenti pomeridiani del festival, il 20 settembre, le figlie Paola e Silvia Scola saranno accompagnate da Pierfrancesco Diliberto in arte PIF, protagonista del documentario Ridendo e scherzando Ritratto di un regista all’italiana che sarà proiettato per il pubblico dell’Orto Botanico. Per l’occasione presenteranno anche il libro, scritto da loro, a quattro mani, Chiamiamo il Babbo Ettore Scola. Una storia di famiglia (ed. Rizzoli, 2019).

Movida di Alessandro Padovani

I pomeriggi del festival prevedono appuntamenti volti all’approfondimento e alla formazione, da sempre caratteristiche distintive del Salina. Si parte il pomeriggio del 18 settembre con la sezione Cinema e Storia e la proiezione de Il Traditore di Marco Bellocchio interpretato da Pierfrancesco Favino, attore dell’anno, a cui seguirà l’approfondimento per la sezione Incontro con gli autori e il confronto con gli sceneggiatori del film Ludovica Rampoldi, Valia Santella, Francesco La Licata che racconteranno come hanno lavorato sul personaggio di Tommaso Buscetta tra realtà e finzione. A moderare l’incontro il giornalista – e sceneggiatore, ricordate Il muro di gomma? – Andrea Purgatori.

Oscar 2020
Pierfrancesco Favino è Tommaso Buscetta ne Il Traditore

Accanto alla sezione Cinema e Storia uno spazio sarà dedicato alla letteratura e ai libri. Il 18 settembre, protagonista della prima giornata sarà Daniele Vicari a cui andrà il Premio Ravesi “Dal testo allo schermo” per il suo romanzo Emanuele nella battaglia (Einaudi, 2019) per la sezione Parliamo di libri. Tra i momenti di approfondimento, legati ai pomeriggi del SalinaDocFest a Roma, per la sezione Incontro con gli autori, per parlare di Cinema e Letteratura, il 19 settembre è previsto l’incontro con Daniele Luchetti e Francesco Piccolo. All’appuntamento, che seguirà la proiezione del film Momenti di trascurabile felicità, sarà presente PIF. Per l’occasione Piccolo presenterà il suo nuovo romanzo Momenti trascurabili Vol.3. Senza aggiungere altro (Einaudi, 2020).

Momenti di Trascurabile Felicità
Momenti di Trascurabile Felicità

Novità? La produzione di un documentario di archivio, Salina 14 – La storia del SalinaDocFest di Emilio Bellu, realizzato grazie alle ricerche d’archivio di Elena Misiani. La sera di sabato 19 ecco l’omaggio a Mattia Torre, “con Valerio Aprea e Serena Dandini – dice Giovanna Taviani – un omaggio dovuto perché si tratta dello sceneggiatore più geniale che l’Italia giovane abbia mai avuto”. Valerio Aprea, leggerà Gola e altri pezzi brevi di Mattia Torre. La sera del 19 Valerio Aprea e Serena Dandini tornano a a ricordare l’amico scomparso: durante la serata a Aprea il compito di leggere quattro suoi monologhi.

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