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Voglia di vincere | Il talento di Michael J. Fox e quella voglia di anni Ottanta

Licantropi, basket, amore e quel film girato prima di Ritorno al futuro e che avrebbe ispirato Teen Wolf

Voglia di vincere
Michael J. Fox in un dettaglio del poster di Voglia di vincere.

FIRENZE – Nostalgia degli anni Ottanta, la faccia di Michael J. Fox e quella sceneggiatura che non sbaglia un colpo. Ma chi si ricorda ancora di un film come Voglia di vincere di Rod Daniel? Forse il pubblico che può apprezzarlo meglio oggi è quello più giovane, in scia Stranger Things e soprattutto di Teen Wolf, serie che discende proprio da qui, ma siamo sicuri che anche coloro che lo videro da ragazzi, nel 1985, ora possono sorridere di quella storia tanto bizzarra quanto comune. Chi – infatti – non si è mai innamorato di quella del primo banco, come cantava Antonello Venditti? La cosa buffa qui però è Michael J. Fox sul set ancora non era Marty McFly e sarebbe diventato famoso solo dopo pochi mesi grazie al successo (imprevisto) e colossale di Ritorno al futuro.

Michael J. Fox in una scena di Voglia di vincere.

Il racconto sembra lineare, una trama in cui tutti possono immedesimarsi, ma Voglia di vincere (lo trovate su Prime Video) ha una svolta improvvisa: il giovane protagonista Marty Howard è un licantropo e in una scena esilarante scopre che il suo è in realtà un problema di famiglia. Da imparare a gestire, perché l’essere licantropo dona grandi poteri ma può diventare molto pericoloso. Gli effetti speciali sono perfetti e Michael J. Fox indossa il pelo da lupo (ah!) con grande disinvoltura, la stessa che il personaggio assume nei confronti della scuola, degli amici e delle ragazze. Qualsiasi cosa fa la fa bene, Marty (già lo stesso nome) ha un talento nascosto destinato a vincere nel campo da basket e nella vita.

In versione licantropo.

Con i talenti del licantropo, vince, conquista, si diverte. Ma l’atteggiamento del vincente, l’essere vincente, che aveva da sempre sognato, lo rende piano un ragazzo solo. Nel basket vince ma senza l’aiuto dei vecchi compagni, la ragazza tanto pensata si rivela vanitosa, e i suoi amici cominciano ad avere paura di lui. Il film – che ebbe anche un sequel con Jason Bateman e una serie a cartoni animati – serve però anche a capire che Michael J. Fox non fu solo Ritorno al futuro negli anni Ottanta: da Casa Keaton a Le mille luci di New York, da La luce del giorno e il potente Vittime di guerra, fu capace di avere molte facce diverse.

  • LONGFORM | Ritorno al futuro, genesi di un capolavoro
  • VIDEO | Qui per il trailer originale di Voglia di vincere:

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