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Il dibattito | È giusto o sbagliato distribuire i nuovi film in streaming?

Giovanni Veronesi, su Twitter, rilancia l’idea: i titoli pronti devono essere distribuiti…

I nuovi film? In streaming
I nuovi film? In streaming

ROMA – Lo abbiamo detto, i nuovi film, quelli pronti per la distribuzione, magari anche con una campagna marketing largamente avviata, devono in qualche modo essere disponibili per il pubblico. È fondamentale, oggi, con le sale chiuse, che i film riescano a trovare spazio. Anche e soprattutto perché, quando gli esercenti riapriranno, non tutti riusciranno a trovare una programmazione ottimale, con un mercato – ipotizziamo – ingolfato. Allora, in aiuto delle distribuzioni, arrivano le piattaforme streaming: in USA ormai il futuro è già arrivato, dato che Disney, Universal e Warner (solo citando le Major), hanno deciso di saltare totalmente o parzialmente il grande schermo per atterrare direttamente on-demand. Qualche titolo? Onward, Trolls World Tour, The Way Back, Bloodshot.

nuovi film in streaming
La cara, vecchia sala…

La lista, presumibilmente, si allungherà, ma intanto monta il dibattito: è giusto o no distribuire le nuove pellicole via web? A toccare l’argomento, via Twitter, è stato Giovanni Veronesi, sceneggiatore di Si Vive una Volta Sola, il nuovo film di Carlo Verdone, uno dei titoli bloccati dall’emergenza virus: “Ma perché non fanno uscire i film sulle piattaforme a pagamento? Perché? A 10 euro. E lo vedono tutti sui tablet, in tv dove gli pare pure sul cellulare ma perché non lo fanno? Sono pazzi butteranno via un sacco di soldi e film”. Sotto, una sequela di commenti a favore o contro l’idea. Riassumendo: “No, il cinema è quello del grande schermo!”, “Sì, la gente deve avere la possibilità di vedere i titoli fermi…”, “Se il film non passa prima per la sala, addio tax credit…”.

Il tweet di Veronesi
Il tweet di Veronesi

Tutto giusto e tutto sbagliato, potremmo dire. Perché in tempi strani come questi, l’idea di un netto cambiamento non sembra un’idea troppo futuristica, pure se un po’ spaventosa. Questa nuova distribuzione, che in Italia è ufficialmente partita con il primo nome, Emma di Autumn de Wilde, targato Universal e disponibile qui su CHILI, era già allo studio. Certo, sarebbe passato del tempo, lo switch sarebbe stato graduale e parziale, ma così – inevitabilmente – tutto viene visto da una nuova prospettiva, adattando l’industria ad un’improvvisa inversione di tendenza. Sempre sull’argomento, Veronesi ha riassunto che “questi film sospesi dovrebbero avere una nuova vita…”.

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Il cinema in salotto

E forse il punto nevralgico del discorso è qui. Per quale motivo privare gli spettatori delle pellicole che aspettano solo di essere viste, evitando uno spreco di soldi che, alla lunga, potrebbe creare un crack economico più lungo della forzata quarantena? Chiaramente, sarà più difficile (se non impossibile) per i film italiani trovare una distribuzione on-demand immediata – vista la forte sinergia che hanno con gli esercenti –, ma le Major, intanto, procedono per la loro strada, forti della loro posizione dominante in un mercato che, ci scommettiamo, non sarà più come quello di prima.

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