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TOP CORN | L’inedito da riscoprire? Nancy, tra Steve Buscemi e fake news

Un premio al Sundance, poi più nulla. Ora il film di Christina Choe arriva in streaming su CHILI

Nancy

MILANO – Nancy ha 35 anni, vive con la madre malata e sbarca il lunario con lavoretti precari mentre sogna di diventare scrittrice. Nancy è una bugiarda. Finge di essere altro da sé, tra viaggi mai fatti e vite virtuali di cui cura ogni minimo dettaglio, al punto da scrivere su un blog per genitori che hanno perso i propri figli. Quando vede in televisione il messaggio di una coppia a cui trent’anni prima era stata rapita la figlia da un centro commerciale, la donna si convince di essere quella bambina ormai cresciuta – «spiegherebbe tante cose della mia vita» – forte di una somiglianza con il render diffuso dalla polizia del possibile volto della ragazzina da adulta. Miglior sceneggiatura al Sundance, il film – ora su CHILI – è il debutto alla regia di Christina Choe.

Una scena di Nancy
Una scena del film

Un’opera rivelazione per il suo talento oltre che la conferma della maestria camaleontica della sua interprete, Andrea Riseborough. Dall’americana Wallis Simpson sfascia famiglie (reali) in W.E. alla vittima di una banda di motociclisti demoniaci nel folle e lisergico Mandy – se non lo avete visto, recuperatelo qui – fino a Nancy, la Riseborough muta costantemente forma. «È l’esempio perfetto di qualcuno che si sente un alieno nella sua stessa vita. Qualcosa con cui mi identifico anche io», ha raccontato l’attrice a IndieWire, «Ho una vita brillante piena di amici ma credo che questa sia un’epoca in cui sia difficile connettersi con le persone individualmente. Tutto è filtrato dai social media e le persone si incontrano in modi differenti ora».

Una scena di Nancy
Andrea Riseborough e John Leguizamo in una scena del film

Già perché la Choe attraverso la sua protagonista, pronta a mentire pur di ottenere attenzione e calore, racconta di noi e dell’epoca in cui viviamo. Una società in cui il confine tra verità e finzione è labile e in cui notizie e immagini possono essere manipolate. L’era delle fake news e dei social media, delle App che modificano i tratti somatici e di un bisogno costante di appartenenza. «Ho iniziato con i documentari e da subito ho realizzato come la verità possa essere plasmata, fabbricata e veicolata», sottolinea la regista, «Negli ultimi anni ho viaggiato in Corea del Nord, filmando segretamente un popolo troppo spesso ritenuto bizzarro o vittima di lavaggio del cervello. Nonostante la banalità delle mie intenzioni, mi sono ritrovata a chiedermi cosa fosse vero e cosa fosse falso. Molto di quell’esperienza è finito in Nancy, dove ho voluto una protagonista complessa, la cui presunta sincerità suscita dubbi e scetticismi, ma le cui emozioni sono vere e autentiche».

Andrea Riseborough è Nancy
Andrea Riseborough è Nancy

Diviso narrativamente e visivamente in due – con lo schermo che dai 4:3 si allarga ai 16:9 esplicitando il sentire della sua protagonista – il film contrappone poi la giovane donna in cerca di un’identità alla figura di una madre – la straordinaria J. Smith-Cameron – che non si è mai arresa all’idea di aver perso sua figlia. Nello spazio temporale che separa quel nucleo familiare improvvisato – la coppia di genitori e la possibile figlia ritrovata – dall’esito del tampone del DNA, si gioca tutto il film della Choe. Una pellicola in cui l’evoluzione di Nancy passa anche attraverso la fotografia di Zoë White (The Handmaid’s Tale) – una delle tante donne di una produzione all’80% al femminile – che alterna le luci degli interni opprimenti della prima parte del film con la luce naturale che illumina la seconda metà.

Steve Buscemi e J. Smith-Cameron in una scena di Nancy
Steve Buscemi e J. Smith-Cameron in una scena di Nancy

Un dramma psicologico che si muove sul filo dell’ambiguità della sua protagonista e delle sue intenzioni – «Questo film è un prodotto della nostra contemporaneità», ha dichiarato la regista, «Vuole esplorare cosa significhi nel profondo la verità per ognuno di noi in un mondo dove il raccontarsi, le opinioni e le emozioni stanno diventando più potenti dei fatti e della ragione» – e sulle prove attoriali di un cast che vanta, oltre alla Riseborough e alla Smith-Cameron, le interpretazioni di Ann Dowd e John Leguizamo. Menzione speciale a Steve Buscemi, qui nel ruolo di un padre sulla difensiva, capace di comunicare solo attraverso sguardi e silenzi il dolore di un’assenza.

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Qui potete vedere una clip di Nancy:

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