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Prospect | Pedro Pascal e quello strano western spaziale da scoprire

Lo space western d’esordio di Zeek Earl e Christopher Caldwell? Un’imperdibile sorpresa…

Prospect
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MILANO – Che cos’è un western ambientato nello spazio? Seppur possa sembrare per molti una ipotesi assurda, in realtà è una formula di cui si parla almeno dal 1969, nei tempi in cui il film western tirava e aveva la forza di essere frontiera privilegiata di nuovi canoni. Ci provò per primo il Roy Ward Berker con Luna zero due, dopodiché il filone, battezzato space western, è rimasto pressoché inespresso, salvo qualche rara comparsa attraverso titoli come Atmosfera zero (1981) di Peter Hyams (con uno Sean Connery in grande forma) o con il più recente Codice genesi (2010), massima espressione commerciale della versione post-apocalittica del genere (con Denzel Washington, Mila Kunis e Gary Oldman). E poi? Dimenticando Cowboy & Aliens del 2011, ecco il notevole Prospect.

Una scena di Prospect
Una scena di Prospect

Tratto dall’omonimo cortometraggio (che potete guardare qui) dei due registi esordienti Zeek Earl e Christopher Caldwell, i quali, dopo il successo dei tredici minuti del loro esperimento, sono riusciti a raccogliere un esiguo budget e a costruire una piccola narrazione western ambientata su una non meglio identificata Luna Verde, la frontiera in cui gli avventurieri della working class tentano il colpo della vita seguendo le voci sull’esistenza di nuove miniere di Aurelac, pietre preziosissime estraibili solo grazie alla delicata manualità di alcuni operai specializzati del settore.

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L’affascinante ambientazione del film

Per questo motivo che Cee (Sophie Thatcher) e suo padre (Jay Dupiass) atterrano con la loro navicella sgangherata in una giungla dalla vegetazione rigogliosa, nei cui meandri dovrebbero nascondersi le gemme; i due sono armati di caschi simil-spaziali e tute per poter respirare e sopravvivere in quell’ambiente ostile, di kit per l’estrazione del minerale e di armi da fuoco. Non ci viene detto in che anno ci troviamo, non sappiamo nemmeno che tipo di mondo giri intorno alla vicenda. Quello che sappiamo (e ci basta) è che i protagonisti debbono tirar dritto senza fidarsi di nessuno, recuperare il malloppo e riportare a casa la vita. Ma non è così semplice, soprattutto quando padre e figlia incontreranno Ezra, interpretato da un buon Pedro Pascal che è, certamente, il personaggio più interessante di Prospect.

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Pedro Pascal è Ezra

Dunque, in un ambiente di questo tipo, subentra una dinamica particolare nei rapporti con l’altro (nel senso dello sconosciuto): alla frontiera della Luna Verde – come nella Caifornia delle pepite d’oro del west – l’uomo regredisce ad una condizione pre-sociale, per cui la relazione non può basarsi su sentimenti personali o morali (la fiducia, l’amicizia, il rispetto), né sui principi base della civiltà, ma solo su una gretta e primordiale convenienza reciproca, simile a quella già vista tra il Tuco e il Biondo ne Il buono, il brutto e il cattivo. E allora il viaggio (rigorosamente a piedi) di questo space western, con tutti i suoi imprevisti, diventa racconto di formazione, forse un po’ ottimistico, ma certamente credibile per come pone la questione.

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Sophie Thatcher è Cee

Nel corso di Prospect, la protagonista è costretta a crescere e nel farlo deve riconsiderare la sua visione del mondo. E noi lo facciamo con lei, imparando che nessuno è malvagio in modo assoluto e definitivo, ma ciascuno lo è sempre in relazione a qualcosa. Sempre il punto di vista (in questo caso quello della protagonista) definisce l’altro: quando ci difende e sta dalla nostra parte lo crediamo costitutivamente “buono”, e gli perdoniamo tutto; quando invece, per contrapposizione, lo vediamo come un pericolo, allora diventa automaticamente parte del maligno. Ma quando le condizioni esterne e le rispettive necessità si ribaltano (almeno apparentemente), qualcosa mette in discussione il nostro pregiudizio, ed è sempre molto difficile combatterlo. Cosa potrà salvarci la vita? Rischiare l’incolumità fidandoci del nostro nemico, o scommettere sul rischio opposto e provare a cavarcela solo con le nostre forze?

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