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On Becoming a God | Kirsten Dunst, la necessità di riscatto e i miserabili della Florida

Prodotta da George Clooney, la dark comedy racconta la disperazione dell’America di provincia

On Becoming a God

MILANO – Chi non vuole diventare ricco? La domanda è retorica ma cruciale in On Becoming a God. Lo show creato da Robert Funke e Matt Lutsky ci porta negli States più profondi, dove il sogno americano è un’utopia e c’è chi si aggrappa all’idea di accumulare una fortuna per dare una svolta alla propria vita: così come fa Travis Stubbs (Alexander Skarsgård), quando trascura lavoro e famiglia per ascoltare le audiocassette, dove il milionario Obie Garbeau II racconta i segreti del suo successo. È quello che fa Krystal Stubbs, la moglie di Travis, che ha il volto di Kirsten Dunst, un impiego a salario minimo e la consapevolezza che il marito è invischiato di una truffa piramidale.

On Becoming a God
Kistern Dunst nei panni di Krystal Strubbs

Quando ogni speranza per il futuro viene letteralmente divorata (niente spoiler!), spetta proprio a Krystal il difficilissimo compito di non soccombere, prendendo il controllo della situazione, per garantire un’esistenza dignitosa a se stessa e alla figlia Destiny. Solo che, ovviamente, nessuno è davvero disposto a darle una mano, perché chiunque è troppo impegnato a garantire la propria sopravvivenza. Stretta in una morsa letale, l’alter ego di Kirsten Dunst farà quindi l’unica cosa possibile: smetterà di essere vittima degli eventi e sfrutterà a proprio vantaggio lo stesso sistema che ha sbriciolato ogni sua opportunità.

On Becoming a God
Kirsten Dunst e Alexander Skarsgard sono gli sventurati coniugi Stubbs

Muovendosi quindi nel solco già tracciato da altre serie di successo come Fargo e Breaking Bad, On Becoming a God racconta con i toni della dark comedy la frustrazione, il risentimento e la disgraziata necessità di riscatto che alimenta Krystal Stubbs e gli altri personaggi –  dal povero diavolo Cody (Théodore Pellerin) ai sempliciotti Ernie e Bets (Mel Rodriguez e la cantante Beth Ditto): ognuno di loro è vittima e carnefice di se stesso e tutti cercano di sopravvivere in una spietata guerra fra miserabili. Di fatto la serie – prodotta da George Clooney e dal fedele Grant Heslov insieme alla Dunst – spalanca le porte su un circo disagiato, a volte cringe, della Florida negli anni Novanta ma più che attuale.

On Becoming a God
L’intraprendente Krystal in versione sirena

Oltre a Krystal Stubbs, l’altra grande protagonista è infatti l’America profonda, lontana dalle grandi città e delle opportunità di successo. È la Florida centrale, di provincia, quella dove gli alligatori non sono una leggenda e gli antieroi spesso sono grezzi, eccessivi e assomigliano a Joe Exotic di Tiger King. On Becoming a God però si ferma un momento prima del trash per mostrare, senza pregiudizi ma con empatia, la tragica quotidianità degli ultimi, che sembrano destinati a restare ultimi, almeno fino a quando la forza della disperazione non li trasforma in feroci predatori.

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