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Defiance | Daniel Craig, i fratelli Bielski e la storia vera dietro il film

Edward Zwick racconta la resistenza di un gruppo di ebrei guidati da tre fratelli durante il Nazismo

defiance

MILANO – Forse non tutti conoscono le loro gesta, ma i Fratelli Bielski furono l’ultima speranza di sopravvivere per migliaia di ebrei durante il regime nazista. La loro storia venne raccontata prima da Nechama Tec nel romanzo Gli ebrei che sfidarono Hitler, adattato poi per la prima volta per il cinema da Edward Zwick in Defiance – I giorni del coraggio, con Daniel Craig e Liev Schreiber. Tuvia, Asael e Zus, questi i loro nomi. Gente semplice, proveniente da una famiglia di agricoltori nella Bielorussia Occidentale. Quando la Polonia venne invasa dalla Germania, il Paese passò a fare parte dell’Unione Sovietica e dovettero scontrarsi con la dura realtà che essere un ebreo, in quel momento, non andava bene.

defiance
Una scena di Defiance

La loro storia prende il via nel 1941. Nel giro di un anno, gli ebrei nel Distretto di Nogrowodek erano stati trucidati e i pochi che erano riusciti a sopravvivere erano stati rinchiusi dentro ai ghetti. Riuscirono a prendere dei cavalli e a riparare nella foresta dopo aver visto uccidere la loro famiglia durante una retata. Gli unici tre fratelli scampati al massacro erano ben decisi ad aiutare il loro popolo e a salvare quante più persone possibile, e si lanciarono quindi in una campagna contro il Nazismo, riuscendo a strappare uomini, donne, bambini, anziani e malati al destino nei campi di concentramento. Vivevano protetti dagli alberi, in quella che venne definita la “Gerusalemme dei boschi”. Lì avevano costruito una vera e propria società embrionale, con una scuola, un ospedale e anche una sinagoga.

fratelli Bielski
I fratelli Bielski

Mentre proteggevano quegli indifesi, non si fermavano i loro atti di guerriglia e i sabotaggi contro le truppe tedesche. Grazie all’aiuto di amici tedeschi dalla loro parte, riuscirono a procurarsi delle armi e a organizzare una vera e propria resistenza che li consacrerà alla Storia come i partigiani della Bielorussia. Nel frattempo però, la vita nei boschi si rivela essere dura, soprattutto d’inverno e con il sopraggiungere delle malattie. Nel gruppo si verificano anche i primi segni di anarchia che viene brutalmente repressa: Tuvia, a cui era stato affidato il comando, ordina di lasciare che i ribelli venissero sbranati dai lupi. La piega degli eventi si fa ancora più sinistra quando, dopo aver catturato un soldato tedesco, vengono a sapere che le SS hanno scoperto dove si nascondono e hanno tutta l’intenzione di eliminarli.

Un'immagine di Defiance
Un’immagine di Defiance

Danno allora il via a un’azione che si potrebbe definire “biblica”, un vero e proprio esodo attraverso la Bielorussia per sfuggire alla furia nazista. Durante il loro cammino, vengono colti di sorpresa da un’imboscata dei tedeschi ma riescono a reggere e a neutralizzare l’attacco dei nemici. Dopodiché tornano alla loro vita nei boschi, in cui si nascono fino al termine della guerra. Termine dopo il quale non accettano il minimo riconoscimento per il loro coraggio, nonostante la loro compagnia abbia salvato da morte certa più di 1,200 ebrei, la maggior parte dei quali scelse infine di vivere in Israele. Una storia poco conosciuta ma testimonianza – ancora una volta – dell’incredibile resilienza dell’essere umano.

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