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Reign Over Me | Il 9/11, Adam Sandler e il cuore spezzato di New York

Un iPod, la rabbia e un ricordo asfissiante: Mike Binder fotografa il dolore di NYC dopo l’11 settembre

Adam Sandler e Don Cheadle in Reign Over Me
Adam Sandler e Don Cheadle in Reign Over Me

ROMA – I capelli in disordine, l’andatura sommessa, le cuffie enormi sulle orecchie per ascoltare a tutto volume Love, Reign Over Me degli Who. Charlie Fineman, a bordo del suo monopattino elettrico, si aggira per il Village, tra i grocery aperti fino a tardi e la sua bella casa, stracolma di vinili e ricordi. Dall’altra parte, più su, nell’Upper, Alan Johnson ha realizzato il suo sogno: aprire uno studio dentistico e farsi una bella famiglia. Charlie è solo, Alan è insicuro. Erano amici – di più, erano compagni di stanza al college – fino a quando quel giorno di settembre il mondo divenne altro, colpito nel suo cuore fatto d’acciaio e di meraviglia. Giorni, mesi, anni terribili. Lo squarcio, ancora oggi, fa male. Anche se lì, adesso, c’è una torre ancora più vicina al cielo, a fare ombra su di un alberello sopravvissuto all’inferno.

Adam Sandler è Charlie in Reign Over Me
Adam Sandler è Charlie in Reign Over Me

E, come quell’albero, anche Charlie, nonostante abbia perso tutto, è rimasto in piedi, affrontando la vita blindato in sé, cercando di dimenticare qualcosa che, però, vede ovunque. Non è facile parlare di dolore, non è facile parlare del 9/11 senza mai nominarlo ma, costantemente, mantenendolo protagonista. Eppure, il regista e sceneggiatore Mike Binder c’è riuscito con Reign Over Me interpretato da Adam Sandler e Don Cheadle, entrambi perfetti, delicati e profondi. E il film, uscito appena sei anni dopo la tragedia, rispecchia in pieno lo spirito di New York in piena crisi post-traumatica da stress, con le scorie di un incubo che tiene svegli la notte. E provando, come fa Charlie, a scacciare il dramma giocando ai videogiochi o, perché no, vagando da un negozio all’altro in cerca di dischi usati da far girare nel vuoto di un appartamento che non si riempierà mai più.

Reign Over Me
Don Cheadle è Alan

Ma Binder e New York City ci dicono che non si può cedere alla paura, che il dolore resta dolore per sempre, non puoi farci nulla. Bisogna solo trovare il modo per incanalarlo e tramutarlo in un necessario spirito di consapevolezza e di rinascita. Allora, la favola di Reign Over Me, è anche e soprattutto la storia di un’amicizia ritrovata un po’ per caso e un po’ per destino. Un’amicizia difficile e complicata: Charlie è arrabbiato, intimorito, confuso. Alan, invece, non sa proprio come fare a gestire un amico ritrovato e complicato che necessita di una cura sentimentale che passa attraverso un abbraccio, una notte al Cinema Village sulla 12th, con i film di Mel Brooks o con una reinterpretazione improvvisata di Out in the Street del Boss.

Adam Sandler e Don Cheadle in Reign Over Me
Adam Sandler e Don Cheadle in Reign Over Me al Cinema Village del Greenwich

Infatti, dai Pretenders fino a Bruce Springsteen, la musica nella pellicola di Binder fa da equilibrio: Charlie non si separa mai dal suo iPod; alzando e abbassando il volume quando il tormento cresce e la memoria si fa così ingombrante da scoppiargli in testa. Dunque, il dolore condiviso di una città è anche lo strazio intimo dei suoi straordinari e coriacei abitanti. Ma c’è anche uno spirito leggero nel film, a tratti esilarante. In fondo, nulla è costante. Figuriamoci le emozioni. Perciò, come il coraggio di Charlie di guardare avanti o come l’inarrestabile New York rafforzata dalla sofferenza, prendiamo lezione e rimettiamo insieme i pezzi. Perché, qualsiasi cuore, anche se spezzato, continua a battere.

  • Spike Lee e l’attimo dopo l’11 Settembre: La 25ª Ora

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