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Le Riserve, i sogni infranti e la rivincita dei perdenti

Gene Hackman, Keanu Reeves, il football e una vecchia, memorabile, storia da riscoprire

Ci sono storie vere che sembrano accadere unicamente per poi diventare cinema, magari trasformandosi in un film pieno di colpi di scena, situazioni impossibili e buoni sentimenti, quasi come quelle vicende sportive che viviamo, appunto, proprio come una pellicola diretta dal nostro regista preferito. E questo è il caso della parabola dei Washington Redskins che nel 1988 vinsero il 22° Super Bowl grazie ad una squadra composta quasi interamente da panchinari o semi-professionisti, perché gli altri – l’85% dei giocatori di tutta la lega – aderirono ad uno sciopero che durò un mese. Racconto, quello dei Redskins talmente eccezionale da trasformarsi, appunto, proprio in un film: Le riserve. Diretto da Howard Deutch, il film, uscito nel 2000, ebbe poco richiamo in Italia, nonostante un buon botteghino americano, con un incasso di 45 milioni di dollari.

Le Riserve
Generazioni a confronto: Gene Hackman e Keanu Reeves in Le riserve.

Come detto, la vicenda, ha per sfondo uno degli scioperi più influenti che lo sport americano ricordi, con una sceneggiatura ovviamente romanzata: il protagonista è l’allenatore McGinty – con il volto di un gigante: Gene Hackman – ormai in pensione, ma ingaggiato dal presidente dei Sentinels – ovvero i Redskins – per portare a termine la stagione, così da non perdere gli introiti provenienti dalla televisione o dagli sponsor. McGinty, che in passato sedette proprio sulla panchina dei Sentinels, arruola una banda di semiprofessionisti e vecchie meteore che, malgrado il talento, non hanno saputo reggere tensioni o difficoltà. Tra loro, capitano della squadra, c’è Shane Falco – interpretato da Keanu Reeves, ai tempi reduce dal trionfo di Matrix – talento cristallino dal carattere fragile.

Jon Favreau e Rhys Ifans in una scena de Le riserve.

Le riserve è un film sui nobili perdenti, personaggi con cui nello spettatore scatta un senso di identificazione e appartenenza, figuriamoci poi quando gli underdogs sono giocatori richiamati in causa dopo essere stati dimenticati. Anche perché, come dice il film (che nel cast vede comparire anche un giovane Jon Favreau e il sempre irresistibile Rhys Ifans) quando a compiere il miracolo sono gli ultimi degli ultimi, allora gli artefici di quel miracolo siamo un po’ anche noi. Facciamo il tifo, ci scaldiamo, ci sentiamo parte di un mondo che finalmente tira fuori la testa, gettando oltre l’ostacolo il coraggio necessario. E Le riserve, piccolo, grande film sportivo, è di quei titoli che fanno ancora credere nella perseveranza. Perché, alla fine, il vento gira per tutti. Basta aspettare il momento giusto, correre ad occhi chiusi, e lanciarsi verso la meta.

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