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Palm Springs | Andy Samberg e un loop temporale per inseguire la felicità

Max Barbakow dirige una sorprendente commedia dagli spunti sci-fi. Al cinema dal 22 ottobre

Andy Samberg e Cristin Miliotti in Palm Springs
Andy Samberg e Cristin Miliotti in Palm Springs

ROMA – Domanda (ovviamente) retorica: ricordate Bill Murray, bloccato in un circolo temporale nel Giorno della Marmotta? Era il 1993, e Harold Ramis con Groundhog Day (Ricomincio da Capo, in Italia) scrisse un’importante pagina nel grande libro dei film cult. Ora, caso vuole, un altro talento del Saturday Night Live si ritrova, più o meno, nella stessa ingarbugliata situazione di Murray: un giorno che si ripete all’infinito, senza apparente via d’uscita, senza speranza. Questa volta lui è Andy Samberg, protagonista insieme a Cristin Milioti di Palm Springs diretto da Max Barbakow.

Palm Springs
Andy Samberg e Cristin Miliott

E lo avrete capito dal titolo: se Bill Murray si svegliava puntualmente all’alba di un freddo febbraio della Pennsylvania, la faccia sbruffona di Nyles (Samberg, appunto) ogni mattina, apre gli occhi nella torrida cittadina californiana, affrontando il matrimonio della migliore amica della sua svampita ragazza. Almeno fin quando, durante una delle troppe cerimonie, decide di avvicinarsi a Sarah (Cristin Milioti), trascinandola involontariamente in questo strano loop temporale che ha come sorgente un’insolita luce pulsante nel bel mezzo del deserto. Prima la paura, poi l’incredulità e, successivamente, una beata rassegnazione: forse la vita, un giorno per volta, è davvero migliore.

Palm Springs
Una scena del film

Nessun timore per la morte, niente responsabilità, nessun giudizio. Svegliarsi e (ri)trovarsi da capo, ogni volta; un labirinto senza uscite che ti riporta al via appena ti addormenti o finisci sotto un tir. Ventiquattro ore da (ri)affrontare, come fanno Nyles e Sarah, con la voglia di vivere al massimo, perché ormai nulla può più accadere. Così, la domanda che fa l’arguto Palm Springs, è certamente interessante: e se un loop temporale fosse la definitiva strada per la vera felicità? Un’alterazione spazio-tempo in cui finalmente essere sé stessi e, di conseguenza, liberarsi da sovrastrutture che alterano e ingabbiano i rapporti di coppia, facendoli finire in un altro loop senza via di fuga. Quello della noia quotidiana, dell’incomunicabilità e del passivismo latente.

Palm Springs
Palm Springs

Dunque, Palm Springs: una sorprendente commedia dalle ovvie sfumature fantastiche (ma tutte davvero credibili, in fondo nessuno ha dimostrato che le distorsioni temporali sono impossibili…), raccontando la (dis)avventura dei due protagonisti, e giocando con l’assioma delle regole sci-fi, si addentra nel profondo, dietro l’ombra della superficialità dettata dal bisogno di apparire prima che essere. Allora, anche la facile (e ripetitiva) felicità, scoperta da Nyles e Sarah, diventa noiosa quando non c’è scopo né percezione del futuro. Un futuro da vivere senza ansia ma con una sola certezza: nel bene e nel male, domani sarà diverso da oggi.

Qui la nostra intervista al regista Max Barbakow:

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