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Redford, Streisand, la politica e quell’amore politico: Come eravamo

16 ottobre 1973: a New York va in scena la prima di un film destinato a diventare un cult. Perché?

«Fascisti! Siete il ritratto della decadenza!». Le sfuriate politiche di Barbra Streisand, il fascino elegante di Robert Redford: Come eravamo di Sydney Pollack a prima vista apparterrebbe di diritto al lungo e fortunato filone delle commedie sentimentali anni Settanta, ma c’è una differenza sostanziale: la contestualizzazione politica, a tratti persino predominante sul melò della vicenda. Lo scontro politico tra due culture appare evidente sin dalle prime scene del film: Katie Morosky (Barbra Streisand) è impegnata nella Lega Comunisti dei Giovani, mentre Hubbel Gardiner (Robert Redford) è il ritratto del belloccio dal volto pulito, qualunquista e reazionario.

Siamo nella seconda metà degli anni Trenta, poi arriveremo agli anni del Maccartismo – gli anni delle influenze comuniste, della lotta alle streghe e di un clima di sospetto generalizzato – fino all’epilogo nei primi anni Sessanta. Il conflitto ideologico e sociale che la coppia è costretta ad affrontare per tutto il corso della (travagliata relazione) è anche la contrapposizione privata fra il Redford portavoce degli ideali classici americani e l’ebrea Katie, che invece ha scelto di dedicare la propria vita alla militanza intransigente.

Rivisto quarantacinque anni dopo (in Italia però uscì il 6 marzo 1974), Come eravamo risulta ancora impeccabile nel raccontare il dramma di una coppia erosa dall’incomunicabilità, dall’incomprensione: Hubbel e Katie si amano di un amore travolgente, pura passione irrazionale, ma le distanze tra i due diventeranno troppe, incolmabili. Finiranno per incrinare il rapporto, che poi si ricompatterà, per poi prendere strade nuovamente differenti, tra la nostalgia di uno sguardo e l’inesorabile trascorrere del tempo. Katie stravolge la sua natura per Hubbel, si stira i capelli, si veste elegante per partecipare alle feste borghesi, ma non riesce a confinare la sua indole battagliera: «Ma tu non molli mai», le dice Hubbel nell’indimenticabile scena finale. Mai. Perché Katie è nata per stare in prima linea.

Pare che Redford – in un primo momento – avesse rifiutato di far parte del cast, sentiva il personaggio troppo stupido, troppo bello-senza cervello. La Streisand, per contrasto, qui ostenta uno stile di recitazione oltremodo caricato, fascinosa pasionaria d’altri tempi. Il risultato? Una delle coppie di cinema più spontanee del cinema americano, capace di infiammare le platee – fu un grande successo al botteghino americano quando uscì nell’autunno del 1973 – ma anche di appassionare anche chi vive di cinema d’autore, e non solo di genere. E, rivisto oggi, Come eravamo è, ancor prima che un film sull’amore, un’opera sulle molte anime di un’America.

Trovate il Dvd del film di Syndey Pollack su CHILI: Come Eravamo.

Qui il tema portante della colonna sonora, cantato dalla stessa Streisand:

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