ROMA – «That’s all.» Bastano due parole, pronunciate con freddezza glaciale, per evocare una delle villain più iconiche del cinema contemporaneo. Miranda Priestly, la direttrice di Runway interpretata da una leggendaria Meryl Streep ne Il Diavolo veste Prada, è tornata a far parlare di sé. E questa volta non solo per l’eredità cult lasciata nel 2006, ma per una notizia bomba: il sequel è ufficialmente in sviluppo.

Ma chi era davvero Miranda Priestly? E soprattutto: quanto c’è di vero nel suo personaggio? La risposta è chiara fin dalla pubblicazione del romanzo da cui è tratto il film, scritto da Lauren Weisberger, ex assistente personale di Anna Wintour, storica direttrice di Vogue America. Weisberger ha lavorato per lei nei primi anni Duemila e ha trasformato quell’esperienza in narrativa, raccontando la giungla dell’editoria di moda dal punto di vista della giovane stagista Andy Sachs, alter ego dichiarato dell’autrice.

Il ritratto è feroce: giornate infinite, richieste impossibili (una copia inedita di Harry Potter per le figlie della capa?), umiliazioni sottili e un ambiente dove ogni passo falso è un’occasione per essere rimpiazzati. Eppure, dietro la maschera glaciale di Miranda si nasconde anche un’ambizione spietata, un carisma indiscutibile e un talento che ha rivoluzionato il settore. Anna Wintour ha sempre fatto finta di nulla, mantenendo un aplomb impeccabile, ma gli addetti ai lavori sanno che molti elementi del film sono stati ispirati a episodi reali: dai leggendari silenzi in ascensore alle palette di colore dettate con sguardi, come nella celebre scena del maglioncino ceruleo.

Il film, diretto da David Frankel, ha incassato oltre 300 milioni di dollari e ha segnato un punto di svolta per il modo di rappresentare le donne di potere al cinema: non più solo streghe o madri, ma professioniste complesse, dure, brillanti. Meryl Streep rifiutò inizialmente la parte, salvo poi accettarla con l’idea di umanizzare Miranda, rendendola più tridimensionale. Missione compiuta.

Ora che si parla di Il Diavolo veste Prada 2 – con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci pronti a tornare, e la trama che potrebbe ruotare attorno alla decadenza dell’editoria cartacea – è il momento perfetto per riscoprire la vera storia dietro il mito. Perché, a questo punto, la domanda non è più chi sia lei. Ma: siamo pronti a riconoscerla dentro di noi?
That’s all.
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