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Petite Maman | La magia di Céline Sciamma e un piccolo, grande film sull’amore

Un film caldo come un abbraccio. La Sciamma torna all’infanzia e realizza un altro capolavoro

Un'immagine di Petite Maman

ROMA – Può un film piccolissimo, di poco più di un’ora, riuscire a colpire nel profondo chi guarda e lasciarlo, senza nemmeno accorgersene, con le lacrime che gli bagnano il volto? Sì, se si tratta di un film come Petite Maman di Céline Sciamma. Presentato in Concorso a Berlino 71 e ad Alice nella Città, quello della regista francese è un regalo, una piccola gemma, una poesia sull’amore, la famiglia, il lutto. Nelly (Joséphine Sanz) ha otto anni, sua nonna è appena morta e lei non è riuscita a dirle “Arrivederci” come avrebbe voluto. È la prima volta che perde qualcuno che ama e deve confrontarsi anche con il dolore di sua madre Marion (Nina Meurisse) che scorre ad un ritmo diverso dal suo. Con i suoi genitori inizia a svuotare la casa d’infanzia della madre immersa in un bosco in cui un tempo c’era una casetta di legno di cui la bambina aveva tanto sentito parlare.

Petite Maman
Una scena di Petite Maman

Quando improvvisamente rimane sola con il padre, Nelly incontra nel bosco una bambina di nome Marion (Gabrielle Sanz) che sta costruendo proprio una casetta di legno… Céline Sciamma, dopo aver già affrontato tematiche legate all’infanzia e all’adolescenza in Tomboy e Diamante nero, si rapporta con il tema dell’identità femminile raccontando una storia di eredità fatta di ricordi. Immerso in un’atmosfera sospesa nel tempo, il film compie una vera e propria magia regalando a Nelly una seconda possibilità: quella di rivedere sua nonna e conoscere sua madre bambina. Un desiderio su cui chiunque ha fantasticato almeno una volta nella vita. Ed è per questo che in Petite Maman ognuno di noi troverà un pezzetto di sé, della propria storia.

Un’immagine del film

Petite Maman racconta di un viaggio nel tempo che non guarda al passato o al futuro ma si muove nel presente nel tentativo di Nelly di ritrovare una connessione con sua madre che sente distante e della cui tristezza si sente responsabile. Céline Sciamma elude la morte grazie alla potenza di memoria e immaginazione e ci ricorda che nessuno scompare davvero, basta un oggetto – un vecchio bastone, della carta da parati, dei quaderni o giocattoli di un’altra epoca – per continuare a conoscerli, scoprirne segreti, sentirli vicini al nostro cuore.

Petite Maman
Una scena di Petite Maman

Nelly e Marion hanno così l’opportunità di conoscersi in un mondo magico in cui preparano crêpes e bevono latte al cioccolato, mettono in scena recite e costruiscono casette di legno mentre si guardano negli occhi alla stessa altezza (quella dalla quale gli adulti sono esclusi se non scendono al loro livello). Una frequenza di anima e corpo che permette loro di capirsi profondamente. Avvolto dai colori brillanti dell’autunno illuminato dalla fotografia di Claire Mathon, il film inizia con un abbraccio mancato e finisce per abbracciarci tutti come le due piccole protagoniste nella locandina del film. Un film prezioso. Una riflessione delicata sull’amore più profondo di tutti: quello di una madre e una figlia.

La video intervista a Céline Sciamma è a cura di Manuela Santacatterina:

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