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TOP CORN | Kate Winslet, Saoirse Ronan o del perché dovreste vedere Ammonite

Le due attrici in un dramma storico queer? No, non è un sogno. È il film di Francis Lee

ammonite

MILANO – Le ammoniti sono dei molluschi con la conchiglia a spirale, oggi estinti e risalenti all’era mesozoica. Sono questi che la paleontologa Mary Anning (un personaggio storico realmente esistito) cerca tra le coste frastagliate e selvagge di Lyme Regis, in Inghilterra. Finché Charlotte, una donna dell’alta società, arriva improvvisamente nella sua vita. È lì per curarsi dalla depressione, l’antico rimedio naturale che è il mare dovrebbe ridarle il suo spirito. Questa è la storia di Ammonite (lo trovate su CHILI), il secondo film del regista britannico Francis Lee con protagoniste due incredibili Kate Winslet e Saoirse Ronan (ma nel cast ci sono anche Fiona Shaw e Gemma Jones), che si aggiunge alla lista dei cosiddetti lesbian period dramas.

Saoirse Ronan in una scena di Ammonite

Lee ha debuttato alla regia nel 2017 con l’incantevole La terra di Dio, la tormentata storia d’amore tra un operaio immigrato e il figlio del suo datore di lavoro. Con Ammonite, torna a raccontare una relazione omosessuale tra due persone di estrazione sociale diversa, che per mille motivi non possono amarsi apertamente (per due donne che vivono nel 1840 il fatto non stupisce più di tanto). Ma ancora prima della sua distribuzione – uscito nell’autunno 2020 e arrivato solo ora in Italia, dopo una serie di posticipi causa pandemia -, quando della sua trama si avevano solo poche indiscrezioni, Ammonite ha fatto parlare di sé scatenando un nutrito dibattito.

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Una scena del film

Pensando ai bei film che abbiamo visto negli ultimi due anni, riuscite a indovinare qual è l’accusa che gli è stata rivolta? Per molti il film non sarebbe altro che una copia, non riuscita, del capolavoro di Céline Sciamma, Ritratto della giovane in fiamme. Opinione fomentata anche da uno sketch al Saturday Night Live dello scorso anno che recitava una parodia di Ammonite paragonandolo proprio al film della regista francese, annunciando il segmento con la frase: «Dai creatori di Ritratto della giovane in fiamme e Ammonite». Senza concentrarsi sul fatto che si tratti di soli due film, buona parte dell’opinione pubblica si è scagliata contro i drammi in costume omosessuali bollandoli come un terribile cliché da evitare.

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Kate Winslet e Saoirse Ronan in una scena del film

Decine di generici film d’azione all’anno, ma due film di genere solo superficialmente simili per storia e ambientazione e l’intera nozione di donne che si innamorano in una qualsiasi epoca prima degli anni Novanta diventa improvvisamente un filone esagerato e problematico. Ammonite è una storia delicata, con una importante fisicità dove regna sovrano il silenzio, con un’estetica curata e un’attenzione quasi maniacale ai dettagli che fanno da contorno all’incontro tra due anime tormentate. È un pregio di Francis Lee creare dei personaggi così particolari, soprattutto se sono poi interpretati da una grande Saoirse Ronan e una Kate Winslet che ha dato vita a quella che Empire ha definito come «l’interpretazione che ci si aspettava da lei da anni».

Un’immagine di Ammonite

Senza contare che Ammonite si potrebbe accostare molto di più a una versione al femminile di Maurice, un tributo che Francis Lee potrebbe aver realizzato passando per la porta di servizio, dal momento che il regista aveva in programma una serie tv sullo storico film degli anni Ottanta di James Ivory, poi saltata per una questione di diritti. Tirando le fila, Ammonite è un pezzo di cinema a sé che merita di essere visto. Quello che a tratti manca nella storia viene compensato dalle forti emozioni e dall’atmosfera unica che si crea. È un film lento, non adatto a chi cerca la gratificazione istantanea, ma è un ritratto dell’intimità che difficilmente si ha il piacere di vedere.

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