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Dal genio agli scacchi | Cosa succede se Giuseppe Tornatore racconta Ennio Morricone?

Tornatore racconta Morricone in un nuovo documentario, Ennio. Ma cosa vedremo?

Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore in un'immagine d'archivio.

ROMA – Si erano incontrati la prima volta negli anni Ottanta. Lui era un regista con un solo film all’attivo, Il camorrista, mentre l’altro era già il maestro che tutti amavano. Giuseppe Tornatore aveva poco più di trentadue anni, Ennio Morricone ne aveva già sessanta compiuti. «E da quel momento ho lavorato per quasi trent’anni con Ennio», ha spiegato Tornatore. «Ho fatto con lui quasi tutti i miei film, ma non solo, anche i documentari, gli spot e i progetti che abbiamo cercato di mettere in piedi senza riuscirci». Un rapporto che partorì poi grandi colonne sonore come Nuovo Cinema Paradiso e La sconosciuta, tra le molte, e che ora viene celebrato da un documentario, titolato semplicemente Ennio che Tornatore porterà alla Mostra di Venezia. «Durante tutto questo tempo il nostro rapporto di amicizia si è consolidato sempre più, film dopo film, e la mia conoscenza del suo carattere di uomo e di artista si è fatta sempre più profonda…».

Un ritratto di Ennio Morricone in azione.

Il documentario – prodotto da Gianni Russo e Gabriele Costa per Piano B – racconta Morricone principalmente attraverso una lunga intervista realizzata a lui dallo stesso Tornatore, ma in Ennio ci sono anche molte interessanti testimonianze di registi come Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Dario Argento, Barry Levinson (con cui lavorò a Bugsy), Roland Joffè, Hans Zimmer, Oliver Stone (con cui litigò su U-Turn), Quentin Tarantino, Carlo Verdone (di cui musicò i primi due film) e addirittura Bruce Springsteen (da sempre grande fan) e Pat Metheny (che qui aveva raccontato proprio a Hot Corn la sua passione per il maestro). Non solo musica però, perché nel documentario scopriremo anche la passione di Morricone per gli scacchi e l’origine di certe intuizioni, dall’urlo del coyote de Il buono il brutto, il cattivo, al battere ritmato delle mani su alcuni bidoni di latta da parte degli scioperanti a Roma che gli ispirò poi il tema per Sostiene Pereira.

Morricone a Londra, negli studi di Abbey Road, con Tarantino.

«Ho voluto realizzare il documentario innanzitutto per far conoscere la storia di Ennio Morricone al pubblico di tutto il mondo», ha precisato Tornatore. «Non si è trattato però solo di farmi raccontare da lui la sua vita e il suo magico rapporto con la musica, ma anche di cercare negli archivi di mezzo mondo interviste di repertorio e immagini relative alle innumerevoli collaborazioni svolte in passato da Morricone con i registi più disparati. Ho strutturato tutto come un romanzo audiovisivo che attraverso i brani dei film da lui musicati, le immagini di repertorio, i concerti, possa fare entrare lo spettatore nella sua parabola esistenziale ed artistica…». Dopo il passaggio alla Mostra di Venezia, Ennio dovrebbe arrivare in sala in autunno distribuito da Lucky Red.

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