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Michelle Pfeiffer Vs Anne Hathaway | Ma qual è stata la migliore Catwoman?

In attesa di Zoë Kravitz in The Batman, meglio la Selina di Tim Burton o di Nolan? Salite sul nostro ring

CATWOMAN – Michelle Pfeiffer «Non so se spararle o innamorarmi». Pensi a Batman – Il ritorno di Tim Burton e pensi a Catwoman. Danny De Vito era ottimo nei panni del Pinguino ma chi lasciava un segno indelebile nella memoria era soprattutto Michelle Pfeiffer: sexy come è giusto che fosse il personaggio, ma soprattutto dominatrice dello sguardo maschile, che rimaneva impietrito di fronte a lei, impreparato davanti agli artigli. Quella tra il Batman di Michael Keaton e Catwoman è forse la dinamica relazionale più affascinante di tutte le serie di film sul Cavaliere Oscuro: l’attrazione fisica tra i due è fortissima, sia nei costumi che negli abiti quotidiani, ma Selina Kyle è una donna che Bruce Wayne non è in grado di inquadrare.

Perché? Perché è complessa, indecifrabile, pericolosa; non vuole essere salvata da un uomo, e non è una femme fatale in cerca di redenzione. Altro che Wonder Woman: la Catwoman della Pfeiffer è la vera supereroina femminista, indipendente, che si svincola da ogni etichetta, seducente e pronta a graffiare quando meno te lo aspetti. Il suo è un autentico percorso di emancipazione sessuale e di genere: a inizio film, Selina Kyle è alla ricerca di un cavaliere che la allontani da una vita “patetica”; poi si tramuta nella (mala)femmina per eccellenza, desiderosa di vendetta, consapevole di ammaliare e fare male.

CATWOMAN – Anne Hathaway Con Catwoman, Anne Hathaway sconvolge anche i più scettici: per chi non erano stati comunque sufficienti i ruoli da cattiva ragazza di Havoc e Rachel sta per sposarsi per far dimenticare il passato disneyano da “pretty princess”, questa volta non avrà più nulla a cui aggrapparsi. La carica sessuale che emana la sua Catwoman è insostenibile per un qualsiasi uomo di normali capacità (forse solo non per Batman, appunto). L’episodio finale della trilogia di Nolan, dopotutto, porta alle estreme conseguenze tutto ciò che si era visto prima: più effetti speciali, intrecci narrativi più complessi, più personaggi, più Apocalisse.

E nel caso di Catwoman, più erotismo. Nelle abilità manipolatrici, la Selina di Anne è meravigliosamente a suo agio: all’apparenza, il suo personaggio è ancora più indifeso e fragile di quello della Pfeiffer, e flirta in maniera ancora più intrigante e subdola. Non c’è dubbio però che la dinamica con Wayne sia meno sfumata e incisiva: a tal proposito, non aiuta il personaggio di Miranda di Marion Cotillard che finisce per confondere e far passare in secondo piano la chimica tra Christian Bale e la Hathaway. Una Catwoman più gelida e calcolatrice, più oltraggiosa, ma non per questo più trasgressiva: le ferite interiori sono meno approfondite.

IL VERDETTO | Vince Michelle Pfeiffer, perché la sua Catwoman rimane il cuore poetico e dark di Batman – Il ritorno. Non è però una bocciatura per la Hathaway, perché l’eccitazione che la sua Catwoman trasmette allo spettatore è uno dei punti di forza del film di Nolan: avremmo voluto però sapere di più di lei, e per questo ci piacerebbe vedere un giorno uno spin-off proprio con Anne. Intano aspettiamo la nuova versione di Zoë Kravitz rivista da Matt Reeves per The Batman.

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