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Michael Cyril Creighton: “Intrigo, risate e una New York più oscura nella quinta stagione di Only Murders in the Building”

Dal 9 settembre saranno disponibili i primi tre episodi, seguiti da nuove uscite ogni settimana.

LOS ANGELES – Debutta in Italia in esclusiva su Disney+ la quinta stagione di Only Murders in the Building, la serie comedy di culto con Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez. Questa volta Charles, Oliver e Mabel si trovano a indagare sulla scomparsa del loro amato portiere Lester, morto in circostanze sospette. Convinti che non si tratti di un incidente, il trio si addentra in una New York più cupa e insidiosa che mai, scoprendo una rete di segreti che lega miliardari, criminali della vecchia guardia e misteriosi residenti dell’Arconia. L’inchiesta li costringerà a fare i conti con la frattura tra la città leggendaria che credevano di conoscere e la nuova metropoli che si evolve intorno a loro.

Accanto al trio principale torna Michael Cyril Creighton, che nel ruolo di Howard Morris ha vissuto una vera e propria ascesa: nato come personaggio secondario nella prima stagione, è oggi parte integrante del cast fisso. Con lui in questa nuova stagione ci sarà una schiera di guest star eccezionali, da Meryl Streep a Christoph Waltz, passando per Renée Zellweger, Beanie Feldstein e Téa Leoni.

Per Creighton, che ha alle spalle esperienze teatrali, televisive e cinematografiche (Spotlight, High Maintenance), Only Murders in the Building rappresenta “il sogno”: una commedia brillante, capace di mescolare ironia, mistero e cuore. “In questa nuova stagione il mio Howard si ritrova “al culmine della solitudine”, con il compagno lontano e gli animali domestici che non vanno d’accordo, mentre cerca il suo spazio all’interno del gruppo investigativo”. Ci racconta Creighton. “Penso sia una parabola tenera e ironica che rispecchia la cifra della serie stessa: leggera e malinconica al tempo stesso”.

Il cast di OMITB in una scena
Il cast di OMITB in una scena

DAGLI INIZI AD ORA «Sono stato scritturato per due episodi. All’inizio avevo accettato un ruolo minore, poi mi hanno richiamato per Howard, che doveva essere una semplice guest star. Dovevano essere soltanto quei due episodi, ma alla fine mi hanno fatto tornare: un po’ nella prima stagione, di più nella seconda, e poi nella terza sono diventato un personaggio fisso. È stato davvero un sogno. Mi sento molto fortunato: questa serie è esattamente quello che ho sempre desiderato, una commedia brillante, piena di cuore e girata a New York. Potrei chiedere di meglio?»

L’EMOZIONE DI ESSERE HOWARD «Non direi che è stata una montagna russa, piuttosto una gioia continua. Forse con l’adrenalina delle montagne russe, perché ogni volta che sono sul set mi sento eccitato ed emozionato. Ma in realtà è stato più simile a un giro in mongolfiera: sali sempre più in alto e ti godi lo spettacolo intorno a te. È stato molto divertente e ogni stagione diventa più complessa, sorprendente ed emozionante. I nostri sceneggiatori e lo showrunner si superano anno dopo anno, così non c’è mai monotonia, è sempre stimolante. Le persone sono splendide. Il nostro trio principale è meraviglioso e dà il tono giusto a tutto lo show. Credo sia questo a far sì che tutti vogliano farne parte. È un posto bellissimo in cui trovarsi.»

Michael Cyril Creighton è Howard Morris in Only Murders in the Building
Michael Cyril Creighton è Howard Morris in Only Murders in the Building

LAVORARE CON SHORT, MARTIN E GOMEZ «Con loro mi sento sempre più a mio agio. Col tempo è arrivata più scioltezza, più fiducia e anche più divertimento. Girare scene insieme è stato piacevole fin dal primo giorno, ma lo è ancora di più ora. Siamo tutti davvero felici di far parte di questo progetto, e lavorare insieme è fantastico.»

