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Ma Aladdin è già un caso: ironia sui social per il nuovo genio blu di Will Smith

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Will Smith condivide il suo Genio blu in Aladdin. Non leggete i commenti...

«Ma ve l’ho detto che sarei stato blu!»: così Will Smith sul suo profilo Instagram ha annunciato il nuovo trailer di Aladdin, prossimo live action Disney in uscita il 22 maggio, che lo vedrà nelle vesti del genio della lampada. «Dovreste fidarvi di me più spesso», ha poi proseguito l’attore, in riferimento alle proteste che si sono fatte sentire dopo il primo sguardo alle foto ufficiali – che potete vedere nel nostro articolo qui. Sì, perché in quegli scatti l’interprete si presentava in versione umana, cosa che ha spaventato molti fan del cartone. Ma se Will Smith pensava di poter tirar un sospiro di sollievo, il primo trailer ha scatenato la reazione feroce della rete che si è lanciata compatta contro il nuovo Genio firmato da Smith.

Tra le tendenze di Twitter, a pochi minuti dalla pubblicazione del trailer presentato durante i Grammy, è stato proprio il Genio blu a ricevere le maggiori critiche, alzando un ulteriore polverone di polemiche intorno a Smith e al personaggio. “Will Smith sembra Avatar”, “Will Smith si è dipinto di blu da solo” o ancora: “Ho scoperto che il Genio di Will Smith perseguiterà i miei incubi”. I social ci stanno andando davvero pesante, con una reazione che l’attore – e la Disney – sicuramente non si aspettavano.

Non è la prima volta che il film affronta una crisi: la rivendicazione di Terry Rossio, sceneggiatore del cartone originale che ha accusato la Disney di aver usato nel primo teaser le sue parole senza permesso, la polemica sull’abbronzatura delle comparse sul set, da bianche a scure, giustificata dal regista come necessaria per alcune scene pericolose. Per finire, poi, sull’aspetto complessivo del cast e dei loro costumi, additati da tutti come più vicini a quelli di semplici cosplayers.

E adesso che succede? Non sappiamo ancora se Will Smith replicherà all’ironia social, vista la grande sfiducia del pubblico. Forse la soluzione migliore è quella di aspettare il passare di quest’ennesima polemica e lasciare che il prossimo 22 maggio sia il film a mostrare il suo valore. Anche se non aiuta l’immenso paragone con cui dovrà confrontarsi Smith e non a caso sono in molti a scrivere su Twitter, Instagram e YouTube: «Who is missing Robin Williams?». Buona fortuna, Will.

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