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La stagione più bella e quell’amore che non scordiamo: Adventureland

Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, un parco giochi e l’estate che corre più veloce di noi

Adventureland è quel magone che sale nel petto quando ci guardiamo indietro e ci ricordiamo le estati più belle. Quelle che coincidono con le prime volte: la prima volta che siamo andati a ballare, la prima volta che ci siamo innamorati, la prima volta che ci siamo sentiti grandi. Chi ha inventato l’estate, ha pensato che serviva un periodo di due-tre mesi per passare dall’età dell’innocenza a quella della giovinezza, dell’avvicinamento alle gioie e alle disgrazie. Storie d’amicizia, di sogni. Non è obbligatorio andare in vacanza, può anche succedere di essere costretti a lavorare in un parco divertimenti, in attesa di venire ammessi all’università.

Jesse Eisenberg in Adventurland.

Questo capita al protagonista James Brennan, interpretato dal Jesse Eisenberg di The Social Network, circondato da personaggi non troppo alla moda, colleghi stralunati che, forse, non vedrà più nel corso della vita ma che non dimenticherà mai. Con loro si è annoiato, si è divertito, si è confidato. In quell’estate del 1987 Brennan, adolescente impacciato, ha creduto che le emozioni e i sentimenti potessero invaderlo per sempre.

Kristen Stewart in Adventureland.

Benché sfuggente e istantaneo, l’innamoramento rende indimenticabile anche il contorno, tutto ciò di cui altrimenti non ci accorgeremmo. Anche la noia sembra più piacevole, perché si tramuta in attesa, in formicolio, in entusiasmo, il più delle volte ingiustificato. Tanto più quando la ragazza che sta mettendo sottosopra il nostro mondo è Kristen Stewart, ha la nostra età ed è troppo bella per essere vera, e sembra incredibile che, noi e lei, stiamo condividendo qualcosa che è presente, ed è reale, e diventerà un doloroso, magnifico ricordo.

Jesse Eisenberg, Kristen Stewart e quelle t-shirt diventate cult.

Il regista Greg Mottola disegna l’altra faccia della medaglia di Suxbad – Tre menti sopra il pelo, sostituendo l’irruenza ormonale e cameratesca con il battito cardiaco accelerato, il mal di pancia, e gli occhi sempre aperti, la testa sempre assente, perduta nel dolcissimo pensiero di quello che non è realtà. E quelle canzoni che c’erano a quel tempo rimarranno sempre la nostra colonna sonora, saranno indelebili, mentre quelle che verranno dopo sembreranno sempre meno importanti, un po’ inutili, senza magia.

Bill Hader e Kristen Wiig.

Adventureland possiede lo stesso gusto di Proust per le madeleine, trasmette la stessa nostalgia canaglia: un trionfo per tutti coloro che amano l’idea dell’amore, molto di più dell’amore in sé. Da Stand by Me a Io ballo da sola, da Eric Rohmer a Luca Guadagnino, quanto bel cinema intravede nell’estate una stagione tutt’altro che spensierata, piuttosto il terreno ideale per costruire i primi approcci all’irrequieto vivere.

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