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Dal set di Gomorra fino all’incontro con David Lynch: ma chi è Lorenzo Grasso?

In una caffetteria di North Hollywood con un italiano di Los Angeles. Che racconta Lucky e altre cose…

LOS ANGELES – Il primo credit che appare alla fine di ogni film? Quello dell’aiuto regista. «Non esistono premi assegnati alla categoria ma siamo quei poveracci che rendono logisticamente possibile la realizzazione di un film», ride Lorenzo Grasso, originario di Firenze ma trapiantato a Los Angeles, dove lo incontriamo in una caffetteria di North Hollywood, nella San Fernando Valley. Referente e coordinatore dell’intero entourage, il 1st AD (first assistant director) è colui che trasforma una sceneggiatura in un calendario con le singole scene elencate giorno per giorno. «Il che significa diventare il confidente del regista e magari rispondere a telefonate nel cuore della notte per cercare di accontentarlo». Dopo un corso da sceneggiatore, Grasso ha incontrato Marco Bellocchio sul set di un documentario dedicato a Carlo Giuliani per poi diventare aiuto regia in Buongiorno, notte. Oggi, dopo avere lavorato su Gomorra, si prepara allo spin-off, ovvero il film diretto da Marco D’Amore basato sulla storia di Ciro di Marzio. Aiuto regia anche in Lucky, il canto del cigno di Harry Dean Stanton, con David Lynch nel cast, Grasso ha raccontato a Hot Corn i segreti e i retroscena vissuti sul set.

MULTITASKING«Cosa mi diverte del mio lavoro? Mi permette di addentrarmi in un mondo fantastico in cui non succede mai la stessa cosa due volte. Un giorno sei circondato da cavalli davanti a un casolare medioevale e tre settimane dopo sei con dei gangster armati di fucile. Ma ci sono molte cose da gestire e bisogna parlare contemporaneamente con dieci persone. Capita di tranquillizzare l’attrice che sta per girare una scena delicata, tenere il pugno duro con il macchinista e cambiare tono con il regista e il produttore. E così via…».

Lorenzo Grasso Set Lucky
Sul set di Lucky.

IO & HARRY DEAN STANTON «Da dove cominciamo? Lucky è stato uno dei progetti più belli a cui abbia mai partecipato, e la cosa toccante è che ciascuno della troupe trattava con sommo rispetto quest’uomo di 91 anni, questo vaso di cristallo che si muoveva per dieci ore al giorno sul set spesso anche in mutande, canottiera e stivali. La storia del film è totalmente inventata ma è stata cucita su misura per Harry Dean Stanton da due sceneggiatori che lo conoscevamo bene. Un omaggio fantastico».

Harry Dean Stanton in una scena di Lucky.

IL RICORDO «Spesso, nel film, il personaggio di Lucky e Harry Dean erano una cosa sola, così come le storie sulla guerra in Vietnam che raccontava in alcune scene gli erano davvero accadute. Sul set, lui era il nonno brontolone che quando si lasciava andare ti spiazzava con un sorriso che ti scioglieva dentro, facendoti capire che il suo atteggiamento era solo parte di un personaggio che si era costruito».

Lorenzo Grasso Lucky Set
Ancora Stanton in Lucky.

MULHOLLAND MARIACHI «L’audio della scena in cui Stanton canta Volver insieme alla banda mariachi l’abbiamo registrato nella sua villa di Mulholland Drive una domenica sera, davanti a un tramonto strepitoso. Abbiamo piazzato i microfoni in giardino, ci siamo seduti tutti lì davanti a gambe incrociate ed è stato uno dei momenti più belli della mia vita. Indimenticabile. Stanton era appassionato di musica e aveva una voce dolce e vibrante. Anche a fine riprese per salutarci ha voluto cantare una canzone, è stato speciale e ci siamo commossi tutti…».

Un’immagine di Lucky.

L’ARTE DI TOM SKERRITT «C’è stata una scena che mi ha colpito: quando Harry Dean e Tom Skerritt si trovano a parlare degli orrori del Vietnam. Skerritt ha dovuto fare molti ciak perché continuava a dimenticarsi le battute. Non smetteva di sbagliare, pareva sopraffatto dall’emozione ma poi – quando siamo finalmente riusciti a girare la scena e ho visto il risultato sullo schermo con lui che recita i versi con le lacrime agli occhi – mi sono chiesto se non avesse fatto apposta a creare quel sentimento di frustrazione. Con gli attori non puoi mai saperlo. Sono creature pazzesche e Skerritt è uno dei grandi; magari in pausa pranzo, lo beccavi a parlare con Stanton di quando facevano gli scherzi a Ridley Scott sul set di Alien».

Tom Skerritt in una scena di Lucky

IO & LYNCH «Quando sono andato a presentarmi a David Lynch è stata la prima volta nella vita che ho sentito la voce morirmi in gola, tanto che la troupe se n’è accorta e mi ha preso in giro. Lui è uno dei miei registi preferiti – da sempre – ed è stato emozionante vederlo aspettare un mio cenno per entrare in scena. Come attore è stato impeccabile oltre ad essere sul set una persona estremamente dolce, umile e affabile».

Lorenzo Grasso e David Lynch sul set di Lucky. Foto di Stefania Orsini.

Volete (ri)vedere Lucky? Lo trovate su CHILI

  • Raoul Bova: «Io, italiano a Hollywood, sopravvissuto grazie a Sophia Loren»
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