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Amore proibito e frontiera americana | Il migliore film queer dell’anno? Il mondo che verrà

Per la prima puntata di Queer Corn, dedicata al cinema LGBTQ+, scopriamo il film di Mona Fastvold

il mondo che verrà

MILANO – 1856. Frontiera americana. Un villaggio tra le montagne e poco lontano due fattorie isolate da tutti. Ci vivono due coppie molto diverse tra loro, da una parte Abigail (Katherine Waterston) e Dyer (Casey Affleck), dall’altra Tallie (Vanessa Kirby) e Finney (Christopher Abbott). La vita di tutti i giorni va avanti monotona, tra i lavori in casa e la cura degli animali, in uno stato di povertà relativa perché lì, in quel tempo, sono loro i benestanti. Nella solitudine e nella noia, le due donne si avvicinano e scoprono di avere piacere nella compagnia reciproca. Abbiamo scelto Il mondo che verrà di Mona Fastvold per inaugurare la nostra nuova rubrica, Queer Corn, dedicata al cinema LGBTQ+. Un grande film presentato in Concorso a Venezia77 e che potete – e dovete – vedere finalmente su CHILI.

il mondo che verrà
Vanessa Kirby e Katherine Waterson sono Tallie e Abigail ne Il mondo che verrà

Non importa se nel suo insieme la storia assuma i contorni di una tragedia che sfiora l’horror. Non importa se un finale felice nella puritana America del XIX secolo è più unico che raro. Se la storia d’amore a cui assistiamo è come quella di Abigail e Tallie, ne vale decisamente la pena. Soprattutto se la regista norvegese Mona Fastvold, che aveva già firmato la sceneggiatura di Vox Lux, non si è tirata indietro e ha creato un film in costume degno di questo nome. Troviamo l’estetica e i colori dei vecchi film d’epoca, ma la storia è estremamente moderna. A vederle da fuori, quelle due donne sono esattamente quello che ci si aspetterebbe da un personaggio femminile che vive in quella società. Senza libertà personali, vivono in funzione del marito. Ma la mente di Abigail sa usare le parole come nessun altro e c’è una luce negli occhi di Tallie che ne tradisce il carattere libero e impossibile da sottomettere.

Una scena de Il mondo che verrà

Il mondo che verrà è pregno di un linguaggio romantico che sembra arrivare da un altro pianeta. Tanta angoscia e nostalgia. Onde d’amore e di dolore. Possiamo sentire tutto. I sentimenti delle due donne, così contenuti ma profondi e totali. I freddi venti dell’inverno e il tepore della primavera. La storia si intreccia nel tempo e balla tra le stagioni in modo poetico, scandendo l’avvicinarsi di Abigail e Tallie, che è contatto e liberazione, vicinanza ma anche lontananza. Un’atmosfera senza tempo pervade tutto, devastante e meravigliosa allo stesso tempo. La storia che la Fastvold allestisce è delicata e tenera ed è forse quello che ad Ammonite, nella sua già incantevole favola, un po’ mancava. Si potrebbe anche azzardare che sia già il migliore film queer dell’anno.

il mondo che verrà
Abigail in una scena de Il mondo che verrà

E guai a quei detrattori che penseranno di bollarlo come un’altra delle tante storie in costume omosessuali, facendole finire tutte nello stesso calderone. Il suo ipnotico racconto cattura la scintilla di un amore proibito meglio di tutti i titoli più recenti e l’intesa tra Vanessa Kirby e Katherine Waterson nel dare vita alla tormentata relazione tra le due giovani è qualcosa di cui non sapevamo di avere bisogno. Bastano uno sguardo, un sorriso o un flebile gesto per incarnare tutta la loro travolgente passione. Il mondo che verrà è ben lontano da tutti i discorsi su rappresentazione e realismo, la critica sociale rimane confinata sullo sfondo. È una storia d’amore fine a sé stessa, poetica e sublime. Sicuramente non ce ne dimenticheremo tanto presto.

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