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Sabrina e Arianna? Non solo. Audrey Hepburn e Come rubare un milione di dollari e vivere felici

I classici di sempre? Sì, ma in esclusiva su CHILI trovate anche una chicca assolutamente da scoprire

Audrey Hepburn in uno scatto sul set di Come rubare un milione di dollari...

Colazione da Tiffany, My Fair Lady, Vacanze romane e Sabrina? Sì, ovviamente, e a questi vanno aggiunti (almeno) anche Arianna e Cenerentola a Parigi. Non solo però, perché se volete (ri)scoprire un altro lato di Audrey Hepburn c’è l’imbarazzo della scelta, un percorso alternativo che porta fuori dalla rotta principale e conduce dentro pellicole apparentemente poco note, ma che riviste oggi assumono altro significato e gusto. Un esempio? Un piccolo cult come Come rubare un milione di dollari e vivere felici – lo trovate in esclusiva su CHILI qui – che l’attrice girò nel 1966 poco prima del ritiro e del matrimonio con Andrea Dotti.

Peter O’Toole e Audrey Hepburn in Come rubare un milione di dollari e vivere felici, 1966.

Diretto da William Wyler – proprio l’uomo che aveva lanciato la Hepburn tredici anni prima, in Vacanze romane – il film è un godibile heist movie con l’attrice (vestita Givenchy) negli eleganti panni della figlia di uno stimato collezionista d’arte, in realtà un falsario. Siparietti godibili con Peter O’Toole – all’apice del suo fascino – e l’apparizione di Eli Wallach un anno prima che Sergio Leone lo scegliesse per Il buono, il brutto, il cattivo. Se avete bisogno di dimenticare il mondo per due ore, Come rubare un milione di dollari e vivere felici, è il film per voi, una fuga a Parigi tra la Venere di Cellini, Charles Boyer e la colonna sonora di John Williams, pochi anni prima dell’incontro con Spielberg e Lucas che gli avrebbe cambiato la vita.

Audrey Hepburn al trucco sul set di Come rubare un milione…

Se amate Audrey e volete continuare il percorso, altro consiglio è ripescare su CHILI Robin e Marian, ballata folk dolente e crepuscolare a fianco di un altro grande, Sean Connery, storia di Robin Hood e Lady Marian, ormai invecchiati. Fu il ritorno al cinema di Audrey dopo una pausa di nove anni, meravigliosa anche (e soprattutto) a 47 anni, con una fragilità esposta e consegnata a un Connery lontanissimo dall’universo del playboy Bond e senza parole davanti all’amore totale di Marian: «Robin, io ti amo più di quanto tu creda. Ti amo più dei bambini, più dei giardini che ho coltivato; ti amo più delle preghiere del mattino, più della pace, e del cibo che ristora; più del sole che riscalda, più del piacere della carne, e anche più della vita».

1976: con Sean Connery e il regista Richard Lester sul set di Robin e Marian.

Altro capitolo invece meritano titoli non disponibili in digitale, solo in DVD, come Quelle due, basato sull’omonima pièce teatrale di Lillian Hellman che la Hepburn girò pochi mesi dopo Colazione da Tiffany. Nel film l’attrice interpreta Karen Wright che, con l’ex compagna di college Martha Dobie (Shirley MacLaine), dirige un collegio femminile privato nel Massachusetts. Un giorno però, per vendicarsi di una punizione, una studentessa inizia a diffondere voci sulla natura del rapporto tra le due donne. Coraggioso e molto in anticipo sui tempi.

Audrey Hepburn e Shirley MacLaine in Quelle due.

Se Sciarada…e tutti risero vengono spesso citati, il vero capolavoro nascosto da recuperare è Due per la strada (solo in Dvd però), arabesco sentimentale con una Hepburn in stato di grazia a fianco di Albert Finney – con cui faceva coppia anche fuori dal set – a mettere in scena un matrimonio alla deriva che cerca disperatamente di ritrovarsi partendo per un viaggio.

Albert Finney e Audrey Hepburn in Due per la strada, 1967.

Il ruolo di Finney doveva essere di Paul Newman (e che duetto magnifico sarebbe stato?) che però rifiutò. Girato tra Parigi, Nizza e Saint-Tropez, il film è una dolente lettera d’amore al passato e a tutto quello che ormai non può più ritornare: «Ormai tu vuoi solo che io rimanga un bellissimo ricordo…». Meraviglia.

 

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