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Io & il cinema: Elisa Fuksas

La rubrica di Hot Corn in cui musicisti, scrittori, attori e registi raccontano i loro film preferiti

Elisa Fuksas. Foto L Bristori

Elisa Fuksas è alla vigilia di un grande debutto. Al Biografilm Festival presenta, in anteprima mondiale, il documentario A.L.B.E. – A life beyond earth, un lavoro che s’interroga sulla nascita dell’universo partendo dai racconti di otto persone che sostengono di aver avuto esperienze soprannaturali. La regista, classe ’81, sorprende ancora e continua a scrollarsi di dosso l’etichetta di “figlia di”, titolo del romanzo di debutto (suo padre è l’archistar Massimiliano Fuksas). Dopo aver diretto corti, spot e video, ora si prepara a mostrare a tutti il suo nuovo progetto e così, dopo Calibro 35RkomiLuca Murphy e Francesco Apolloni, è proprio lei la prescelta per l’intervista di Hot Corn sui film preferiti.

Una scena di A.L.B.E. – A life beyond earth

IL PRIMO FILM CHE TI HA FOLGORATA «Cambia, sempre. La memoria non è un posto stabile. Oggi direi probabilmente Giulietta degli spiriti di Federico Fellini. Perché? Perché mi piace tutto di quel film: la storia, il mondo, il colore».

IL FILM CHE RIVEDRESTI ALL’INFINITO «Il Sorpasso di Dino Risi. Sempre e comunque. Estate permanente, e struggente».

 

LA COLONNA SONORA FONDAMENTALE «Almeno tre. Paris, Texas di Wim Wenders, soprattutto la traccia in cui lui racconta la loro storia d’amore (struggente). Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli per Toi di Gilbert Becaud su Corso Francia: “Toi, che io cercavo in ogni angolo. Toi, tu tra tante nullità apparisti a me”. E poi tutta la colonna sonora di More di Barbet Schroeder: canzoni dei Pink Floyd. Il viaggio dei viaggi».

IL FILM CHE AMI E CHE NESSUNO CONOSCE «White God di Kornél Mundruczó, che però è stato a Cannes e al Sundance quindi proprio sconosciuto non è, e Bella e Perduta di Pietro Marcello».

 

LA SCENA CHE TI COMMUOVE OGNI VOLTA «Dipende da come stai, quando guardi un film. Almeno per me. Mi rendo conto però di piangere sempre alla fine delle storie. Lo sguardo finale di La La Land, l’inverno di Chiamami col tuo nome, il finale di Blade Runner, ancora di più il finale di Lost in Translation. Quel bisbiglio è fatale».

L’ARTISTA CON CUI VORRESTI COLLABORARE «Mi piacerebbe lavorare con la Stefania Sandrelli di Io la conoscevo bene, oppure Daniel Day-Lewis (proprio ora che ha deciso di non recitare più?). Ma sopra tutto e tutti con Jessica Chastain, puro talento e carisma. Quasi troppo, quasi perturbante».

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