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Il ritorno a casa di Omar Sy | Perché Il Viaggio di Yao è una commedia terapeutica

Un bambino, il Senegal e un road movie per tutta la famiglia. Disponibile su Prime Video

Omar Sy e il piccolo Lionel Louis Basse ne Il viaggio di Yao.

MILANO – Qualcuno potrebbe pensare a Omar Sy come ad una specie di Checco Zalone, diciamo, al rovescio. Laddove il comico pugliese diverte il pubblico italiano a suon di stereotipi e battute politicamente scorrette, l’attore senegalese rassicura, quello francese, prestandosi a pellicole dalla comicità gentile e rassicurante. E la simpatia del protagonista è finalizzata in una storia edificante e dai buoni sentimenti. In entrambi i casi, il loro successo è una spia accesa delle emozioni diametralmente opposte che pervadono l’Italia e la Francia: da una parte, si tratta di una rivincita dell’orgoglio meridionale all’interno di un Paese in cui i pregiudizi e i conflitti tra Nord e Sud appaiono (parzialmente?) superati.

Omar Sy e il piccolo Lionel Louis Basse nel film.

Dall’altra, invece, la popolarità di Sy – considerato da diversi sondaggi addirittura “il francese più amato dai francesi” – contribuisce a espiare il senso di colpa di una nazione che, quotidianamente, si trova a confrontarsi con i problemi dell’integrazione e del razzismo. Insomma, da noi si ride di Zalone, in Francia si scherza con Sy. Allora, eccoci nella nostra sezione Hot Corn Kids (qui gli altri consigli) con Il viaggio di Yao, diretto da Philippe Godeau – uscito male nel 2019 e ora in streaming su Prime Video – , film che si può identificare proprio con l’attore diventato famoso in tutto il mondo con Quasi amici (2012), riuscito a confermarsi e replicare un notevole successo di pubblico, almeno in Francia, con Samba (2014), Mister Chocolat (2016) e, soprattutto, Famiglia all’improvviso – Istruzioni non incluse (2016).

Un momento de Il Viaggio di Yao.

Ma facciamo un passo indietro: ne Il viaggio di Yao, Omar Sy interpreta Seydou Tall, un personaggio che in pratica è anche un suo lontano alter-ego, visto che è una star del cinema che decide di andare (anzi, ritornare) in Senegal per promuovere la sua autobiografia. Ad accoglierlo però trova Yao, un ragazzino di tredici anni proveniente dalla campagna senegalese che ha percorso quattrocento chilometri unicamente per vedere dal vivo lui, il suo idolo. Nasce così un affettuoso e originalissimo road movie: Seydou abbandona addirittura il suo tour promozionale per riaccompagnare il piccolo a casa.

Su e giù per il Senegal.

Sarà l’occasione per riallacciare un legame con le sue origini e scoprire l’umanità, la bellezza e i segreti del Senegal. Forse, trovando anche un nuovo amore. Il viaggio di Yao conferma i connotati dei film con Omar Sy: risate e buoni sentimenti. Ma il loro significato oltrepassa la semplice visione sul grande schermo, perché rappresenta il termometro ideale per misurare la necessità terapeutica di riconciliazione nazionale. Ad ogni modo, la qualità media della commedia francese, anche quella esplicitamente pedagogica e didattica, si conferma per gli italiani un modello da seguire in termini di garbo, vis comica e intelligenza di scrittura.

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