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La scoperta di Spielberg e il viaggio sul Millennium Falcon: ecco chi è Alden Ehrenreich

Dagli esordi alla sfida galattica: alla scoperta di uno dei nuovi grandi di Hollywood

Alden Ehrenreich è Han Solo.

Che brusio quando, dopo una rosa di nomi importanti – Miles Teller, Logan Lerman, Ansle Elgort, Dave Franco – fu annunciato dalla Disney e dalla LucasFilm, che ad impersonare Han Solo versione young, sarebbe stato Alden Ehrenreich. No, si diceva, Han è uno e uno soltanto, Han è Harrison Ford. Nessuno può ereditare quel suo sorriso sghembo da simpatica canaglia. Insomma, la sfida per Alden, si preannunciava – come ampiamente pronosticato, fin da quando il film entrò in lavorazione – alquanto ardua. Tutto in salita, i fan (sempre e comunque) insoddisfatti, un volto e un nome (semi)sconosciuto protagonista nell’universo cinematografico più espanso (e remunerativo) di tutti. L’attesa di capire come Alden sarebbe riuscito a calarsi nel mito. Eppure, se c’è un motivo per cui Solo: A Star Wars Story, si può considerare molto di più che uno spin-off della saga, è proprio la prova di Alden Ehrenreich.

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Alden Ehrenreich a Cannes, per presentare Solo: A Star Wars Story. Photo: Shutterstock.

Ma chi è questo attore dal cognome impronunciabile? Classe 89′, nato a Los Angeles, con il sangue un po’ austriaco, un po’ russo, polacco, ungherese, ereditato dai suoi avi di religione ebraica emigrati negli USA. E per Alden, il cinema, è stata una sorta di incastro perfetto di situazioni. Perché? Il padre era il contabile di un certo Steven Spielberg. Infatti, per quei casi che la vita sa inaspettatamente regalare, Alden, iniziò a recitare alla Crossroads School di Santa Monica, per poi affinare la tecnica presso gli studi di recitazione della NY University. Bravo? Certo, nonostante Alden non portò a conclusione gli studi. Anzi, fondò, sempre nella Grande Mela, uno studio, The Collection, composto da addetti ai lavori: registi, scrittori, attori.

Francis Ford Coppola, Alden Ehrenreich e Vincent Gallo sul set di Tetro.

Insomma, per Alden, il mestiere d’attore – e la Galassia Lontana Lontana – era una questione di destino: durante un Bat Mitzvah, appunto, nientemeno che a Spielberg, fu mostrato un video comedy con protagonista Alden. Risultato? Il regista di Jurassic Park diede ad Alden un agente, facendolo debuttare nelle serie Supernatural e CSI. “Mi hanno mostrato il video, l’ho adorato e gli ho dato un agente, è come è iniziato tutto”, ha raccontato Spielberg anni dopo, “Pensavo che Alden fosse una promessa della commedia. Era così divertente in quel video, tanto che ho pensato, ‘Ho trovato un comico davvero fantastico!’”. Poi, di conseguenza, il successo: recita in Tetro e Twix di Francis Ford Coppola – dopo un provino leggendo Il Giovane Holden –, passando successivamente sui set di altri tre anni: Stoker di Park Chan-wook, Blue Jasmine di Woody Allen e Ave, Cesare! Dei Fratelli Coen. Un tris da grande attore, con l’aggiunta di altri due inediti da recuperare: L’eccezione alla regola di Warren Beatty (dove c’è pure l’altra lanciatissima Lily Collins) e il war movie The Yellow Birds, insieme a Tye Sheridan.

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Han e Chewie.

Così, il resto è storia, con quel provino della vita, in coda con altri nomi in un’agenda pienissima. Non è stato facile, dicevamo, per lui, meritarsi il ruolo e, a film riuscito, ottenere la giusta attenzione. Sguardo accigliato, movenza da guascone spaziale, l’intesa con Chewbacca che, vedere per credere, fa tornare in mente quei vecchi compari da buddy movies di una volta. E, naturalmente, fa tornare in mente Harrison Ford che, prima di lui, interpretò il ruolo di Solo senza la consapevolezza che, di lì a poco, avrebbe scritto una pagina importante di cinema. Ma Alden, con il film di Ron Howard, ha guardato in faccia il rischio, come solo i grandi sanno fare. Anzi, come solo Han Solo sa fare.

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