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Gli Oscar, Carey Mulligan e di come Emerald Fennell ha cambiato le regole del gioco

Da Killing Eve al ruolo di Camilla in The Crown fino al debutto alla regia che ha fatto la Storia degli Oscar

emerald fennell

ROMA – Quando, nel 2019, Phoebe Waller-Bridge si ritrovò a fare i conti con il successo planetario di Fleabag e a ricevere proposte di lavoro, tra le tante, da Ron Howard per Solo: A Star Wars Story e dall’agente segreto di sua Maestà Daniel Craig per No Time to Die, decise di abbandonare il ruolo di sceneggiatrice di un’altra sua fortunata creazione: Killing Eve. Ma chi chiamare per sostituirla in quel ruolo che le era valso una nomination ai Golden Globe? La scelta ricadde su una vecchia amica, Emerald Fennell, conosciuta circa dieci anni prima sul set di Albert Nobbs. Oggi quella stessa amica è entrata nella Storia del cinema diventando la prima regista inglese a ricevere una nomination agli Oscar come Miglior Regista.

Il tweet della Fennell dopo le nomination agli Oscar

A dire il vero il suo Una donna promettente (Promising Young Woman) di nomination ne ha ricevute 5 (tra cui Miglior Film e Miglior Sceneggiatura Originale). Un vero trionfo per un debutto alla regia che segna un altro importante traguardo: al fianco della Fennell, nella categoria Miglior Regista, c’è anche Cholé Zhao per il suo Nomadland. Mai, nella storia degli Academy, due registe si erano ritrovate a contendersi la statuetta. «È sorprendente», ha confidato la regista a Deadline, «Siamo il 51% della popolazione, quindi è giunto il momento. Ma è sorprendente anche per essere stata nominata accanto a lei. C’erano così tante registe brillanti quest’anno. Sono grata di far parte di questo anno storico, ma sono anche doppiamente grata a tutte le donne che hanno fatto questo lavoro per anni e anni. Hanno reso più facile per noi ottenere il finanziamento e la realizzazione dei nostri film. Quindi, è come se mi sentissi in piedi sulle spalle di giganti».

Emerald Fennell
Emerald Fennell e Carey Mulligan sul set di Una donna promettente

Attrice, showrunner e anche autrice di libri – dal 2012 al 2015 ha pubblicato 5 romanzi per il mercato young adult – Emerald Fennell ha lavorato con registi come Joe Wright (Anna Karenina e Pan – Viaggio sull’isola che non c’è) e Tom Hooper (The Danish Girl), ma è il piccolo schermo ad averle dato il successo. Merito di due ruoli: l’infermiera Patsy Mount nella serie della BBC One L’amore e la vita – Call the Midwife e quello, più recente, di Camilla Shand, meglio conosciuta come Camilla Parker Bowles, nella quarta stagione di The Crown in cui ha condiviso la scena con il Principe Carlo di Josh O’Connor e la Lady Diana di Emma Corrin. Due ruoli fortunati certo, ma senza dubbio minori se paragonati al successo clamoroso ottenuto con il suo primo lungometraggio.

Emerald Fennell
Josh O’Connor e Emerald Fennell sul set di The Crown

Un successo partito dal Sundance, dove il film era stato presentato nel gennaio 2020, e che ha attraversato tutta l’award season collezionando consensi e candidature ai più prestigiosi premi del settore, dai Golden Globe ai BAFTA. La storia? Quella di Cassandra Thomas (Carey Mulligan) considerata da tutti “una giovane donna promettente” fino a quando un evento traumatico le stravolge il futuro. Così la giovane donna decide di mettere in scena la sua vendetta per rimediare ai torti del passato.

Con la candidatura alla Miglior Regia, Emerald Fennell è entrata nella Storia degli Oscar

«Volevo intensamente poter scrivere un film sulla vendetta femminile», ha spiegato la Fennell. «Recentemente, ci sono state molte pellicole che hanno raccontano vicende di donne decise ad affrontare le cose a loro modo, spaziando dal violento al sexy, fino a situazioni di grande depressione. Con questo progetto volevo presentare una donna ordinaria che si gusta la propria vendetta nei confronti del resto del mondo, senza mai veramente fare ricorso a una pistola o alla violenza. È molto più bizzarra e folle di una soluzione così banale».

L’illustrazione di Emerald Fennell realizzata da Laurène Boglio per Little White Lies

Prodotto dalla LuckyChap Entertainment di Margot Robbie e dalla FilmNation Entertainment (la stessa casa di produzione di film come Wildlife, The Irishman e Sing Street), l’idea di Una donna promettente nasce per raccontare le questioni di genere e come tutti, uomini e donne, ne abbaino un ruolo attivo. «Se il tuo obiettivo è scrivere un film sulla tossicità della cultura sessista, devi necessariamente partire da te stesso e dal tuo ruolo in questo fenomeno», ha sottolineato Emerald Fennell, «L’aspetto più importante per me su affermare che non c’è nulla di veramente straordinario».

Emerald Fennell sul set di Una donna promettente

«Non volevo concentrarmi su crimini e violenze straordinari e sulle persone che li commettono. Il mio obiettivo era di scomporre la nostra cultura e il modo in cui pensiamo, come facciamo tutti parte di un groviglio orribile che è giunto il momento di sciogliere». E il futuro? In attese di scoprire se il prossimo 25 aprile la Fennell si porterà a casa una o più statuette, ha già annunciato il suoi prossimo progetti: collaborerà con Andrew Lloyd Webber per il musical di Cenerentola il cui debutto è previsto a Londra per il prossimo maggio e scriverà la sceneggiatura di Zatanna, film incentrato sulla maga supereroina della DC.

Qui una clip in cui Emerald Fennell e Carey Mulligan parlano del film:

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