IL VIAGGIO DI HOWARD NEL PASSATO «È stato divertente esplorare, con costumista e reparti trucco e parrucco, come appariva Howard prima del coming out, quando era più giovane. Alcuni dettagli si ispirano al mio aspetto di allora: i capelli, per esempio. Non avevo mai portato una parrucca sullo schermo prima, ma quella lo era, ed era identica ai capelli che avevo al liceo, con la riga in mezzo e taglio alle guance. Hanno fatto un ottimo lavoro. La collana di conchiglie richiama un’epoca precisa e per me rappresenta il tentativo di un ragazzo gay di sembrare etero, con una collana e una maglia da rugby. Erano gli anni ’90: volevi sembrare uscito da Beverly Hills 90210, mentre in realtà desideravi solo indossare un bel maglione. Abbiamo discusso molto anche dei minuscoli occhialini, di come apparisse prima del coming out e di come il suo stile sia cambiato man mano che cresceva e imparava ad accettarsi. Così, quando muore sua madre, in uno dei flashback, lui è già pienamente in “modalità maglione”: sta diventando la persona che era destinato a essere. Ci abbiamo pensato parecchio.»

RECITARE CON GLI ANIMALI «Sul set ci sono i wrangler, gli addetti agli animali, che garantiscono la sicurezza di tutti. E devo dire che gli animali hanno un entourage più grande di qualsiasi attore che conosca: il loro addestratore, il wrangler, è la persona che controlla che siano nutriti e non lavorino troppo. Sono trattati benissimo. Prima di una scena, di solito passo un momento con loro per rompere il ghiaccio. Resta comunque imprevedibile: per quanto addestrati, non faranno mai tutto alla perfezione e sono sempre molto motivati dal cibo. Ma io adoro gli animali, ed è stato divertente lavorare con loro. Cane e gatto li ho apprezzati un po’ di più del maiale, ma anche il maiale era un personaggio gioioso.»

Un'altra scena di Michael Cyril Creighton in Only Murders in the Building
Un’altra scena di Michael Cyril Creighton in Only Murders in the Building

LA MIA GUEST STAR PREFERITA «Un bel ricordo è stato incontrare Renée Zellweger per la prima volta. Non avevo scene con lei, ma ero in studio con il mio cane per la prova costume e Renée ha conosciuto Sharon: si sono subito piaciute. Lei è una grande amante degli animali e tra loro si è creato un legame bellissimo. Io adoro chi ama gli animali. E poi nello show ci sono così tante persone incredibilmente talentuose, che anche fuori dallo schermo sono interessanti: le conversazioni in camerino sono sempre stimolanti e divertenti. Ho adorato Beanie Feldstein: è dolcissima, divertente, sempre disponibile a giocare. Non c’è una mela marcia nel gruppo: è un cast fantastico.»

LE DIFFERENZE TRA ME E HOWARD «Io non prospero nel caos, anche se talvolta mi ci ritrovo. Sto molto meglio nella routine. Non amo l’imprevedibilità. Sono un po’ meno caotico di Howard. Dico sempre che Howard rappresenta i miei pregi e difetti portati all’estremo. Io sono emotivo, ma non come lui. Desidero il contatto umano, ma non al suo livello. Ci sono molte qualità che condividiamo, ma le sue sono amplificate all’ennesima potenza.»

IL MIO RAPPORTO CON I FAN «Capita spesso che mi riconoscano per strada. A volte le persone non sanno bene da dove: pensano che fossimo a scuola insieme, o di avermi visto in un ristorante. Poi, se sentono la mia voce, molti mi riconoscono da quella. Se mi chiedono “da dove ti conosco?”, dico che sono un attore. Non sempre capiscono subito, ma se aggiungo “sono il Cat Guy di Only Murders in the Building”, allora sì, lo sanno, e si entusiasmano. Magari non ricordano il mio nome, ma se dico “il tipo dei gatti” si illuminano. A volte cammino per strada e qualcuno urla: “Cat Guy!”, e allora capisco che mi hanno riconosciuto.»

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