ROMA – Che cosa significa trasformare una vicenda reale in un’opera cinematografica? E quale responsabilità ha il cinema quando racconta storie che dividono l’opinione pubblica? In questa intervista abbiamo incontrato Andrea Bruschi, uno dei volti del film 23.000 Vite, e Michele Cinque, regista e co-autore del documentario da cui il film ha preso poi vita Al centro della conversazione c’è la storia della Iuventa, la nave dell’ONG Jugend Rettet impegnata nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo, diventata negli anni simbolo di uno dei casi più discussi e controversi legati ai salvataggi in mare. Il film ricostruisce una vicenda che ha intrecciato diritti umani, giustizia, politica e informazione, raccontando il punto di vista di chi ha vissuto quella storia in prima persona. Con Andrea Bruschi e Michele Cinque parliamo del percorso che ha portato dal documentario al film, del lavoro sugli interpreti, della ricerca della verità cinematografica e del delicato equilibrio tra racconto, cronaca e memoria. Un confronto che affronta anche il ruolo del cinema nel raccontare temi complessi senza rinunciare alla forza emotiva della narrazione.
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