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The Fighter | Christian Bale, Mark Wahlberg, il ring e la storia vera dietro il film

David O’Russell racconta la vita spesa sul ring dei fratelli Micky e Dicky Ward

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MILANO – La metafora che compara il ring con la vita ricorre spesso, anche nel cinema. La dedizione, il sacrificio, il coraggio sono costanti che non si applicano solo all’esistenza, ma anche a un pugile. E fra i tanti, vale la pena ricordare la storia di Micky Ward. Portata sul grande schermo nel 2010 da David O’Russell in The Fighter, con Christian Bale e Mark Wahlberg, è la storia di una vita spesa sul ring che s’intreccia con tre degli incontri di pugilato più memorabili di sempre, quelli tra Ward e Arturo Gatti.

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Christian Bale e Mark Wahlberg in una scena del film

Statunitense di origini irlandesi, e per questo soprannominato Irish, Micky Ward iniziò presto la sua carriera come pugile, con una serie di vittorie impareggiabili. Combattente nei pesi super leggeri, Ward decise presto di prendersi una pausa, in parte per trovarsi un lavoro e in parte per ricorrere a un intervento chirurgico alla mano destra che da sempre gli dava problemi. Il suo ingresso nel mondo della boxe in realtà non fu un caso, forse uno scherzo del destino, dal momento che anche il fratello, Dicky Eklund, era stato un pugile. Ma lui, a differenza di quella che sarebbe stata la vita di Micky, non era stato in grado di reggere il peso della carriera sportiva e si era lasciato trascinare nel tunnel della tossicodipendenza.

Micky e Dicky Ward

Dopo essere uscito di prigione, fu proprio lui a spronare Ward a tornare sul ring. E per fortuna gli diede ascolto. Nel giro di una decina d’anni giunse a conquistare titoli importanti, oltre ad ottenere un posto di diritto tra i pugili acclamati dalla rivista The Ring, la più autorevole per quanto riguarda la boxe. Prima negli Stati Uniti e poi in Europa, a partire dal titolo mondiale disputato a Londra, il successo e le vittorie di Ward erano senza freni. Ma come per ogni astro dello sport che si rispetti, non poteva certo mancare una nemesi, un antagonismo simile a quello tra Niki Lauda e James Hunt. Il suo sfidante di una vita arrivò nelle vesti di Arturo Gatti, uno dei più forti pugili italiani.

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Una scena di The Fighter

Il primo incontro tra i due si svolse nel 2002 e si concluse con la vittoria di Micky Ward. Un incontro violento a cui fece seguito un ricovero in ospedale di entrambi gli sfidanti. La passione per la sfida unita a una punta di orgoglio portò in breve tempo a una rivincita, che questa volta fu vinta da Gatti. Pareggio. L’anno successivo si tenne il terzo incontro, un combattimento epico che è passato alla storia, sia per il mito che pian piano si stava creando intorno ai due pugili, sia per essere ricordato come uno degli incontri più sanguinosi di sempre.

L’incontro tra Micky Ward e Arturo Gatti

In una gara – letteralmente – all’ultimo colpo, la giuria decretò all’unanimità la vittoria di Gatti. Nonostante la rivalità, tra i due scorreva anche un profondo rispetto, la consapevolezza della tenacia e della tecnica dell’altro da parte di entrambi. Soprattutto per Gatti, che dopo l’incontro sostenne di aver finalmente compreso «cosa si prova a combattere contro un fratello». Quello sarebbe stato l’ultimo incontro sul ring per Micky Ward, dopo il quale si ritirò dalla boxe. Ma la parabola della sua carriera è diventata leggenda.

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